Le contraddizioni del mercato dei prodotti per gli anziani

Le contraddizioni del mercato dei prodotti per gli anziani

Grazie anche ai miglioramenti graduali dei servizi erogati dal sistema sanitario, è aumentata nettamente la speranza di vita e, di conseguenza, la percentuale di popolazione anziana. È stato stimato che il numero di persone di 60 e più anni aumenterà fino a raggiungere i 1,2 miliardi nel 2025 e successivamente i 2 miliardi nel 2050. Inoltre, si stima che nel 2025, almeno il 75% della popolazione anziana vivrà in nazioni in via di sviluppo, che già possiedono un sistema sanitario sovraccarico e incapace di far fronte alle necessità.

La transizione demografica richiederà essenzialmente di concentrare gli sforzi sulle necessità della popolazione anziana1. I numeri, ad ogni modo, riflettono solo in parte le dimensioni e il significato del fenomeno, sia su scala globale che in riferimento al quotidiano.

Il progetto AGNES dell’AgeLab

Per avere un’idea dell’impatto di questo cambiamento demografico è stato messo a punto l’AgeLab, uno speciale laboratorio del Massachusetts Institute of Technology, che permette di sperimentare le conseguenze dell’invecchiamento in prima persona. Joseph Coughlin, fondatore e direttore dell’AgeLab, racconta il progetto in un lungo articolo apparso sulla rivista The New Yorker.

AGNES è l’acronimo per Age Gain Now Empathy System. Si tratta di una veste speciale che simula l’invecchiamento del corpo umano e tutte le limitazioni di movimento e di percezione che ne derivano: tra gli altri device utilizzati, occhiali gialli che simulano l’opacizzazione del cristallino, un collare che simula la ridotta possibilità di movimento data dall’irrigidimento della spina dorsale, scarpe con la suola di spugna che simulano la perdita di sensibilità tattile.

Le reazioni di chi utilizza la veste sembrano perlopiù utente-centriche e riferite al fatto che l’ambiente non è in grado di adattarsi alle esigenze dell’uomo, piuttosto che il contrario. È dunque necessario ripensare in modo più o meno netto e ridefinire l’approccio alla vita da anziani, porzione che costituisce circa un terzo della vita adulta?

Gli insights ottenuti dagli scienziati dell’AgeLab e alcuni dati di marketing sembrerebbero corroborare questa ipotesi. L’AgeLab è stato creato per progettare e promuovere prodotti e servizi specificatamente pensati per il mercato sempre più in espansione delle persone anziane. Tuttavia, sembrerebbe che rivolgersi dichiaratamente a questo segmento di consumatori e pazienti potrebbe non essere la soluzione ottimale.

Il dato che hanno constatato i ricercatori infatti è che le persone anziane non accettano prodotti pensati per loro in modo specifico, siccome questo equivarrebbe per loro ammettere di essere anziani. In costante diniego della necessità di ricevere supporto e di oggetti e servizi che rispondono in modo specifico a speciali bisogni, secondo il New Yorker gli anziani preferiscono la scomodità di servizi che non rispondono completamente alle loro esigenze, piuttosto che accettare di essere “etichettati” come anziani.

Il senso identitario degli anziani

Il paradosso non è nuovo. È noto già infatti dagli anni ’50 del secolo scorso il caso di Heinz, produttore alimentare, che decise di iniziare la commercializzazione di una pappetta alimentare pensata e rivolta in modo specifico per gli anziani: all’epoca fu un fallimento commerciale su tutta la linea.

A questo pare quindi, l’AgeLab ha “riscoperto” o meglio riportato alla ribalta la tendenza per cui il senso identitario importa più dell’utilità e della comodità. Il modo più efficace per approcciarsi alle necessità degli anziani, osservano i ricercatori dell’AgeLab, è con la scelta di prodotti apparentemente progettati per le nuove generazioni ma che soddisfano le necessità degli anziani. I migliori dispositivi per l’udito in questo modo sembrano i più recenti e moderni auricolari senza fili; i dispositivi per il telesoccorso non sono più strumenti che svolgono unicamente questa funzione, ma diventano smartphone di ultima generazione o orologi collegati a internet. 

Non solo quindi, per i produttori, procedere con lo sviluppo tecnologico per implementare i servizi rivolti alle persone anziane, ma porre un accento particolare riguardo l’aspetto psicologico e comportamentale con cui è auspicabile che gli anziani si approccino alle novità e ai supporti pensati per loro.

 

  1. Shrivastava et al. Health-care of Elderly: Determinants, Needs and Services. Int J Prev Med. 2013 Oct; 4(10): 1224–1225.