Farmaci: i componenti inattivi potrebbero non esserlo nella manifestazione di allergie e intolleranze

di Luca Mario Nejrotti

I componenti inattivi, o eccipienti, dei farmaci sono sempre più sottoposti a verifica dai ricercatori nella valutazione del loro ruolo nella manifestazione di allergie e intolleranze alle medicine.

“Inattivo” chi?

I farmaci si sa sono composti di un principio attivo e di componenti inattivi che non hanno ruolo terapeutico, ma possono avere lo scopo di migliorare il sapore, facilitare l’assorbimento, o semplicemente rendere possibile la conservazione e il trasporto della medicina.

Può, però, essere fuorviante la definizione di “inattivo” in quanto questi componenti potrebbero essere la causa scatenante di intolleranze o manifestazioni allergiche all’assunzione dei farmaci.

Nascosti in piena vista.

Finora gli eccipienti non sono stati presi in seria considerazione dai ricercatori, ma un recente studio ripreso da “Galileo” (vedi e vedi) ha sottoposto a esame l’imponente database Pillbox (vedi) che contiene le informazioni di circa 42.000 medicinali orali in commercio negli Stati Uniti per un totale di 350.000 diversi ingredienti inattivi.

L’analisi dell’immensa mole di dati è stata resa più difficile dal fatto che certi farmaci sono sul mercato con diverse formulazioni del principio attivo, ma anche degli eccipienti. Questo rende più problematica  la valutazione dei rischi di reazione avversa, che per i componenti inattivi viene fatta sul complesso della popolazione aggregato e non sui singoli individui. Secondo i ricercatori sarebbero 38 gli eccipienti suscettibili di causare intolleranze o manifestazioni allergiche.

Non solo lattosio.

Tra i componenti inattivi più utilizzati figurano il lattosio, l’olio di arachidi, alcuni coloranti chimici e glutine, che sono normalmente assodati fattori scatenanti allergie e intolleranze. Nel caso delle intolleranze, quando si hanno terapie continuative per patologie croniche o trattamenti con diversi farmaci accomunati da simili eccipienti, è possibile che la ripetuta esposizione o l’accumulo degli eccipienti provochi le reazioni avverse.

La presenza di eccipienti “attivi” rischia di ridurre le possibilità di cura, a maggior ragione quando le alternative in commercio, prive degli ingredienti problematici, siano scarse o assenti per una determinata patologia.

Un altro problema è legato al fatto che le soglie di intolleranza possono variare da individuo a individuo. Chiaramente solo una diffusa sperimentazione e la collaborazione coi medici curanti può portare a buon fine questa ricerca in modo che si possano sviluppare terapie ad hoc tarate sulle caratteristiche di tolleranza di singoli e di gruppi di pazienti.

Questa prima analisi ha messo in luce la grande quantità degli ingredienti inattivi nei farmaci approvati e la complessità del problema. Poiché la maggior parte dei preparati contiene componenti che potrebbero causare reazioni avverse, si rende necessario avere cura di massimizzare la loro tollerabilità e la sicurezza in toto.

Fonti.

http://stm.sciencemag.org/content/11/483/eaau6753

https://www.galileonet.it/reazioni-avverse-ai-farmaci-il-ruolo-nascosto-degli-eccipienti/

https://pillbox.nlm.nih.gov/