Povertà e disabilità: lo studio che manca

di Luca Mario Nejrotti

Il legame tra rischio di impoverimento delle famiglie e disabilità è abbastanza logico, ma finora mancano studi adeguati che aiutino la prevenzione.

Conoscere il problema.

Sono molti gli elementi associabili alla disabilità che possono contribuire all’impoverimento delle persone con disabilità: assenza di lavoro, sovraccarico assistenziale per la famiglia, costi sociosanitari.

A sollevare il problema, in concomitanza con la presentazione dell’annuale rapporto ISTAT sulla povertà (vedi), che mostra una situazione sostanzialmente stabile rispetto all’anno precedente, per le condizioni di povertà assoluta, è la Federazione Italiana per il Superamento dell’Handicap (FISH, vedi)

Un rapporto incompleto.

L’analisi della povertà in Italia si è svolta, come sempre, includendo diversi elementi e parametri.

Per esempio, si confrontano famiglie numerose e monogenitoriali; viene considerata l’eventuale presenza di una persona anziana nel nucleo familiare e il titolo di studio dei componenti; tuttavia non c’è traccia di dati specifici sulla condizione delle persone con disabilità o confronti col resto della popolazione. “Un’occasione mancata per indagare correlazioni e darne contezza come base di serie politiche contro l’esclusione”, commenta la FISH (vedi) che continua sottolineando che l’“ISTAT non ha ancora adottato i principi della Convenzione ONU sui diritti delle persone con disabilità, né gli impegni del Programma d’Azione biennale sulla disabilità (decreto del Presidente della Repubblica 12 ottobre 2017).

Ricerche datate.

Eppure, indagini precedenti confermano la correlazione tra disabilità e povertà, in Italia, anzi: questa risulta essere tra i primi elementi di impoverimento delle persone e delle famiglie italiane. 

Le rilevazioni più complete di questi dati risalgono al 2010 e sono contenute nel Rapporto sulle politiche contro la povertà e l’esclusione sociale, pubblicato nel 2012 dalla Commissione d’Indagine sull’Esclusione Sociale (CIES) del Ministero del Lavoro e delle Politiche sociali, che oggi non esiste più (vedi).

Il quadro mostrato da queste indagini datate è piuttosto tetro (vedi): problemi come assenza dal lavoro, sovraccarico assistenziale per la famiglia, costi sociosanitari, riflessi negativi sulla carriera lavorativa dei familiari sono solo alcune delle difficoltà che i nuclei familiari, in cui sia presente la disabilità, devono affrontare.

I dati sono netti: la deprivazione materiale (le difficoltà a sostenere una serie di spese o al possesso di alcuni beni durevoli) interessa le persone con limitazioni dell’autonomia personale in misura maggiore rispetto al resto della popolazione. Vive in questa condizione il 24,7% degli individui con limitazioni gravi e il 19,7% dei non gravi, a fronte del 14,2% delle persone senza limitazioni. Lo stesso si registra nel caso della grave deprivazione, che interessa l’11,9% e l’8,6% delle persone con limitazioni gravi e non gravi, contro il 6,1% di chi non ha limitazioni.

Un problema complesso.

L’importanza di uno studio integrato del contesto in cui si verificano le condizioni di disabilità, è fondamentale: spesso povertà e deprivazione si combinano con altri elementi problematici che possono limitare l’accesso ai beni e ai servizi di cui dispone la maggior parte della popolazione:

– essere minori con disabilità (povertà minorile),

– essere donne con disabilità (disparità di genere),

– essere migranti con disabilità,

– vivere in territori con servizi e sostegni limitati.

La rilevazione combinata di queste informazioni potrebbe fare emergere il quadro reale della situazione del Paese, un primo passo per poter intavolare politiche efficaci, mirate sia alla disabilità sia al contrasto della povertà.

Fonti

https://www.istat.it/it/files//2019/06/La-povert%C3%A0-in-Italia-2018.pdf

http://www.fishonlus.it/

https://www.disabili.com/images/pdf/rapporto-poverta-disabili.pdf

https://www.disabili.com/aiuto/articoli-qaiutoq/quanto-incide-la-disabilita-sul-rischio-di-impoverimento-delle-famiglie