Alberto De Chiesa: le emozioni del neopresidente Amici di Brugg

di Patrizia Biancucci

Alberto De Chiesa, odontoiatra libero professionista a Saluzzo, si è formato alla Scuola del padre Carlo, come tanti dentisti italiani nell’arco di decenni. Eletto presidente della storica associazione Amici di Brugg, di cui il padre è stato cofondatore, torna indietro nella memoria di figlio, di allievo e di bambino dentro una “favola” per regalarci le sue emozioni.

Dr. De Chiesa, eletto presidente degli “Amici di Brugg”: per lei, figlio di uno dei fondatori, è stata un’emozione forte? Ricordo…Eccomi qui, sabato 18 maggio 2019 mi trovo ad essere “acclamato”  dall’Assemblea, Presidente degli Amici di Brugg. Che grande emozione per me, devo ringraziare gli amici che mi hanno dato fiducia, la lacrima è stata inevitabile. La mia mente fa un salto indietro di 30 anni, la visione di mio padre su quel palco di Rimini che apriva gli oceanici congressi degli Amici di Brugg negli anni ’80 e ’90. E adesso come farò? Sarò in grado? L’impegno è gravoso, ma sono subito confortato vedendo vicino a me i membri del mio nuovo Consiglio, che mi danno sicurezza ed entusiasmo.

Che ricordi ha di suo padre quando lei era bambino? Devo dire che certi momenti sono indelebili, perché concentrano in un tempo infinitesimale tutta una serie di ricordi ed emozioni, e così torno alla mia infanzia, ai mitici anni ’60, io bambino  a Saluzzo, un piccolo paese di campagna del cuneese, dove la vita scorreva semplice, poche macchine in giro, la passeggiata con l’amichetto per andare a scuola, la mamma che ci aspettava per il pranzo, famiglia numerosa la nostra, con 3 maschi e una femmina.

da sinistra: Riccardo Garberoglio, Luigi Castagnola, Cesare Robello, Carlo De Chiesa, Giancarlo Pescarmona

Quando ha cominciato a rendersi conto di essere con personaggi “importanti” per la Storia odontoiatrica? Papà Carlo era un personaggio che già allora emanava un fascino particolare, sempre in movimento, sempre in giro, sempre pieno di amici. Già, proprio gli amici lo rendevano un po’ speciale, perché  anche in questo era poliedrico: gli amici del paese, con cui giocava a carte al bar sotto casa o a bocce alla bocciofila, e poi gli amici stranieri, il dr. Augusto Biaggi, detto il “Bubi”, e dopo Peter Thomas. Poi i colleghi dentisti che da tutta l’Italia venivano a Saluzzo una settimana al mese. Detto così sembra tutto normale, e per me era normale, ma ripensandoci adesso mi rendo conto che era una cosa straordinaria, anche tenendo conto di com’era la vita allora, 50 anni fa, le comunicazioni, i treni, gli aerei, i telefoni.

Cosa ci racconta di Carlo, padre e caposcuola? Carlo De Chiesa, mio padre, un dentista di provincia, figlio di un odontotecnico di paese e di una casalinga che, con molta fatica, aveva preteso che tutti i suoi figli fossero laureati, faceva da catalizzatore a tutti questi personaggi, che prendevano aerei, treni, o affrontavano lunghi viaggi in auto per venire a Saluzzo. E, al di là dell’aspetto professionale che allora non coglievo, era incredibile la profonda amicizia che legava questi personaggi a mio padre e anche a tutti noi; erano veramente di famiglia e ci legava a loro un profondo affetto. Poi la mia adolescenza , negli anni ‘70 e ‘80, i Corsi che diventano sempre più tecnologici, le riprese TV a circuito chiuso, decine di dentisti da tutta Italia, ammassati su divani e poltrone  al mitico Hotel Astor, a poca distanza dallo Studio, che assistevano agli interventi in diretta. Devo dire comunque che come padre non mise mai sotto pressione né me né mio fratello Franco (l’altro dentista di famiglia) riguardo le nostre scelte professionali, lasciandoci veramente liberi di fare quello per cui ci sentivamo più portati.

da sinistra: Carlo De Chiesa, Peter Thomas, Giancarlo Pescarmona

Dr. De Chiesa, ricorda ancora l’arrivo del dr. Pescarmona che sarà per molti anni a fianco di suo padre? Giancarlo Pescarmona è un altro personaggio chiave della Storia. Me lo ricordo perfettamente, con la  giovane moglie e la bambina di 3 anni, Federica, che arrivarono a Saluzzo nel giugno 1971, quando noi ci eravamo appena trasferiti nella magnifica casa in collina che papà aveva ristrutturato con molti sacrifici, ma ancora vuota di mobili. Fu una specie di picnic seduti su delle cassette di legno (non c’era ancora Ikea). Giancarlo aveva appena finito di specializzarsi all’Ecole Dentaire di Ginevra e aveva già acquistato uno studio a Genova dove intendeva trasferirsi; ma incontrò mio padre a Ginevra ad una conferenza, dove gli fece da traduttore, e dopo pochi giorni venne a trovarlo a Saluzzo. Mio padre gli disse che stava cercando un collaboratore e dopo poche settimane Giancarlo era a Saluzzo con tutta la famiglia, lo Studio di Genova rivenduto, insomma un vero colpo di fulmine e Giancarlo sicuramente fu un altro mattone importante per la costruzione di tutto quello che venne dopo. Oltretutto, per quanto riguarda la mia storia professionale, fu molto importante per me perché  mi seguì e mi insegnò moltissimo. E’ difficile confinare in poche righe questa bellissima “favola” che ho avuto il privilegio di vivere, pagine e pagine potrebbero essere scritte, ma dobbiamo penare al presente.

da sinistra: Armando Vergnano, Giancarlo Pescarmona, Carlo De Chiesa, Fabio Toffenetti, Franco Brega

Dr. De Chiesa, pensa che ci sia bisogno di ritornare alle origini di un gruppo storico che si è nutrito di amicizia, stima professionale e sacrifici, per ritrovare lo slancio dei pionieri coraggiosi e indipendenti che hanno contribuito a fare dell’odontoiatria italiana la migliore del mondo? Direi che vale il nostro nuovo motto “never stop learning”. Nuove sfide ci aspettano, è in corso un cambio generazionale importante, la digitalizzazione degli Studi Odontoiatrici richiede sempre maggiori investimenti, l’ingresso di gruppi finanziari nell’odontoiatria, l’industrializzazione dell’odontotecnica, quindi bisogna “pedalare”, e che sia giusto o no, è sicuramente una nuova realtà che va affrontata, col piglio giusto e con competenza, ma coltivando i profondi sentimenti di amicizia che questa Associazione ha sempre portato avanti. Questi sono gli obiettivi dei nostri due eventi Istituzionali: uno a maggio a Rimini , dove siamo tornati grazie all’UNIDI, in concomitanza con l’Expodental, e l’altro a fine ottobre, il Closed Meeting di Santa Margerita. Nel frattempo ci stiamo muovendo per organizzare Corsi in tutta Italia, organizzati da nostri “Centurioni” sparsi sul territorio.

Perché, ricordiamolo, la Tecnologia ci sarà sempre più di aiuto e in molti casi indispensabile, ma  non potrà mai sostituire la nostra testa , la nostra professionalità, la nostra deontologia e il nostro cuore. Sapere di poter contare su un “Amico di Brugg” che ti potrà consigliare e insegnare: è questo il nostro obiettivo futuro.