Cambiamenti climatici e microorganismi

di Luca Mario Nejrotti

Un aspetto sottovalutato dei cambiamenti climatici è la variazione degli habitat: il riscaldamento globale sta espandendo il territorio di alcuni microorganismi pericolosi.

L’allarme.

Una volta ci dovevamo solo preoccupare dell’aumentare dei pesci tropicali e delle meduse nel Mediterraneo, ora gli scienziati ci sottopongono lo stesso problema a una scala più piccola, ma potenzialmente più pericolosa (vedi).

Gradualmente, i cambiamenti climatici stanno avendo un impatto sulla maggior parte della vita sulla Terra. Nella valutazione della loro portata non possono essere esclusi i microrganismi che supportano l’esistenza di tutte le forme di vita.

Nel valutare come gli umani e le altre forme di vita sulla Terra (comprese quelli che dobbiamo ancora scoprire) possano resistere ai cambiamenti climatici antropogenici, è fondamentale incorporare la conoscenza della “maggioranza invisibile” dei microorganismi. “Dobbiamo imparare non solo come i microrganismi influenzano i cambiamenti climatici (compresa la produzione e il consumo di gas a effetto serra), ma anche su come saranno influenzati dai cambiamenti climatici e da altre attività umane.”

Anche la vita, nel suo piccolo…

I microbiologi mettono quindi in guardia l’umanità sul fatto che l’impatto dei cambiamenti climatici dipenderà in larga misura dalle risposte dei microrganismi, che sono essenziali per raggiungere un futuro sostenibile dal punto di vista ambientale.

Nuovi rischi.

All’atto pratico, l’allargarsi degli habitat più caldi ha significato la comparsa di rischi microbiologici più a nord di quanto normalmente atteso (vedi): esemplare il caso recente riportato da Popular Science del risalire lungo le coste nord americane del Vibrio vulnificus, una delle specie che causa vibriosi nell’uomo, che sopravvive solo in acque superficiali ad alta salinità superiori a 13 ° C. Negli Stati Uniti, ciò significava essere storicamente confinato nella costa sud-orientale.

Il rapporto presenta cinque casi, incluso uno mortale, di persone che hanno contratto la vibriosi nella baia del Delaware. Si tratta di patologie normalmente contratte attraverso il pesce crudo, ma anche da ogni contatto diretto con il flusso sanguigno.

Questi casi particolari sono insolitamente gravi tanto che hanno richiesto un’estesa rimozione del tessuto necrotico. In un caso sono sati amputati tutti e quattro gli arti, e un altro è stato fatale.

Ciò non significa che le infezioni di questo genere diventeranno comuni. Questi casi sono eventi anomali. Come sottolineano gli autori, però, si tratta di una novità per il Delaware Bay. Il V. vulnificus aveva raggiunto occasionalmente la baia di Chesapeake, ma quasi mai era giunto così a nord, dove è più freddo.

Prima del 2017, l’ospedale in cui è stata eseguita questa ricerca aveva avuto solo un caso di infezione da V. vulnificus. I cinque descritti nel rapporto sono invece tutti avvenuti in un arco di due anni.

Nuova consapevolezza.

Sfortunatamente, questo tipo di diffusione di infezioni da climi caldi più a nord del solito è quello che ci dovremo aspettare dato il cambiamento di temperatura del nostro pianeta.

La popolazione dei climi tradizionalmente più freschi dovrà essere consapevole di questi nuovi rischi, così come i medici che potrebbero presto vedere le infezioni che non hanno mai incontrato prima.

Per questa ragione molti scienziati si sono impegnati nell’allertare l’umanità sull’impatto delle attività umane sul clima globale e sull’ambiente. Un movimento a cui aderiscono 21.000 scienziati (vedi) che hanno posto al centro dell’attenzione l’invito ai governi e alle istituzioni a spostare la politica dalla crescita economica verso un’economia della conservazione per fermare la distruzione ambientale e consentire alle attività umane di raggiungere un futuro sostenibile.

I microbiologi che aderiscono al movimento intendono sensibilizzare l’opinione pubblica riguardo il mondo microbico e lanciare un appello all’azione affinché essi siano sempre più coinvolti e la ricerca microbica venga sempre più integrata negli scenari per affrontare i cambiamenti climatici e realizzare gli Obiettivi di sviluppo Sostenibile delle Nazioni Unite.

Fonti

https://www.popsci.com/flesh-eating-bacteria-delaware-climate-change/

https://www.popsci.com/flesh-eating-bacteria-delaware-climate-change/

http://scientistswarning.forestry.oregonstate.edu/