Sovratrattamento: per molti medici sarebbe colpa dell’insegnamento.

di Luca Mario Nejrotti

Il problema del sovratrattamento, ossia degli interventi clinici sovradimensionati rispetto alle reali esigenze del paziente, potrebbe essere in parte legato al metodo con cui si insegna la professione ai giovani medici.

Tra pratica e interesse del paziente.

“La pratica porta alla perfezione” questo motto è molto spesso alla base delle tecniche di insegnamento di medicina, in particolare nella formazione dei tirocinanti.

Si ha quindi il caso di studenti che a lezione imparano l’importanza teorica del ridurre gli interventi invasivi sui pazienti, di limitare l’uso indiscriminato degli esami e l’eccesso di prescrizione di farmaci, mentre durante i tirocini ci si basa sul presupposto che più procedure o trattamenti i medici vedono e praticano, più competenti saranno quando accederanno alla professione. Si può quindi essere tentati e addirittura incoraggiati a fare di più piuttosto che di meno, mentre aumenta il rischio che l’interesse del paziente, sanitario o economico che sia, passi in secondo piano.

“Imprinting” interventista.

Un gruppo di educatori medici ritiene che l’epidemia di sovratrattamento, come la chiamano, che si osserva negli USA in tutti gli ambiti della professione medica, inizi con le abitudini che i medici sviluppano durante la formazione, circolo vizioso che si dovrebbe poter rompere con nuovi approcci all’educazione medica (vedi).

Il sovratrattamento è causa di danno e sprechi nell’ambito dell’assistenza sanitaria, che potrebbero essere prevenuti, ma le abitudini ingenerate durante la formazione, legate all’impulso altrimenti positivo di migliorarsi e perfezionarsi nelle pratiche, sono molto difficili da eradicare, come dimostrano molti studi passati (vedi).

La medicina accademica è spesso criticata per la sua enfasi su interventi troppo accurati e sovradimensionati per problemi ordinari, che esperienza e senso comune farebbero trattare diversamente. Nel nome dell’apprendere come praticare la medicina, i giovani medici possono essere tentati di ordinare molti test, e applicare un approccio “trial-and-error”, a esclusione, che può avere implicazioni reali per i pazienti.

Riforma delle tecniche formative.

Alcuni educatori medici (vedi) stanno esplorando i modi per insegnare questo concetto sin dall’inizio della formazione medica. Vogliono aiutare gli studenti di medicina e i tirocinanti a frenare queste abitudini prima che diventino radicate.

Un sistema che sembra promettente potrebbe essere stimolare lo spirito competitivo dei medici, ponendoli a confronto tra loro. Attraverso le relazioni personali tra pari sembra possibile raggiungere una riduzione dei trattamenti sovradimensionati e delle richieste di esami ridondanti o inutili.

Fonti.

https://www.ncbi.nlm.nih.gov/pubmed/28877170

https://jamanetwork.com/journals/jama/fullarticle/2020373

https://www.npr.org/sections/health-shots/2019/04/19/715113208/why-do-doctors-overtreat-for-many-its-what-they-re-trained-to-do?t=1556347587768