Sifilide

Sifilide e sifilide congenita in Europa

di Luca Mario Nejrotti

Dal 2010, i tassi di sifilide conclamata sono in aumento nell’Area Economica Europea.

Il Rapporto.

Negli ultimi anni la tendenza di aumento di casi di sifilide sembra accelerare prevalentemente tra gli uomini che hanno rapporti omosessuali. Tendenze simili sono state osservate in paesi ad alto reddito anche al di fuori dell’Unione Europea. Mentre la tendenza generale è rimasta relativamente stabile, sono stati segnalati focolai o gruppi di casi di sifilide tra le popolazioni eterosessuali. In diversi paesi ad alto reddito (ad esempio USA, si sono verificati aumenti della sifilide congenita che corrispondono all’incremento delle diagnosi di sifilide tra le donne.

Questi, in breve, i dati desunti dal Rapporto Tecnico dell’European Centre for Disease Prevention and Control (ECDC): Syphilis and congenital syphilis in EuropeA review of epidemiological trends (2007–2018) and options for response (vedi).

Gruppi a rischio.

L’attuale diffusione di sifilide nei paesi ad alto reddito colpisce principalmente uomini dediti a rapporti omosessuali e si intreccia con l’espansione dell’HIV: l’Italia, che in Europa non si distingue per una percentuale molto elevata, ma, anzi tra le più basse, ha comunque avuto , tra 2013 e 2017, un incremento da 1170 casi a 1631 (vedi), mentre gli incrementi maggiori si segnalano nel Regno Unito, in Spagna e Germania.

La revisione della letteratura ha evidenziato che vi sono sottogruppi particolarmente colpiti, come i sieropositivi conclamati e i giovani dediti alla prostituzione, ma, per esempio, è stato riscontrato che un aumento del numero di partner sessuali non è associato ad un corrispondente aumento del rischio di infezione.

La risposta sanitaria.

Nell’area economica europea, tredici paesi hanno segnalato l’implementazione di misure di risposta specifiche per contrastare l’aumento delle infezioni da sifilide e sifilide congenita tra il 2010 e il 2018. Tra questi, l’implementazione di protocolli contro le malattie sessualmente trasmissibili (STI) su scala nazionale e/o di strategie integrate per combattere l’HIV/STI e l’epatite con una maggiore enfasi sull’educazione sessuale nelle scuole; in generale si nota un passaggio dal focus limitato all’HIV a quello che comprende tutte le malattie sessualmente trasmissibili.

Fino al 2018 si è anche assistito all’introduzione di gruppi nazionali di risposta alle epidemie per rispondere all’aumento della sifilide e di altre STI.

Per favorire la prevenzione e la rapida risposta allo svilupparsi della malattia, che hanno un ruolo fondamentale nel circoscriverne la diffusione, sono stati aumentati i centri per esami a facile accesso per specifiche fasce di popolazione, con particolare riguardo ai maschi omosessuali, direttamente da istituti di sanità pubblica o attraverso organizzazioni di comunità, per aumentare i test regolari in soggetti con comportamenti ad alto rischio.

Anche la formazione del personale sanitario è fondamentale e sono stati istituiti corsi per i medici per aumentare conoscenza e consapevolezza.

Infine, sul fronte della comunicazione si è generalmente puntato sulla collaborazione con i media, per aumentare la consapevolezza generale riguardo a queste patologie.

Conclusioni.

Nell’ultimo decennio, la tendenza alla diffusione della sifilide ha continuato ad aumentare negli Stati membri UE/EAA e in molti altri paesi ad alto reddito. Anche se la popolazione più colpita é urbana, maschile e omosessuale, il numero di casi segnalati tra uomini e donne eterosessuali in alcuni paesi è in aumento. L’incremento della sifilide tra le donne in gravidanza in alcuni paesi ad alto reddito al di fuori dell’UE/EAA è motivo di preoccupazione in quanto conduce a un aumento delle infezioni da sifilide congenita. Negli ultimi dieci anni sono stati segnalati numerosi focolai di sifilide e esiste una relazione diretta tra il comportamento a rischio sessuale e il rischio di sifilide o altre malattie sessualmente trasmissibili. Lo sviluppo dell’infezione da sifilide è associato ad alti tassi di sesso non protetto, uso di droghe, storie di incarcerazione o presenza di altre STI precedenti. L’uso di siti di social network o applicazioni per dispositivi mobili per trovare partner sessuali è stato citato tra i fattori determinanti in alcuni studi.

I risultati del rapporto suggeriscono una scarsa consapevolezza del rischio di sifilide, che si traduce non solo in tendenze crescenti dei casi di sifilide, ma anche in alti tassi di coinfezioni e reinfezioni.

La riduzione dell’uso del preservativo è dovuta in parte al crescente impiego della PrEP per la prevenzione dell’HIV.

È quindi essenziale per la diagnosi e il trattamento precoci, e quindi per prevenire un’ulteriore trasmissione delle STI, il miglioramento dell’accessibilità e della scelta dei servizi di salute sessuale.

Infine, per garantire che i tassi di sifilide congenita rimangano bassi, è necessario sostenere il controllo efficace della sifilide, in particolare tra gli eterosessuali, insieme all’attuazione di programmi nazionali di screening prenatale con test offerti durante la gravidanza precocemente a tutte le donne.

Fonti.

https://ecdc.europa.eu/sites/portal/files/documents/Syphilis-and-congenital-syphilis-in-Europe.pdf

https://ecdc.europa.eu/sites/portal/files/documents/syphilis-annual-epidemiological-report-2017.pdf