5G: interferenze con i satelliti metereologici

di Luca Mario Nejrotti

Alle polemiche legate all’introduzione prossima ventura del sistema di trasmissione dati 5G, si aggiunge quello delle interferenze con i satelliti metereologici.

Innovazione controversa.

Sull’opportunità di introdurre il sistema di trasmissione 5G sono stati versati fiumi d’inchiostro (per esempio, vedi, vedi e vedi), equamente suddivisi tra chi vede l’aumento dell’esposizione della popolazione alle emissioni elettromagnetiche come un pericolo per la salute e chi prevede che sarà un innocuo sistema per migliorare esponenzialmente la nostra possibilità di essere “connessi” e ricevere quantità sempre maggiori di dati; e poi tra chi magnifica le potenzialità che questo sistema, caratterizzato da una scarsissima latenza, ha per la connessione tra oggetti come automobili, reti domotiche, sistemi robotici, e chi ritiene che la rete “internet tra le cose” potrebbe essere un ulteriore sistema per ridurre la nostra privacy.

Interferenze.

Un recente studio (vedi), però, mostra che, al di là degli aspetti sanitari o etici, vi sono anche altri ostacoli di ordine molto più pratico che andranno tenuti in conto: per esempio la rete di quinta generazione (5G) impiega onde che sono millimetriche e ad alta frequenza, tra i 20 e i 24 GHz, e che rischiano di interferire con i più moderni dispositivi di monitoraggio atmosferico.

Si pensi, per esempio, come i sistemi metereologici più all’avanguardia captino il segnale radio delle colonne di vapore acqueo nell’atmosfera: queste emettono una frequenza naturale a 23,8 GHz. Come sarà possibile, con la diffusione globale del 5G, distinguere tra emissioni naturali e artificiali?

Paure future.

Bisognerebbe prevedere quindi una regolamentazione, una “spartizione dell’etere” tra enti commerciali e enti di ricerca, ma per ora, ci sono relativamente poche ricerche su come le previsioni metereologiche potrebbero davvero peggiorare con l’aumentare delle interferenze a 23,8 gigahertz e di altre frequenze cruciali per le osservazioni terrestri.

Negli USA la discussione è molto accesa: NOAA (National Oceanic and Atmospheric Administration) e NASA avrebbero terminato uno studio sugli effetti dei diversi livelli di interferenze, ma non è ancora stato reso pubblico, nonostante almeno una richiesta formale da parte del Congresso.

Un rapporto del 2010 delle National Academies of Sciences, Engineering and Medicine ha concluso che perdere l’accesso scientifico al segnale del 23,8-gigahertz eliminerebbe il 30% di tutti i dati utili nelle frequenze delle microonde, che contribuiscono in modo significativo alle previsioni meteorologiche globali. E il fatto di non avere dati atmosferici dagli Stati Uniti può danneggiare drammaticamente anche le previsioni per l’Europa, i cui modelli climatici sono spesso influenzati dalle condizioni negli Stati Uniti.

Il Dipartimento del Commercio, che sovrintende al NOAA, ha affermato che “sostiene fortemente la politica dell’amministrazione di promuovere la leadership degli Stati Uniti in reti 5G sicure, supportando allo stesso tempo e migliorando le missioni governative e scientifiche critiche”.

La Federal Communications Commission (FCC) prevede di iniziare la sua prossima asta sui 5G a dicembre. Saranno coinvolte altre tre bande di frequenza, alcune delle quali sono oggi utilizzate per le osservazioni satellitari di precipitazioni, ghiaccio marino e nuvole.

Verso una regolamentazione?

Il giro di affari è di dimensioni epocali, soprattutto tenendo conto delle potenzialità del mercato della rete internet degli oggetti (IoT: Internet of Things) e delle sue applicazioni nel nostro quotidiano.

Lo spazio radio che può essere dedicato alle telecomunicazioni è limitato (vedi). Per evitare interferenze e problemi tecnici e peggio ancora di salute, è necessaria una regolamentazione. Sul piano della meteorologia le preoccupazioni saranno poste sul tavolo anche dall’Unione Europea e dall’Organizzazione Meteorologica Mondiale (WMO), in vista di un vertice che si terrà il prossimo ottobre a Sharm el Sheikh, in Egitto.

Fonti.

https://www.repubblica.it/tecnologia/sicurezza/2019/03/05/news/5g_rischi_per_la_salute_gli_esperti_le_frequenze_non_saranno_dannose_-220791286/

https://www.lastampa.it/2019/02/23/tecnologia/domande-e-risposte-sul-g-yfMmMvdoASF6LNoiS0s8DI/pagina.html

https://www.ilfattoquotidiano.it/2018/09/11/5g-e-aumento-tumori-le-ultime-ricerche-parlano-chiaro-il-pericolo-esiste-ed-e-fondato/4615572/

https://www.nature.com/articles/d41586-019-01305-4

https://www.ilmeteo.net/notizie/scienza/nuova-rete-mobile-5g-una-minaccia-per-previsioni-meteo.html