Candida auris: la resistenza ai farmaci si prospetta come la minaccia più grave per la sanità futura

di Luca Mario Nejrotti

Non dobbiamo preoccuparci soltanto dei batteri: la resistenza ai farmaci è un grave problema che riguarda anche i funghi, come la Candida Auris.

Una diffusione in sordina.

Si parla da molto tempo di resistenza ai farmaci (vedi, vedi e vedi) da parte degli organismi patogeni: non soltanto causata dall’uso improprio degli antibiotici nella cura delle persone, ma anche e soprattutto dall’uso indiscriminato che se ne fa in agricoltura e allevamento (vedi).

Cominciata in sordina, la diffusione del fungo Candida Auris ha toccato tutto il globo: venne identificato per la prima volta nel 2009, all’interno dell’orecchio di una donna giapponese di 70 anni. Da quel momento i medici hanno cominciato a registrare nuovi casi in tutto il mondo: Americhe, Asia, Africa e Australia; in Europa, 52 casi sono stati identificati al Royal Brompton Hospital di Londra nel 2015 e altri 85 al Politècnic La Fe di Valencia nel 2016.

L’infezione micotica, refrattaria a ogni trattamento, in circa il 50% dei casi porta alla morte in 90 giorni l’organismo ospite.

Fungo letale.

Per il momento non si tratta di “super patogeni”, perché in genere non uccidono tutte le persone colpite. Invece, sono più pericolosi per chi ha sistemi immunitari immaturi o compromessi, compresi i neonati e gli anziani, i fumatori, i diabetici e le persone con disturbi autoimmuni che assumono steroidi che sopprimono le difese del corpo.

L’ultimo caso di Candida Auris è significativo, come raccontato dal New York Times.

L’anno scorso – si legge nell’articolo – un uomo ricoverato per un intervento al Mount Sinai Hospital di Brooklyn è deceduto in tre mesi dopo essere risultato positivo all’infezione da Candida auris. Il suo patogeno, però, non se ne è andato. I responsabili della struttura medica hanno rotto il silenzio e rivelato che tutta la stanza del paziente era risultata contaminata: lenzuola, letto, lavandino, tende, pavimento e persino il soffitto. Il fungo era così resistente che l’ospedale ha dovuto mettere in atto misure eccezionali per sbarazzarsene, compresa la sostituzione di pavimento e soffitto (vedi).

Gli scienziati, affermano che a meno che non vengano sviluppati nuovi farmaci più efficaci e l’uso non necessario di farmaci antimicrobici sia drasticamente ridotto, il rischio si diffonderà a popolazioni più sane. Uno studio del governo britannico ha finanziato progetti che, se non fossero state messe in atto politiche per rallentare l’aumento della resistenza ai farmaci, nel 2050 circa 10 milioni di persone potrebbero morire in tutto il mondo, eclissando gli otto milioni che si prevede di morire in quell’anno per cancro.

Massimo riserbo.

Per ora, l’incertezza attorno alla Candida Auris ha portato a un clima di paura e a volte di negazione, ma sono dozzine i patogeni che stanno sviluppando una resistenza ai farmaci.

Di fatto si sta diffondendo un panico silenzioso negli ospedali di tutto il mondo. Le singole istituzioni e i governi nazionali, statali e locali sono stati riluttanti a pubblicizzare epidemie di infezioni resistenti, sostenendo che non c’è motivo di spaventare il pubblico: funzionari e operatori sanitari sostengono che rivelare i focolai preoccuperebbe i pazienti riguardo una situazione in cui al momento non possono fare nulla, in particolare dato che i rischi non sono chiari e definiti.

Fonti.

https://www.sciencedaily.com/releases/2019/02/190218094002.htm

https://www.who.int/mediacentre/news/releases/2018/antibiotic-resistance-found/en/

https://www.bmj.com/content/364/bmj.k5092

https://www.nytimes.com/2019/04/06/health/drug-resistant-candida-auris.html