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L’uso eccessivo di dispositivi mobili potrebbe favorire il formarsi di esostosi

di Luca Mario Nejrotti

Un recente studio ipotizzerebbe un legame del un crescente formarsi di crescite ossee abnormi nella zona occipitale nei giovani, con l’uso prolungato di dispositivi elettronici quali smartphone e tablet.

Lo studio.

Recentemente (vedi), uno studio ha evidenziato lo sviluppo nei crani di giovani adulti di esostosi (41%; 10-31 mm) che si dipartono dalla protuberanza occipitale esterna. Queste formazioni, generalmente dovute a infiammazione, nel caso esaminato, paradossalmente, erano riscontrate in modo inversamente proporzionale all’età dei soggetti.

I risultati contraddicono quanto comunemente ritenuto, cioè che la frequenza e la gravità delle patologie scheletriche degenerative nell’uomo siano generalmente associate all’invecchiamento.

Problemi posturali.

I risultati e la letteratura dimostrano che il carico meccanico svolge un ruolo vitale nello sviluppo e nel mantenimento di queste patologie e gli autori ipotizzano che le esostosi riscontrate siano da collegarsi con continue posizioni aberranti associate all’uso diffuso delle tecnologie portatili contemporanee, come smartphone e tablet.

Gli autori mostrano preoccupazione per la futura salute muscolo-scheletrica della popolazione di giovani adulti e sottolineano la necessità di interventi di prevenzione attraverso l’educazione al miglioramento della postura.

Mutazioni.

L’esostosi riscontrata non ha ricadute sulla salute e sulla qualità della vita, ma potendo raggiungere dimensioni importanti potrebbe ingenerare qualche fastidio.

Sembra la sceneggiatura dell’episodio di una serie di fantascienza, ma l’indagine ha davvero coinvolto circa 400 pazienti tra i 18 e gli 86 anni (vedi) e ha ovviamente sollevato molti interrogativi scientifici.

Al di là di un possibile conflitto di interessi riguardante il ruolo di uno degli autori in una ditta che produce cuscini posturali, è soprattutto il metodo impiegato a sollevare dubbi (vedi).

In primo luogo, lo studio esamina la diffusione delle osteopatie, ma non traccia l’utilizzo del telefono da parte dei soggetti.

A questo proposito sembra meramente speculativo, quindi, il legame ipotizzato tra la crescita delle ossa del cranio e la tecnologia.

Allo stato attuale della ricerca, data anche la relativa “giovinezza” dei dispositivi portatili, c’è ancora poca ricerca scientifica sugli effetti fisici di lungo periodo per l’utilizzo del cellulare, specialmente tra i giovani.

Prudenza.

A oggi sembra che non dovremo temere modifiche sostanziali dei nostri scheletri per l’’uso delle nuove tecnologie, d’altro canto, però, problemi come dolori posturali, torcicollo, cefalee sono spesso riscontrati negli utilizzatori assidui di dispositivi portatili. In attesa di dati scientifici definitivi si rende necessario vigilare sulle nostre abitudini, sulla posizione che assumiamo durante l’utilizzo e soprattutto sulle modalità di uso delle fasce più giovani e vulnerabili della popolazione.

Fonti

https://www.nbcnews.com/health/health-news/tech-disorder-smartphones-linked-bizarre-horn-skull-bumps-n1019736

https://www.nature.com/articles/s41598-018-21625-1

https://www.nbcnews.com/health/health-news/questions-raised-about-study-linking-phones-bone-spurs-skull-n1021706