“Free-vax”: la vaccinazione tra scelta e obbligo

La libertà di scelta, di per sé, è un concetto molto nobile, difficile da spiegare e forse anche comprendere appieno. Il concetto, però, tende a perdere di nobiltà e, soprattutto, di credibilità se utilizzato a scapito della salute, per di più di quella dei bambini.

È ciò a cui tanto anelano gli esponenti dei molteplici gruppi antivaccinisti presenti in Italia. A tal proposito, oltre ai ben definiti schieramenti, che vedono da un lato gli oppositori e dall’altro i promotori delle vaccinazioni, sta avanzando impetuosamente sulla scena un’altra fazione: i “free-vax”. Secondo loro, le vaccinazioni dovrebbero essere frutto di una scelta libera e non di un obbligo. Proprio per questo, il loro pensiero si trova in netta contrapposizione con la legge dell’ex ministro della Salute Lorenzin, che ha previsto l’aumento dei vaccini obbligatori da quattro a dieci per i minori fino ai sedici anni d’età, ponendo un forte vincolo sull’iscrizione alla scuola materna primaria e secondaria.

I dati raccolti dal Ministero della Salute e dall’Istituto Superiore di Sanità parlano forte e chiaro, rilevando in seguito all’applicazione della Legge Lorenzin un grado di copertura vaccinale nel nostro Paese – almeno per i vaccini obbligatori – pari al 95%, soglia caldamente raccomandata dall’Organizzazione Mondiale della Sanità. Sebbene, dunque, la Legge Lorenzin abbia dato i suoi frutti, preservando la salute di moltissimi bambini, la fazione dei free-vax ha trovato un metodo per aggirare l’obbligo vaccinale.

Lo stratagemma si basa sulla formazione di vere e proprie comunità autogestite, creando così realtà alternative come quella presente nelle Marche. Infatti, gli adulti decidono di organizzare la comunità e di affidare la gestione dei bambini a persone scelte da loro, evitando la regola imposta dalla legge, ma senza alcun riconoscimento giuridico. L’alternativa ideata dai free-vax, appunto, è ben diversa dai concetti di homeschooling, dove i bambini non vanno a scuola e sono educati in casa, e dell’unschooling, in cui gli stessi bambini sono liberi di decidere come, dove e soprattutto cosa imparare, scuole di pensiero legalmente riconosciute in Italia. Una mappatura di queste comunità non è di facile compilazione, trattandosi di iniziative prive di qualsiasi permesso e quindi di una vera documentazione e anzi tenuti rigorosamente segreti, ma negli scorsi mesi asili abusivi a cui i bambini potevano accedere senza le vaccinazioni obbligatorie sono stati scoperti a Imola, Firenze, Venezia.

Le comunità free-vax nella gran parte dei casi ospitano famiglie con bambini aventi problematiche di salute provocate, a detta loro, dai vaccini, e che purtroppo prendono per vere informazioni scientificamente errate scovate su internet, rendendo palese come la disinformazione tra queste persone la faccia da padrona. Il personale che si occupa dei bambini li segue in tutta una serie di attività ludiche e pratiche in ampi spazi (in e outdoor) a loro dedicati e, secondo una mamma free-vax, “la differenza è netta: lavarsi i denti, apparecchiare, sparecchiare, riordinare, parlare sono tutte attività che servono ai bambini per raggiungere degli obiettivi di sviluppo legati all’età. Sono convinta che l’istruzione italiana non favorisca la crescita, né lo sviluppo felice dei bambini”.

Ovviamente, la comunità è di accesso tutt’altro che facile, in quanto si presuppone che l’ideologia di fondo debba essere la stessa (cioè contraria alle vaccinazioni). Considerato il fatto che la comunità offre libero accesso ai bambini esclusi dalle scuole pubbliche perché non vaccinati, non solo viene bypassato l’obbligo imposto dalla legge, ma si mette a serio rischio la salute di questi bambini poiché, non essendo protetti grazie alle vaccinazioni, hanno un sistema immunitario non abbastanza efficiente e i virus sono liberi di circolare tra di loro.