Revisioni sistematiche in aumento: buone notizie?

A cura de Il Pensiero Scientifico Editore

 

Poche cose come la “piramide delle evidenze” sono state rimaneggiate, corrette e integrate negli ultimi vent’anni. Di cosa parliamo? Della gerarchia delle prove che derivano dalla ricerca scientifica: in cima, puntualmente, troviamo le revisioni sistematiche e le meta-analisi (SRMA, dall’inglese systematic review meta analysis), sintesi degli studi controllati randomizzati (RCT, dall’inglese randomized clinical trial). Il “gold standard”, come si suol dire, della ricerca e della letteratura scientifica, i documenti sui quali basare la pratica clinica. Un tempo, tanto preziose quanto rare, al punto che molti ricercatori – su tutti chi gravita intorno o all’interno della collaborazione Cochrane – non hanno perso occasione di caldeggiare un aumento del numero di questo tipo di documenti (1). Sono stati accontentati: il numero delle revisioni e delle meta-analisi è aumentato notevolmente negli ultimi 22 anni, dice uno studio da poco pubblicato su JAMA Internal Medicine (2). Risultati che confermano e aggiornano quelli di studi precedenti, coerenti con l’osservazione dell’andamento dell’indicizzazione di documenti in banche dati come Medline/Pubmed (3).

A cosa è dovuta quella che, a prima vista, appare solo come una “buona notizia”? Probabilmente, dal momento che gli studi controllati randomizzati non sono aumentati con lo stesso ritmo, uno dei motivi può risiedere nell’aver accettato la comunità scientifica di includere nelle revisioni sistematiche anche i risultati di studi osservazionali. Altro possibile driver della crescita è la pressione a pubblicare che grava sui ricercatori di molte nazioni dell’Asia: autori che lavorano in Cina sono oggi responsabili della produzione di oltre un terzo di tutte le meta-analisi pubblicate (4) ma i controlli sulla produzione scientifica dei ricercatori di alcune università dell’Estremo oriente non sono sempre adeguatamente rigorosi (5). Insomma: i risultati della ricerca offrono un quadro realistico di una situazione che è sotto gli occhi di tutti, anche se lo studio – essendosi basato solo sulla consultazione di PubMed – potrebbe non essere rappresentativo delle complessive, generali tendenze.

Perché siamo di fronte solo in parte ad una “buona notizia”? Perché se è vero che le revisioni sistematiche e le meta-analisi – aiutando a sintetizzare e aggiornare la letteratura sono una guida preziosa per orientare le scelte dei professionisti sanitari – è altrettanto vero che la qualità di questi documenti è notevolmente minore rispetto al passato: si stima che solo il 3% di revisioni sistematiche e meta-analisi sia metodologicamente robusta, non ridondante e fornisca utili informazioni cliniche (4). Una proporzione sempre crescente di questi documenti apporta un valore aggiunto davvero minimo.

Il lavoro ad una revisione sistematica – dalla quale successivamente può originare una meta-analisi – è estremamente lungo e complesso. In uno dei classici manuali della medicina delle prove, Paul Glasziou sosteneva che per completare una revisione occorrono in media 1.139 ore, vale a dire 30 settimane di un ricercatore a tempo pieno. Circa la metà per la preparazione del protocollo e la ricerca delle fonti; 144 ore per l’analisi statistica; 200 ore per la redazione del report e altrettante per la gestione amministrativa del lavoro (6).

Sempre, ovviamente, che il lavoro sia eseguito a regola d’arte. In caso contrario, non soltanto sarebbe inutile, ma metterebbe a rischio la salute dei pazienti.

 

Bibliografia

  1. Bastian H, Glasziou P, Chalmers I. Seventy-five trials and eleven systematic reviews a day: how will we ever keep up? PLoS Med 2010; 7: e1000326.
  2. Niforatos JD, Weaver M, Johansen ME. Assessment of Publication Trends of Systematic Reviews and Randomized Clinical Trials, 1995 to 2017. JAMA Intern Med, published online July 29, 2019.
  3. Siontis KC, Ioannidis JPA. Replication, duplication, and waste in a quarter million systematic reviews and meta-analyses. Circ Cardiovasc Qual Outcomes 2018; 11(12): e005212.
  4. Ioannidis JPA. The mass production of redundant, misleading, and conflicted systematic reviews and meta-analyses. Milbank Q 2016; 94: 485-514.
  5. De Fiore L. Meta-analisi alla cantonese. Dottprof, 13 ottobre 2014.
  6. Glasziou P, Irwig L, Bain C, Colditz G. Systematic review in health care. Cambridge: Cambridge UP, 2001.