Quadruplicano i casi di morbillo dal 2018 al 2019

Quadruplicano i casi di morbillo dal 2018 al 2019

Di Maria Rosa De Marchi

L’Organizzazione Mondiale della Sanità ha riportato come quadruplicati i casi di morbillo registrati nei primi tre mesi del 2019 se comparati allo stesso periodo del 2018.

Nei primi tre mesi del 2019, 170 Paesi hanno riportato all’OMS più di 112mila casi, a differenza dei circa 28mila casi registrati in 163 regioni, nello stesso periodo, nell’anno precedente. Il trend si può osservare sia globalmente che a diversi livelli. La situazione più drammatica è in Africa, che ha registrato il + 700%.

Il morbillo è completamente prevenibile utilizzando correttamente i vaccini. La copertura vaccinale però è al momento ferma all’85%, molto inferiore al 95% necessario per garantire l’immunità di gregge. Tedros Adhanom, direttore generale dell’OMS, riporta come una delle cause principali di questa situazione la proliferazione di informazioni confuse e contraddittorie riguardo alle vaccinazioni.

Le cause: disinformazione vaccinale, ma non solo

Si parla in questo caso di due cause: povertà e disinformazione. Nei Paesi più economicamente svantaggiati, un numero minore di persone è vaccinato e una porzione molto ampia della popolazione rimane di conseguenza vulnerabile al virus. Ma anche i Paesi economicamente avanzati sono stati teatro di un aumento dei casi rispetto all’anno scorso. Questo perché gruppi di persone decidono di non vaccinare i loro bambini a causa della diffusione di campagne anti-vaccinali, soprattutto sui social media.

Lo scorso mese, in Italia è stato deciso di vietare l’accesso a scuola ai bambini sotto i 6 anni se sprovvisti di certificato vaccinale per varicella, morbillo e altre patologie.

Per proteggere i bambini dal morbillo sono necessarie due dosi di vaccino. Ma secondo gli ultimi dati, nei Paesi ad alto reddito la copertura della prima dose è del 94%, per la seconda è del 91%. Gli Stati Uniti sono in cima alla classifica dei Paesi ad alto reddito con il maggior numero di bambini che non hanno ricevuto la prima dose di vaccino tra il 2010 e il 2017, più di 2,5 milioni di bambini. L’Italia è al quinto posto – sempre nel periodo 2010-2017 – con 435.000 bambini non vaccinati con la prima dose. Seguono gli Stati Uniti, Francia e Regno Unito, con rispettivamente oltre 600.000 e 500.000 bambini non vaccinati nello stesso periodo.

Morbillo: prevenibile, evitabile e debellabile

Il morbillo è una malattia altamente contagiosa che viene trasmessa per via aerea attraverso le secrezioni di naso, bocca e gola. Le particelle aerosolizzate possono rimanere nell’aria fino a due ore dal momento in cui sono state espulse dall’individuo contagiato.

La maggior parte delle persone che subisce il contagio da morbillo guarisce dalla patologia in una settimana circa, senza particolari complicazioni. Ad ogni modo, per i bambini, persone con immunodeficienza e altri segmenti vulnerabili della popolazione, le conseguenze di una infezione da morbillo possono essere significativamente gravi.

Se i tassi di vaccinazione continuano a scendere, le prospettive future si possono rivelare allarmanti. Il morbillo è una malattia contagiosa facilmente prevenibile, evitabile e addirittura debellabile, ma questo richiede un’azione coordinata e uno sforzo collettivo da parte della popolazione nel rispettare il calendario vaccinale e la promozione dei migliori metodi di prevenzione da parte dei professionisti del settore sanitario.