Il burnout dei medici, senza confini

A cura de Il Pensiero Scientifico Editore

 

Physician burnout: a global crisis”: il titolo dell’editoriale del Lancet (1) suona come un appello a prendere coscienza delle dimensioni del problema del burnout degli operatori sanitari e della necessità di affrontarlo su scala globale. Si stima che negli Stati Uniti il burnout colpisca il 78 per cento dei camici bianchi e nel Regno Unito ne sono a rischio alto o molto alto circa l’80 per cento. Anche in Cina sta diventando un problema emergente. Lo scorso giugno a Pechino è morto per un infarto del miocardio un giovane medico oftalmologo di 32 anni, dopo aver lavorato per sei giorni con la febbre. Non è il primo caso: secondo un viewpoint, pubblicato sul Chinese Medical Journal (2), in Cina le morti improvvise dei medici si sono intensificate dal 2008 al 2015, e molti dei decessi avvengono in coincidenza di periodi di eccessivo carico di lavoro; chirurghi e anestesisti degli ospedali universitari delle grandi città le categorie professionali più colpite. Si stima inoltre che nel 2018 più dei due terzi dei medici cinesi abbiano sofferto di burnout: la morte di Wang è quindi solo la punta dell’iceberg di un problema grande tanto nelle dimensioni quanto nelle conseguenze. Diversi studi suggeriscono che la sindrome ha conseguenze negative sull’assistenza sanitaria: aumenta il rischio di errori clinici e abbassa la qualità delle cure.

Definire i confini

Il caso della Cina è emblematico del fatto che il burnout dei medici non abbia confini. Ormai non riguarda solo l’Occidente. È anche, scrive il Lancet, “un’epidemia nascosta e in rapida crescita nei paesi a basso e a medio reddito, viste le crescenti e smisurate richieste di servizi di assistenza sanitaria in questi paesi” su cui si sa ancora troppo poco. La gran parte degli studi su come prevenire e ridurre il burnout dei medici è stata condotta nei paesi ad alto reddito.

Contrastare il fenomeno del burnout significa quindi colmare quella lacuna conoscitiva sui diversi contesti culturali in cui si sviluppa, ma in primis serve individuare dei criteri condivisi su che cosa costituisca il burnout. “Ci sono forti controversie e barriere nel trattare il burnout dei medici. Nonostante le grandi discussioni e numerose pubblicazioni ci sono forti differenze nel comprendere che cosa costituisca il burnout. Nella stessa letteratura medico-scientifica vi è un sostanziale disaccordo sui criteri per definirlo come emerso chiaramente da una revisione sistematica sulla prevalenza del burnout in ambiente medico (3) che ha riscontrato almeno 142 definizioni univoche per soddisfare i criteri generali di burnout o sottogruppi burnout. Una definizione più precisa del burnout è stata fornita recentemente, nell’undicesima revisione della classificazione internazionale delle malattie ICD 11 dell’Organizzazione Mondiale della Sanità pubblicata a maggio. In questo documento, nel capitolo “dei fattori che influenzano lo stato di salute”, il burnout viene riconosciuto come un “fenomeno lavorativo” e non viene classificato come “malattia o condizione medica”.  Il burnout è stato quindi ufficialmente concettualizzato come conseguenza dello stress cronico sul posto di lavoro che non è stato gestito con successo. Ragion per cui, puntualizza l’editoriale del prestigioso settimanale britannico, “la necessità di riformare l’organizzazione sanitaria in risposta al burnout non può essere ritardata”.

Intervenire su scala globale

Viste le dimensioni del problema, il burnout non richiede solo interventi individuali sul singolo operatore sanitario e sulla singola struttura. “Per affrontare la crisi e le sue cause fondamentali occorre compiere passi significativi a livello sistemico e istituzionale con sforzi concertati di tutte le parti interessate”, conclude l’editoriale del Lancet. “Il benessere del medico è stato a lungo sottovalutato nei paesi a basso e medio reddito, e i casi di morte improvvisa e suicidio dei medici dovuti a un carico eccessivo di lavoro – quali conseguenze di burnout estremo – non sono rari in molti paesi asiatici. Con il rapido sviluppo delle scienze mediche è giunto il momento di impiegare i progressi della medicina a beneficio della salute e del benessere di tutte le persone, compresi gli stessi medici”.

 

Bibliografia

  1. Physician burnout: a global crisis. Lancet 2019; 394: 93.
  2. Song XN, Shen J, Ling W, et al. Sudden Deaths Among Chinese Physicians. Chin Med J 2015; 128: 3251-3.
  3. Rotenstein LS, Torre M, Ramos MA, et al. Prevalence of burnout among physicians. JAMA 2018; 320: 1131-50.