Neuroscienze e divulgazione scientifica

I misteri dell’incredibile cervello: dall’approccio scientifico, a quello divulgativo

Nel corso di una giornata diverse parti del corpo necessitano della nostra attenzione: lo stomaco che brontola reclamando pranzo o cena, le gambe che iniziano a produrre acido lattico se sottoposte a troppo stress dopo una sessione di palestra o dopo un piano di scale di troppo.

Quanto poco invece siamo consapevoli di cosa accade del cervello, l’organo più complesso del corpo umano? Identificare ed esplorare i misteri del cervello è una disciplina medica e umana relativamente recente se paragonata ad altre, come la chirurgia e la farmacologia.

La ricerca scientifica nel campo delle neuroscienze: diversi approcci per diversi obiettivi

Soprattutto negli ultimi anni lo studio dei meccanismi che sottendono alle nostre azioni più comuni si serve delle più avanzate tecnologie e del supporto di altre discipline di ricerca scientifica.

Si parte dagli studi di economia comportamentale, per meglio comprendere le decisioni e l’influenza di esse da parte di fenomeni ambientali, per finire al machine learning nel campo dell’informatica: la branca dell’intelligenza artificiale che studia l’apprendimento automatico di un sistema direttamente dai dati e che migliora le proprie prestazioni “adattandosi” via via che aumentano gli esempi da cui apprendere. 

A mediare questi esempi relativamente settoriali, le più tradizionali discipline di psicologia e psichiatria. Ma non è facile neanche per gli addetti ai lavori riuscire a coniugare punti di vista così diversi come l’approccio biologico e quello psicologico. Del difficile rapporto tra psicologia e psichiatria, due percorsi paralleli nell’approccio di malattie mentali che a volte stentano a trovare un terreno di confronto nonostante il fine comune ne avevamo già parlato in questo articolo.

L’interesse nella divulgazione scientifica

Negli ultimi decenni c’è stata una vera esplosione di interesse divulgativo nel campo delle neuroscienze, che viene presentato come un universo di neuroni e sinapsi che, in qualche modo, ci rende ciò che siamo. Il rapporto tra scienza e giornalismo in questo ambito non sempre è idilliaco e lineare: non sempre è facile affrontare i temi legati al mondo del cervello e alle abilità cognitive umane con il dovuto rigore scientifico.

Da un estremo all’altro, il pericolo dietro l’angolo è quello di trasformare argomenti di genuino interesse scientifico in notizie giornalistiche con toni sensazionalisti, sensibile alle mode e agli argomenti “caldi” nell’attualità, rendendo le informazioni non puntuali agli occhi di un lettore medio.

Nonostante questo, si può notare un crescente interesse in questo campo: qualche mese fa si è svolta la Settimana del Cervello, in cui quest’anno l’Italia ha presentato il progetto che riguarda la progettazione di una “copia” del cervello umano in silicio per meglio comprenderne struttura e meccanismi.

Questa settimana si svolge a Milano la Settimana della Neuroetica, promossa dalla Società Italiana di Neuroetica (SINe) con il finanziamento della Fondazione Cariplo, con l’obiettivo di affrontare i temi più caldi e controversi dell’ambito.

Per finire, anche la stampa internazionale si muove nella direzione di una corretta e ragionata divulgazione: la prestigiosa rivista americana The Newyorker ha pubblicato on line una serie di articoli di approfondimento del tema neuroscienze, scritti da alcune firme prestigiose.

Sei articoli che offrono una visuale d’autore sulle neuroscienze. Un esempio di giornalismo di qualità che va al nocciolo della questione e che tratta il lettore non come un consumatore compulsivo, ma un essere umano capace di attenzione empatica.

È possibile leggere gli articoli direttamente sul sito della rivista The Newyorker a questo link.