Uno studio sulla diffusione culturale combinando la tradizione popolare con la genetica

Uno studio sulla diffusione culturale combinando la tradizione popolare con la genetica

È possibile studiare i processi di diffusione culturale utilizzando la genetica e individuando i pattern di diffusione delle fiabe? È questa la domanda che alcuni ricercatori italiani hanno preso in esame e a cui hanno cercato di dare una risposta in un paper pubblicato sulla rivista PNAS.

Le moderne tecniche di sequenziamento del genoma hanno aperto nuove possibilità nell’ambito della analisi della storia demografica della popolazione umana e a studi genetici approfonditi. La possibilità di sequenziare completamente il genoma umano costituisce per gli antropologi uno strumento in più rispetto alla sola analisi linguistica, per comprendere meglio la genealogia, per studiare i meccanismi che regolano la trasmissione di cultura e informazioni nello spazio e nel tempo e per studiare la coevoluzione di genetica e di tratti culturali in diverse popolazioni.

Nello studio è stata presa in considerazione la distribuzione di un campione di fiabe in Europa, Asia e Africa, cercando deviazioni dall’ipotesi nulla che è stata formulata dai ricercatori, cioè che la diffusione culturale è esclusivamente dipendente dalla sola distanza geografica. Secondo questa ipotesi e il modello IBD (isolation-by-distance) qui applicato, individui o gruppi che sono geograficamente più vicini tra loro sono più simili tra loro rispetto a individui o gruppi che si trovano spazialmente lontani tra loro.

Lo studio: 596 fiabe per tre continenti

Nello studio sono state prese in esame 596 fiabe e ne è stata analizzata la presenza nella tradizione culturale di 33 popolazioni. Con questi dati è poi stato costruito il modello statistico.

Sin dall’epoca dei fratelli Grimm i ricercatori hanno provato a teorizzare un possibile parallelismo tra la narrativa tradizionale e la diffusione geografica della popolazione, non sempre trovando chiare evidenze a supporto di questa ipotesi.  

Le fiabe sono un modello narrativo con caratteri stilistici definiti nell’espressione culturale dell’uomo. A partire da queste considerazioni, gli autori dello studio hanno eletto le fiabe a modello idoneo per lo studio dei processi culturali su scala continentale. Le fiabe sono un esempio universale di espressione culturale, collegata a diversi vettori di propagazione di generazione in generazione e attraverso barriere geografiche e linguistiche.

I risultati dello studio

Dai risultati, affermano gli studiosi, non emerge un quadro chiaro e preciso: l’identità linguistica ed etnica ha un impatto potenzialmente indipendente e differenziale su informazioni genetiche e culturali. Le barriere linguistiche sono doppiamente più efficaci sulla diffusione di tratti culturali rispetto a spostamenti di popolazione.

Il modello IBD da solo non riesce a spiegare la distribuzione geografica osservata. Prendendo in considerazione porzioni geografiche di dimensioni minori di 4.000 km, gli spostamenti della popolazione e le barriere linguistiche potrebbero essere più rilevanti della prossimità geografica.

Gli autori evidenziano quindi l’impossibilità di considerare separatamente genetica e relazioni geografiche su scala continentale e quella di utilizzare la variabilità genetica per fare inferenza su processi di trasmissione culturale su lungo raggio.

È possibile leggere lo studio completo cliccando su questo link.