Medicina di genere: le donne ricevono le diagnosi più tardi degli uomini

di Luca Mario Nejrotti

Un ampio studio sulla popolazione danese mostrerebbe che le donne tendono a ricevere le diagnosi di molte patologie più tardi degli uomini.

Medicina di genere.

La valutazione di come il genere possa influenzare aspetti diversi della storia sanitaria degli individui è ancora poco diffusa. Un esaustivo studio danese (vedi), dell’Università di Copenaghen, prende in considerazione i dati relativi a 6,9 milioni di Danesi, iscritti nel Registro Nazionale dei Pazienti, scoprendo, per esempio, che le donne, in media, ricevono la diagnosi di una malattia quattro anni dopo rispetto all’età in cui viene formulata negli uomini.

Nello studio si dimostra, con un’analisi sistematica delle malattie nelle 18 grandi categorie del sistema diagnostico ICD-10 gestito dall’Organizzazione Mondiale della Sanità e del Global Burden of Disease (vedi), che, nella maggior parte dei casi, i tassi di incidenza delle singole diagnosi sono diversi per uomini e donne. L’età alla prima diagnosi è in genere inferiore per gli uomini, rispetto alle donne.

Sono molte le incongruenze associate al sesso non collegate direttamente alle differenze anatomiche o genomiche che sono state trovate.

Questione di metodo.

La medicina di genere è un aspetto essenziale della medicina di precisione. Sesso e genere influenzano la manifestazione e la fisiopatologia di molte malattie. Il sesso è definito come la componente biologica, mentre il genere è una costruzione sociale definita per esempio dall’OMS.

Sebbene il sesso sia esso stesso un aspetto importante nello studio della malattia, molte analisi specifiche per sesso si concentrano su uno solo dei due piuttosto che sull’aspetto comparativo.

Di conseguenza, la medicina sessuale e di genere è generalmente sottostimata anche se in letteratura sempre più viene sottolineata la necessità di includere entrambi i sessi in modelli animali, studi clinici e politiche di pianificazione sanitaria.

Uomini e donne sono colpiti in modo diverso dalle malattie, come le patologie cardiovascolari, l’osteoporosi e quelle autoimmuni.

Inoltre, molti studi indicano anche un pregiudizio nella diagnosi e nel trattamento: per esempio che l’osteoporosi è sottodiagnosticata negli uomini, mentre la malattia polmonare ostruttiva cronica è sottodiagnosticata nelle donne.

Differenze di genere.

L’analisi della massa di dati rivela differenze nei modelli, per esempio, riguardo a lesioni e abuso di sostanze, cancro e osteoporosi. In quest’ultimo caso, unico, sono le donne a ricevere la diagnosi più spesso prima che si verifichi una frattura.

Per esempio, l’età in cui si ha la diagnosi di cancro differisce, in media, per le donne di 2,5 anni. Ancora: le donne tendono a ricevere la diagnosi di malattie metaboliche, come il diabete, 4,5 anni dopo le controparti maschili.

Si tratta di una prima “ricognizione” dei dati, per quanto ampia: i ricercatori, per la natura stessa dello studio, non sono riusciti a spiegare se le diagnosi più tardive siano dovute alla genetica, all’ambiente, a possibili parzialità nel sistema sanitario o a una combinazione di motivi.

I risultati, in ogni caso, indicano la necessità di concentrarsi maggiormente sulle differenze di trattamento legate al sesso per chiarirne le origini e mitigarne gli effetti indesiderati.

Fonti.

https://www.nature.com/articles/s41467-019-08475-9

http://www.popsci.it/differenze-di-genere-donne-ricevono-diagnosi-piu-tardi-degli-uomini.html