Vive la difference!

Il dibattito sulla tossicità dell’alcol è sempre attuale e molti ricercatori a livello mondiale vi partecipano. Il nostro portale si è spesso occupato del problema dal punto di vista clinico, sociale ed economico. Recentemente abbiamo pubblicato una ricerca che mette in relazione “consumo moderato di alcol con quello del fumo nella genesi del tumore” e la necessità di sensibilizzare specialmente i giovani sui rischi del consumo, se pur moderato.  http://www.torinomedica.org/torinomedica/?p=22942 

Il lavoro che segue, pur nella esiguità dei numeri, apre il dibattito sulla differenza di assunzione di alcol proveniente da culture tradizionali e convenzionali di tipo industriale, suggerendo che una concentrazione media di alcol nel sangue, rilevata nel primo caso, oltre a risvolti pratici sulla guida, possa influenzare in positivo lo stato di salute. Sarebbero interessanti ulteriori osservazioni a lungo termine per stabilire una relazione fra additivi industriali di produzione delle uve, come i pesticidi in agricoltura, e, ad esempio, la genesi del tumore e se un’assunzione di vini naturali possa essere meno pericolosa e in che quantità.

Mario Nejrotti

 

Non tutti i vini sono uguali. E quelli naturali sono più sani e ubriacano meno, lo dimostra uno studio italiano.

 Un gruppo di ricerca completamente italiano, formato da ricercatori indipendenti e ricercatori dell’Università di Torino, con la collaborazione del Politecnico di Torino, è riuscito a dimostrare, che i vini che, in vigna e in cantina, si rifanno all’esperienza millenaria contadina invece che all’impiego di fertilizzanti, pesticidi e tecnologia, hanno effetti differenti sul metabolismo dell’alcol e quindi sulla salute umana. Il gruppo, composto da Federico F. Ferrero, Maurizio Fadda, Luca De Carli, Marco Barbetta, Rajandrea Sethi e Andrea Pezzana, è riuscito a dimostrare che, sugli stessi soggetti e a parità di quantità ingerite, i vini naturali generano tassi di alcol nel sangue più bassi, con tutto ciò che questo comporta in termini di salute e di capacità di mettersi alla guida.

Su 55 volontari sono stati confrontati gli effetti di due vini, facendo bere, a una settimana di distanza, un vino naturale e un vino convenzionale, ottenuti dal medesimo vitigno e dotati di identico contenuto di alcol e residuo zuccherino. Il vino naturale ha mostrato, in media, di far salire meno il tasso di alcol nel sangue e, dopo due bicchieri di vino, i valori si sono mantenuti al di sotto del limite legale per la guida (0,5 g/L), mentre sono stati superati nel caso di assunzione di vino convezionale. Questo significa che i due vini vengono metabolizzati in maniera diversa e che possono quindi avere effetti differenti sulla salute.

Il dott. Federico Francesco Ferrero, medico nutrizionista e prima firma dello studio, dichiara: “Il nostro intento era di capire se ci fosse un’effettiva differenza tra vini prodotti con uve coltivate e lavorate nel rispetto di tradizioni antiche e in maniera industriale, con utilizzo di fertilizzanti, fitofarmaci, lieviti aggiunti e conservanti:  questa differenza esiste, non solo nel sapore, e siamo tra i primi ad averla evidenziata. E’ stato emozionante lavorare con questo straordinario gruppo di colleghi con cui spero potremo compiere ulteriori ricerche per avvalorare questa testi e provare a dimostrare che un’agricoltura più rispettosa dell’ambiente e del ciclo delle stagioni produce frutti più buoni, più sani, più nutrienti”.

Lo studio: “Vive la difference! Effetti dei vini naturali e convenzionali sull’alcolemia…” Ferrero, F.F.; Fadda, M.; De Carli, L.; Barbetta, M.; Sethi, R.; Pezzana, A. Vive la Difference! The Effects of Natural and Conventional Wines on Blood Alcohol Concentrations: A Randomized, Triple-Blind, Controlled Study. Nutrients 201911, 986, può essere scaricato gratuitamente sul sito della rivista scientifica Nutrients.

 

Nello studio sono stati considerati “vini naturali” quelli ottenuti da uve coltivate senza utilizzo di fitofarmaci, a eccezione di quelli ammessi in agricoltura biologica, fermentati senza l’utilizzo di lieviti selezionati, non sottoposto ad alcuna pratica enologica di addizione o sottrazione, non sottoposti a filtrazione e non addizionati di anidride solforosa o dei suoi precursori in alcun momento della produzione.

 

Link a cui scaricare l’articolo: https://www.mdpi.com/2072-6643/11/5/986

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