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Consumare bevande zuccherate e spremute fa male alla salute?

di Luca Mario Nejrotti

È possibile che il consumo di bevande zuccherate (bibite, ma anche succhi di fruttanaturali al 100%) sia associato a un aumento del rischio di mortalità?

Non solo bibite.

La ricerca finora ha collegato il consumo di bevande zuccherate al rischio di malattia coronarica, ma il ruolo dei succhi di frutta, nutrizionalmente simili, e la loro associazione con il rischio di mortalità non è stato sufficientemente approfondito.

Un recente studio statunitense ha esaminato una coorte di 13440 adulti di età pari o superiore a 45 anni osservati per una media di 6,0 anni; si è notato che ogni dose aggiuntiva di 12 once di bevande zuccherate al giorno era associata a un aumento del rischio di mortalità per tutte le cause, superiore dell’11%, mentre un aumento di 12 once al giorno di succo di frutta era associata a un rischio di mortalità per tutte le cause superiore del 24%. Associazioni simili non sono state però osservate per il consumo di bevande zuccherine e la mortalità per malattia coronarica.

Lo studio.

L’indagine (vedi) ha valutato il consumo delle bevande zuccherate e del succo di frutta al 100% utilizzando un questionario di frequenza alimentare convalidato e utilizzando categorie di consumo allineate ai limiti raccomandati per l’assunzione di zuccheri aggiunti come percentuale dell’energia totale (TE <5%, 5% < 10% e ≥10%) e incrementi di 12 once.

Per quanto riguarda la valutazione della mortalità per tutte le cause e per malattia coronarica, la causa è stata determinata risalendo ai certificati di morte e attraverso le interviste familiari portate avanti da una squadra specializzata.

La differenza.

Dal punto di vista nutrizionale, il contenuto di nutrienti dei succhi di frutta al 100% e delle bibite zuccherate è molto simile. Certamente, i succhi di frutta al 100% contengono alcune vitamine e fitonutrienti che mancano alla maggior parte delle bevande artificiali, ma gli ingredienti predominanti in entrambi sono lo zucchero e l’acqua.

Anche se lo zucchero nelle bevande artificiali viene aggiunto durante la lavorazione, mentre è presente naturalmente nei succhi di frutta, nello specifico gli zuccheri che forniscono all’organismo sono essenzialmente gli stessi, e la risposta biochimica del metabolismo è la stessa. Gli zuccheri contenuti in tutte le bevande zuccherate sono principalmente i monosaccaridi glucosio e fruttosio, o il saccarosio, disaccaride, che viene rapidamente degradato con la digestione e metabolizzato in parti uguali di fruttosio e glucosio.

Negli ultimi anni, gli sforzi volti a promuovere una riduzione del consumo di bevande zuccherate e altre fonti di zuccheri aggiunti negli Stati Uniti si sono intensificati, ma nonostante alcuni cali, il consumo rimane ben al di sopra dei livelli raccomandati. Meno attenzione è stata data al ruolo del consumo di succo di frutta “naturale al 100%”, che tende a essere percepito come un’opzione di bevande salutari.

Pertanto, per creare linee guida dietetiche, è fondamentale comprendere come le bevande ad alto contenuto di zuccheri presenti in natura, oltre a quelle ad alto contenuto di zuccheri aggiunti, siano associate al rischio cardiovascolare e di mortalità in generale.

Un primo bilancio.

Lo studio è ancora a livello preliminare: il tempo di esame, per esempio, è ancora abbastanza corto, però sembra di poter affermare che un maggiore consumo di bevande zuccherate, comprese bibite zuccherate, bibite e bevande alla frutta, nonché succhi di frutta naturalmente dolci, è associato a un aumento della mortalità per tutte le cause negli adulti statunitensi più anziani.

Sono quindi necessari ulteriori studi con follow-up a lungo termine per delineare chiaramente il ruolo che le bevande zuccherate svolgono nel rischio di mortalità e nel frattempo una giusta e assennata moderazione anche nel consumo dei prodotti “sani e naturali”.

Fonti.

https://jamanetwork.com/journals/jamanetworkopen/fullarticle/2733424