Disparità di cure nel XVII Rapporto nazionale sulle politiche della cronicità

di Luca Mario Nejrotti

Il XVII Rapporto nazionale sulle politiche della cronicità mostra una situazione molto disparata sul territorio nazionale per quanto riguarda il trattamento delle varie cronicità.

Un’indagine diffusa.

Il 4 luglio è stato presentato il XVII Rapporto sulle politiche della cronicità, dal titolo “Regione che vai, cura che trovi (forse)”, a Roma da Cittadinanzattiva, con il sostegno non condizionato di MSD.

I dati forniti dalle 47 Associazioni del CnAMC che hanno partecipato all’indagine mostrano gravi disuguaglianze in base al luogo di residenza (vedi).

I parametri esaminati sono molteplici: dal riconoscimento dell’invalidità e dell’handicap (71,4%) al sostegno psicologico (62,8%), dalle liste di attesa per visite (54,2%) ed esami (57,1%) all’accesso ai farmaci (48,2%).

I dati.

Il problema principale per le malattie croniche e rare è la prevenzione: manca la formazione sull’argomento, demandata nell’80% alle associazioni. Si segnalano anche ritardi evitabili nelle diagnosi, dovuti alla scarsa conoscenza della patologia da parte di medici e pediatri di famiglia e al poco ascolto del paziente.

Restano troppo lunghe le attese, in particolare in Lazio, Campania e Calabria; è inoltre raro che sia lo specialista a farsi carico della prenotazione degli esami necessari, mentre la maggioranza dei pazienti si rivolge ai CUP.

Anche l’assistenza ospedaliera è vincolata al luogo preso in esame: il 70% degli iscritti alle associazioni intervistate deve spostarsi dalla città in cui risiede; il 53% denuncia la mancanza di personale specializzato, il 33% lunghe liste di attesa per il ricovero. L’assistenza in loco è poi spesso carente e molti sono costretti a assumere una persona che li assista durante il ricovero (lo denuncia il 23%). Vi sono anche casi di chi si porta i farmaci da casa (17%).

I problemi si avvertono anche tra le mura domestiche: secondo l’82% delle associazioni, viene erogata solo in pochi casi; inoltre per il 70% le ore non sono comunque sufficienti, per il 53% mancano figure specialistiche, in particolar modo lo psicologo.

La riabilitazione non è sempre garantita dal Sistema Sanitario Nazionale, nel 20% delle interviste, il cittadino deve integrare a proprie spese per avere le ore sufficienti e uno su tre deve addirittura provvedere privatamente del tutto.

Nell’ambito dell’assistenza protesica ed integrativa, quasi il 60% lamenta tempi troppi lunghi per l’autorizzazione, e più della metà la necessità di sostenere delle spese per l’acquisto di protesi, ausili e dispositivi non erogati dal SSN. Inoltre, una associazione su quattro rivela che i pazienti devono pagare di tasca propria per acquistare protesi ed ausili in quantità sufficiente, o di migliore qualità, o più adatti ai propri bisogni.

A detta del 54% delle associazioni, i bisogni psicosociali non vengono presi in considerazione: in particolare, mancano le forme di sostegno psicologico e di tutela sul lavoro (65%) nonché le forme di sostegno economico (51%).

Aderenza terapeutica.

La situazione può danneggiare la stessa terapia: per il 46% l’aderenza terapeutica risulta difficile a causa dei costi indiretti, come i permessi sul lavoro o gli spostamenti; per il 30% a causa delle difficoltà burocratiche connesse alla terapia; per il 22% a causa della indisponibilità in farmacia o perché la terapia è troppo costosa.

Proposte.

Le associazioni sottolineano che l’emergenza delle diseguaglianze debba essere affrontata al più presto, soprattutto all’interno del recente dibattito sul regionalismo differenziato. Tra le proposte di Cittadinanzattiva (vedi), anche quella di riforma costituzionale che introduca come elemento di garanzia per la tutela della salute il riferimento esplicito al diritto del singolo individuo e che si colleghi al principio di sussidiarietà per consentire ai livelli istituzionali più alti di intervenire qualora quelli più prossimi ai cittadini non garantiscano i servizi. La campagna “La salute è uguale per tutti” è stata già sottoscritta da oltre 80 realtà del no profit e delle professioni, e accolta già alla fine della passata legislatura da un ampio fronte bipartisan.

 

Fonti.

https://www.cittadinanzattiva.it/comunicati/salute/12493-presentato-il-xvii-rapporto-di-cittadinanzattiva-sulle-politiche-della-cronicita.html

https://www.diffondilasalute.it/