Artrite: il veleno delle api può essere utilizzato?

di Luca Mario Nejrotti

Si sa che le api sono un anello indispensabile degli ecosistemi terrestri, ma un articolo su Science-based Medicine ne scoraggia l’impiego come cura contro l’artrite.

Veleno terapeutico.

Ultimamente sta avendo molto successo e molta propaganda l’impiego del veleno delle api: molti pazienti con artrite hanno riferito che i loro sintomi sono scomparsi dopo essere stati punti dalle api (vedi). Su internet ci sono testimonianze a bizzeffe di apicoltori la cui artrite si è risolta dopo essere stati punti e di pazienti che proclamano drammaticamente che le iniezioni di veleno d’api hanno curato l’artrite. Mancano, però, dati scientifici sull’argomento, e le opinioni su internet, si sa, non devono essere adottate come protocolli sanitari senza una verifica (vedi).

Revisione.

L’autrice dell’articolo pone l’accento proprio sulla mancanza di studi affidabili sull’argomento e sulla confusione generale nelle proposte terapeutiche: per esempio la posologia è molto confusa perché si va dalle punture di insetti vivi (che all’atto della puntura smettono ovviamente di esserlo) alle iniezioni di veleno d’api, alla sua applicazione per mezzo di creme, all’agopuntura.

Esistono studi positivi sugli animali, in particolare sui conigli, ma la ricerca sugli animali non si traduce necessariamente in benefici per l’uomo (vedi).

Anche se è noto che il veleno d’api ha proprietà anti-infiammatorie questo non significa che possa essere davvero efficace contro artriti e artrosi e, soprattutto, che i suoi effetti possano essere migliori di quelli dei numerosi trattamenti farmaceutici che presentano minori rischi di effetti collaterali e che sono meno dolorosi della puntura di un’ape.

Al momento, comunque non ci sono studi di confronto. Però, se i pazienti si affidano a punture di api, potrebbero perdere la possibilità di migliorare davvero le proprie condizioni con un trattamento ben consolidato e basato sull’evidenza.

Effetti collaterali.

Al di là dell’incertezza sull’efficacia, non bisogna sottovalutare gli effetti collaterali: prurito, ansia, difficoltà respiratorie, senso di costrizione toracica, palpitazioni cardiache, vertigini, nausea, vomito, diarrea, sonnolenza, confusione, svenimento e bassa pressione sanguigna. Inoltre, l’1-5% della popolazione è allergica al veleno d’api, può sviluppare anafilassi e morire e una precedente tolleranza alla puntura delle api non garantisce la sicurezza.

Conclusioni.

Nonostante alcuni studi positivi, il trattamento con il veleno delle api è ancora molto in basso nell’elenco dei trattamenti sicuri ed efficaci. I rischi e i disagi associati a questi metodi terapeutici superano di gran lunga i potenziali benefici e mancano persino valutazioni decisive sui dosaggi e le modalità di assunzione.

In conclusione, non è consigliabile farsi pungere dalle api, questi insetti sono già fondamentali per la nostra sopravvivenza così come sono e non è il caso di aprire una “caccia al pungiglione”, senza prove scientifiche della sua efficacia!

Fonti.

https://sciencebasedmedicine.org/bee-stings-for-arthritis/

https://tuttonutrizione.it/veleno-dapi-usi-benefici-ed-effetti-collaterali/

https://www.ncbi.nlm.nih.gov/pubmed/20457243