Da Prescrire.org: repetita juvant

di Mario Nejrotti

Su Prescrire.org nella rubrica Article Un Une del mese di Maggio 2019, sono stati pubblicati alcuni “alert” sull’uso e sui rischi di farmaci che, anche in Italia, sono molto prescritti, pur non occupando la classifica dei primi venti, come riportato da  Federfarma nel Dicembre 2018.

 Il Paracetamolo

Il primo articolo si fa carico di una preoccupazione legata alla scarsa conoscenza dei pazienti dei potenziali danni epatici del paracetamolo, antidolorifico per i sintomi leggeri o moderati.

Questo farmaco in Francia, come in Italia, viene commercializzato in molti prodotti, da solo o associato ad altre molecole. Proprio la molteplicità dei nomi commerciali, che sovente distolgono l’attenzione dalla molecola, possono rendere il paziente inconsapevole dei potenziali effetti collaterali del farmaco sul fegato, soprattutto se preso a dosi elevate e in associazione con l’alcol.

I dati

Una ricerca, riportata dalla rivista, mette in evidenza che solo un paziente su 7 conosce il potenziale danno epatico del farmaco, il 37% non è stato in grado di stabilire una relazione tra il paracetamolo e i gravi e irreversibili danni legati al sovradosaggio e infine il 34% non era consapevole che l’alcol ne aumenta la tossicità epatica.

Il 20% degli interrogati ha evidenziato una carenza di informazione sui rischi di un sovradosaggio volontario per dominare sintomi che non migliorano con rapidità.

L’influenza dei media in questo senso e quindi la loro indiretta responsabilità sul rischio di sovradosaggio, è evidente in alcuni spot pubblicitari che circolavano, soprattutto durante la stagione invernale, anche sulle reti nazionali.

L’informazione

I pazienti quindi debbono essere informati dal medico o dal farmacista sulla tossicità epatica del paracetamolo e sull’importanza di non superare le dosi consigliate. Inoltre, particolare spesso trascurato, occorre porre attenzione agli intervalli temporali tra le assunzioni.

In generale, negli adulti e nei bambini, di peso pari o superiore a 50 kg, la dose è da 500 mg a 1 grammo per assunzione, ogni 4-6 ore. Comunque non si devono superare mai i 4 grammi nelle 24 ore.

In alcuni pazienti, come coloro che già hanno danni al fegato, oppure sono forti consumatori di alcol, ma anche nel caso di malnutrizione, come può capitare nelle patologie degenerative o neoplastiche, la dose massima di paracetamolo non deve superare i 3 grammi al giorno.

 

Diclofenac

 Un altro “alert” riguarda la comune abitudine prescrittiva del Diclofenac, sia come antiinfiammatorio che come antidolorifico, che ha dimostrato di avere un maggiore rischio di gravi effetti collaterali cardiovascolari, quali ictus e infarto miocardico e insufficienza cardiaca, rispetto ad altri antiinfiammatori non steroidei, come l’ibuprofene e il naprossene, senza per altro dimostrare una maggiore efficacia o minori effetti gastrolesivi. Un vasto studio danese, accennato nell’articolo, della durata di vent’anni, dal 1996 al 2016, su oltre sei milioni di cittadini, ha evidenziato il pericolo di un’assunzione del farmaco, specie nei soggetti ad alto rischio cardiovascolare.

Ma anche nel nostro Paese il problema del rischio cardiovascolare legato ai FANS è presente e se ne è ampiamente  discusso. . E l’attenzione si è focalizzata proprio sul Diclofenac.   .

Il cambiamento è troppo lento

La rivista Prescrire sottolinea che, pur essendo  questo parere condiviso ampiamente dall’EMA da molto tempo, la pratica clinica stenta a mutare. Infatti, nel 2018 il sistema sanitario francese ha rimborsato circa 5,5 milioni di scatole di diclofenac per uso orale. La rivista esorta i medici a cambiare la loro abitudine e ad agire prima delle istituzioni, che si dimostrano ancora troppo lente a prendere seri provvedimenti regolatori.

Conclude infine che: “Non esiste un trattamento immodificabile: le scelte terapeutiche devono essere riviste in base all’evoluzione dei dati.”

 Altre notizie

Sullo stesso numero di Accueil sono anche consultabili altre raccomandazioni sui FANS, sull’inquinamento da mercurio, sui farmaci alfa litici e altro ancora.