La steatosi non alcolica è molto diffusa, ma benigna

di Mario Nejrotti

Su Prescrire.org di Luglio è stato pubblicato un articolo, nella rubrica  Article en Une  , che affronta il problema della steatosi epatica non alcolica.

La redazione, come è d’abitudine della autorevole rivista francese, da semplici e ragionevoli consigli operativi sulle modalità di comportamento degli operatori di fronte al problema di un infarcimento grasso del tessuto epatico.

È pratica corrente scoprire in pazienti che eseguono un’ ecografia del fegato per altri motivi la presenza di   un quadro strumentale di steatosi più o meno diffuso, più o meno severa.

La valutazione delle abitudini di vita del paziente è d’obbligo, in quanto la steatosi su base alcolica porta con sé un rischio maggiore di evoluzione,per le sue caratteristiche infiammatorie più spiccate. Ma non si dovrà trascurare anche l’anamnesi farmacologica e virale.

Per quanto riguarda invece la steatosi diffusa  legata ad altre cause, è un fenomeno molto comune.

Essa si accompagna sovente a obesità, soprattutto addominale, a iperlipemia, a diabete di tipo2 e a ipertensione.

 In definitiva la steatosi è  collegata ad una dieta ricca e con elevato consumo di grassi, carni rosse e zuccheri a veloce assorbimento,  come il fruttosio, molto sovente aggiunto alle preparazioni industriali e alle bibite del commercio. Tale abitudine alimentare si riscontra sovente anche nei soggetti affetti dalle patologie sopra elencate.

La diffusione della steatosi non su base alcolica, si riscontra almeno  nel 20% della popolazione Europea e Nord Americana, accomunata da una alimentazione molto ricca, soprattutto in proteine, grassi animali e zuccheri a breve catena.

Vi sono in letteratura deboli riscontri di un meccanismo infiammatorio evolutivo anche in questa situazione per lo più benigna.

Nonostante questi dati, il miglioramento del quadro è presente alla riduzione del peso e della circonferenza addominale, legati alla diminuzione della introduzione calorico-qualitativa e all’aumento della attività fisica.

Il controllo di questo quadro patologico sembra rientrare nelle pratiche salutari che migliorano anche i livelli pressori,  il diabete di tipo2, equilibrano i grassi ematici e riducono il peso, controllando l’obesità e le complicazioni ad essa collegate.

L’articolo della rivista francese, conclude che è bene consigliare quindi una dieta equilibrata, meglio se quella mediterranea, evitare alimenti e bevande industriali iperzuccherine e svolgere una corretta attività fisica.

Nei soggetti che presentano un già quadro di steatosi, da sovraccarico alimentare o da scarso consumo per vita sedentaria, è opportuno consigliare anche la riduzione o l’astensione dall’alcol e il controllo dei farmaci assunti e della loro epatotossicità.