Il valore sociale del medico veterinario: luci e ombre del rapporto CENSIS

di Luca Mario Nejrotti

L’Italia è il primo paese europeo per quantità di animali domestici. Nel 2017 le famiglie italiane hanno speso 5 miliardi di euro per la cura e il benessere dei propri animali (+12,9% negli ultimi tre anni): in media 371,4 euro all’anno per ogni famiglia con animali, per cibo, attrezzature e cure veterinarie.

Valore sociale.

In questo contesto è ovvio immaginare l’importanza del ruolo del medico veterinario nella società, ma non solo per il nostro rapporto con gli animali d’affezione: i professionisti curano sì la salute e il benessere dei circa 32 milioni di animali domestici che il 52% degli italiani tiene in casa, ma l’attività veterinaria significa anche controlli igienico-sanitari negli allevamenti, garanzia di qualità e sicurezza della filiera alimentare, salvaguardia dell’ambiente e protezione delle specie in via di estinzione (vedi).

La presenza femminile.

Il rapporto CENSIS (vedi), presentato a fine marzo, fotografa una situazione di luci ed ombre: positivo è l’affermarsi della componente femminile nella professione: sui  33.302 iscritti del 2018 all’Ordine dei medici veterinari le donne sono aumentate del 53,6% e in dieci anni sono passate dal 37,4% al 46,5% del totale. Nello stesso periodo sono leggermente aumentati i veterinari under 40 anni (+1,9%), mentre è molto forte l’incremento degli over 60 (+337,1%).

La percezione del pubblico.

Il medico veterinario è una di quelle professioni che quasi tutti abbiamo contemplato entusiasti e sognanti da bambini, oltre all’astronauta, il pompiere, il medico e l’archeologo, e, come spesso capita anche per queste altre professioni, la maggioritaria opinione positiva della popolazione non sempre si traduce in un riconoscimento anche materiale del ruolo sociale della professione sempre in bilico tra lavoro e “missione”: sarà forse per invidia?

Infatti, il 35,3% degli italiani ritiene che il medico veterinario svolga un lavoro utile e il 28,5% lo definisce professionale. Secondo i dati CENSIS è complesso per il 13,8% e affascinante per il 12,1%. E la buona reputazione è confermata dal fatto che il 63,3% degli italiani incoraggerebbe un giovane che volesse studiare medicina veterinaria all’università.

Ancora: l’81,1% degli italiani ritiene che sia molto importante fare controlli igienico-sanitari negli allevamenti; il 75,1% attribuisce la massima rilevanza ai controlli di qualità negli stabilimenti di produzione e trasformazione degli alimenti di origine animale; per il 71,1% è prioritaria la protezione degli animali in via di estinzione; per il 64,1% è molto importante garantire la salute degli animali da compagnia.

La realtà dei professionisti.

Le associazioni di categoria (vedi) portano l’attenzione sul rovescio della medaglia: secondo i dati del Ministero delle Finanze, nel 2016 le entrate degli studi veterinari si sono attestate a un reddito medio di 21.160 euro (contro i poco meno che 66.000 di uno studio medico e i poco più 51.000 di uno studio odontoiatrico). Sulla scarsa rimuneratività inciderebbero due fattori sociali: il primo è  “la scarsa consapevolezza collettiva della qualità e della complessità della professione” e il secondo è la “scarsa considerazione che gli stessi medici veterinari hanno del proprio lavoro”.

Cinque anni dopo la laurea i medici odontoiatri guadagnano mediamente 2.131 euro netti al mese, i medici chirurghi 1.820 euro, i medici veterinari solo 1.271 euro: il 40% in meno dei medici odontoiatri e il 30% in meno dei medici chirurghi.

Per superare il problema sarebbe necessario aumentare la consapevolezza, sia del pubblico, sia dei professionisti stessi, del ruolo complesso che nella società moderna deve giocare il veterinario, in una prospettiva definita di “One Health”, cioè salute unica e medicina unica per l’intera collettività: uomo, animale e ambiente insieme, secondo una logica sistemica e multidisciplinare.

Fonti.

http://www.censis.it/7?shadow_comunicato_stampa=121197

https://www.saluteh24.com/il_weblog_di_antonio/2019/03/italiani-primi-in-europa-per-animali-domestici-il-valore-sociale-dei-medici-veterinari-ricerca-censi.html?utm_source=feedburner&utm_medium=feed&utm_campaign=Feed:+IlWeblogDiAntonio+(Il+Weblog+di+Antonio+Caperna