Correlazione tra perdita di udito e demenza

Correlazione tra perdita di udito e demenza

di Maria Rosa De Marchi

La perdita di udito è associata con difficoltà nella comprensione del parlato, specialmente in condizioni non ottimali: i pazienti con perdita uditiva possono soffrire di disturbi a lungo termine, come difficoltà di comunicazione, isolamento sociale, e cattivo umore.

Demenza e calo uditivo sono due condizioni neurologiche con alta prevalenza nella popolazione anziana e hanno un impatto considerevole nella qualità di vita.  La letteratura scientifica a disposizione suggerisce che le due condizioni siano correlate e in particolare che la perdita di udito possa essere un fattore di rischio per lo sviluppo di demenza1.

Secondo una meta-analisi, il 65% dei fattori di rischio della demenza sono ereditari o di natura genetica e pertanto non modificabili; sul restante 35% dei fattori, invece, è possibile intervenire attivamente2.

È possibile affrontare in modo estensivo la correlazione tra perdita di udito e demenza in letteratura scientifica: una review sistematica nel 2017, tramite una ricerca nel database PubMed, ottenne 17 studi che in precedenza avevano analizzato l’associazione tra perdita dell’udito e declino cognitivo e ne studiò disegno, metodi di valutazione della perdita uditiva e fattori correlati di particolare rilevanza1.

Abbassamento dell’udito come fattore di rischio modificabile

Uno studio recentemente pubblicato su JAMA Network Open si è focalizzato sulla correlazione tra le due patologie nella popolazione generale di Taiwan, considerando l’abbassamento dell’udito come fattore di rischio modificabile e la probabilità della popolazione campione di sviluppare demenza in futuro.

Nello studio inoltre è stato considerato anche il peso di patologie potenzialmente correlate, come coronaropatie, malattie cerebrovascolari, BPCO, diabete di tipo 1 e 2, malattia renale cronica, ipertensione, iperlipidemia, ansia, depressione e altre.

Lo studio di popolazione, retrospettivo, ha coinvolto in totale 16.270 partecipanti, i cui dati provenivano dal National Health Insurance Research Database (NHIRD) di Taiwan tra giugno 2000 e dicembre 2013.

8.135 pazienti con nuova diagnosi di perdita uditiva (ricevuta tra gennaio 2000 a dicembre 2011) hanno costituito il gruppo di pazienti “esposti” e sono stati abbinati a un gruppo di controllo della stessa dimensione di pazienti “non esposti”. Dei pazienti con perdita uditiva, il 57,1% erano uomini e il 42,9% donne, con una età media di 65,2 anni.

Di tutti i 16.270 partecipanti allo studio, 1.868 hanno sviluppato demenza durante il periodo di follow up. Tra loro, il 58,6% provenivano dal gruppo di pazienti “esposti” mentre il 41,4% proveniva dal gruppo di controllo.

Secondo gli autori dello studio i risultati indicano per la popolazione analizzata una correlazione tra perdita di udito e rischio di sviluppare demenza: i risultati sono apparsi robusti anche considerando le comorbidità e analizzando diversi sottogruppi di popolazione: in particolare, è risultato più a rischio di sviluppare demenza il sottogruppo di pazienti di età compresa tra i 45 e i 64 anni.

Dalla perdita di udito alla demenza

Sebbene molti studi abbiano dimostrato l’associazione, ad oggi non è ancora chiaro il meccanismo causale che collega le due condizioni.

Nelle persone con perdita uditiva sono state documentate numerose modifiche dell’assetto neurologico. La perdita dell’udito può determinare invecchiamento precoce, perché il sistema nervoso periferico e centrale possono alterare il pattern dei collegamenti sinaptici con l’invecchiamento. Per compensare alla perdita di udito, è richiesto un maggiore sforzo di comprensione e le aree frontali del sistema nervoso sono sottoposte a maggiore stress. Di conseguenza, la memoria e altri processi cognitivi possono essere influenzati negativamente.

È possibile leggere l’articolo sul sito di JAMA Network Open, disponibile a questo link.

 

Bibliografia

  1. Thomson R. et al. Hearing loss as a risk factor for dementia: A systematic review. Laryngoscope Investig Otolaryngol. 2017 Apr; 2(2): 69–79.
  2. Livingston G et al. Dementia prevention, intervention, and care.  2017;390(10113):2673-2734.