Uno studio sulle donne in post-menopausa correla il sito di accumulo del grasso e il rischio cardiovascolare

Uno studio sulle donne in post-menopausa correla il sito di accumulo del grasso e il rischio cardiovascolare

di Maria Rosa De Marchi

Il Body Mass Index (BMI) è l’indicatore generalmente utilizzato per classificare in gruppi la popolazione, in base al rapporto altezza/peso. Il BMI è anche utilizzato come fattore di rischio per valutare lo sviluppo o la prevalenza di diverse patologie e inoltre è tenuto in considerazione come indicatore nell’elaborazione di politiche sanitarie.

Nonostante l’utilizzo generalizzato del BMI, sia nella pratica clinica che in valutazioni epidemiologiche, questo non consente distinguere tra massa grassa e magra (ad es. massa ossea). Pazienti che condividono lo stesso BMI potrebbero avere differenze sostanziali nella distribuzione del grasso nel corpo, e quindi avere rischi associati potenzialmente variabili tra loro.

Diversi siti di accumulo di grasso in donne con lo stesso BMI

Nelle donne con un indice di BMI normale il siti di accumulo possono essere variabili: chi ha la classica forma “a mela” tende ad accumulare grasso corporeo a livello addominale mentre la forma “a pera” tende ad avere come sito principale di accumulo di grasso i fianchi e le gambe.

Da alcuni dati che indicano che nelle persone con un BMI normale l’accumulo di grasso a livello addominale è associato con un aumentato rischio di patologie cardiovascolari1,2 sono partite le indagini di un team di lavoro statunitense.

Il nuovo lavoro, pubblicato sull’European Heart Journal, ha coinvolto 2.683 donne in post-menopausa con un BMI normale (compreso tra 18,5 e 25 kg/m2) che non avevano rischio cardiovascolare conosciuto. Lo studio ha avuto un follow-up medio di 17,9 anni. Per ogni paziente sono stati misurati, oltre al BMI, la percentuale totale di grasso corporeo (total body fat) e quella associata alle specifiche regioni del corpo, addome e fianchi (distinti dagli studiosi in upper-body e lower-body per a seconda dei siti di accumulo). Durante il periodo di studio, sono stati documentati 291 eventi cardiovascolari, tra cui 202 casi di malattia coronarica e 105 casi di infarto (16 donne hanno manifestato entrambe le patologie).

Il grasso accumulato in specifiche regioni del corpo possiede una correlazione con il rischio cardiovascolare

In donne con un BMI normale è stato trovato che la percentuale totale di grasso corporeo non era correlata con il rischio cardiovascolare, proprietà invece mostrata dalla percentuale di grasso in specifiche regioni del corpo. In particolare, il grasso corporeo accumulato a livello addominale è stato trovato correlato a un aumento del rischio cardiovascolare e quello accumulato a livello di gambe e fianchi con un diminuito rischio cardiovascolare.

L’associazione correla con meccanismi già noti

I dati ottenuti sono coerenti con fenomeni già noti: l’accumulo di grasso a livello addominale è associato con disordini metabolici come un cattivo controllo della glicemia, alti livelli di insulina, stati di infiammazione sistemica e dislipidemie. Le associazioni con il grasso di fianchi e gambe correlano generalmente nella direzione opposta. Studi precedenti, inoltre, hanno mostrato associazioni tra il sito di accumulo di grasso corporeo con pressione, aterosclerosi sub-clinica e con il rischio di diabete.

L’associazione osservata tra sito di accumulo del grasso corporeo e fattori di rischio cardiovascolare, concludono gli autori dello studio, è plausibile, dal momento che i diversi siti di accumulo hanno funzioni biologiche nettamente distinte: sono stati proposti numerose spiegazioni per lo smistamento del grasso nei diversi siti di accumulo e che influenzano i meccanismi molecolari di stoccaggio dei lipidi e il controllo endocrino.

 

  1. Sahakyan KR, Somers VK, Rodriguez-Escudero JP, Hodge DO, Carter RE, Sochor O, Coutinho T, Jensen MD, Roger VL, Singh P, Lopez-Jimenez F. Normal-weight central obesity: implications for total and cardiovascular mortality. Ann Intern Med 2015; 163:827–835.
  2. Zhang C, Rexrode KM, van Dam RM, Li TY, Hu FB. Abdominal obesity and the risk of all-cause, cardiovascular, and cancer mortality: sixteen years of follow-up in US women. Circulation 2008; 117:1658–1667.