I potenziali danni delle sigarette elettroniche

I potenziali danni delle sigarette elettroniche

di Maria Rosa De Marchi

Il funzionamento delle sigarette elettroniche si basa sul riscaldamento di un liquido che contiene glicole propilenico e glicerolo, con o senza nicotina e aromi, confezionato in cartucce ricaricabili o monouso. Il liquido viene riscaldato in aerosol (vapore) che poi viene inalato1. Non si conoscono ancora gli effetti a lungo termine sulla salute delle sigarette elettroniche.

Le sigarette elettroniche sono sul mercato dal 2006, momento dal quale hanno avuto grande diffusione, specialmente tra i giovani. Le aziende produttrici indicano questo prodotti come un’alternativa “più sana” alle sigarette tradizionali e alcune campagne di comunicazione sul prodotto possono suggerire che siano anche in grado di aiutare a smettere di fumare o di ridurre il consumo di tabacco.

In aggiunta ai potenziali danni dati dalla nicotina, la preoccupazione sull’utilizzo delle sigarette elettroniche va alle potenziali emissioni di prodotti chimici a base di aldeide, come formaldeide, acetaldeide, propanale e acroleina che possono essere prodotti in seguito al riscaldamento dei componenti principali dei liquidi di vaporizzazione delle sigarette elettroniche.

La composizione dei liquidi per le sigarette elettroniche JUUL: lo studio

Uno dei principali player del mercato è il marchio JUUL, che contiene sali di nicotina con acido benzoico e aromi dissolti in proporzione 30:70 con glicole propilenico e glicerolo. I sali di nicotina con acido benzoico sono percepiti come più soddisfacenti da parte degli utilizzatori e quindi possono contenere una quantità maggiore di nicotina. In uno studio il cui abstract è stato pubblicato sull’American Journal of Preventive Medicine, sono stati analizzati otto tipi di liquidi JUUL che contengono diverse combinazioni di molecole.

Gli acetali sono formati da alcol e aldeide, molecole utilizzate commercialmente per produrre aromi e profumi nell’industria alimentare. “Alcuni prodotti a base di aldeide possono essere pericolosi e in generale non si conosce bene gli effetti di questi componenti chimici in seguito a inalazione” riporta Hanno Erithropel, primo autore dello studio. “Studi precedenti hanno mostrato che gli acetali hanno un effetto più irritante nei confronti delle vie respiratorie rispetto alle aldeidi dalle quali si sono formati; l’irritazione può quindi causare una risposta infiammatoria nel sistema respiratorio”. “A differenza della bassa quantità di acetali ingeriti col cibo” continua Erithropel “non siamo in grado di determinare con certezza gli effetti di queste molecole a livello del sistema respiratorio”.

Attualmente, negli Stati Uniti, i fabbricanti di liquido per le sigarette elettroniche non sono tenuti a riportare sull’etichetta tutti i prodotti utilizzati. Il team di ricerca ha quindi ricostruito il percorso inverso, identificando e separando tutti i componenti chimici contenuti nei liquidi.

Report OMS: servono ulteriori interventi per supportare la lotta al fumo

Dal 2008, il numero di Paesi che impone tasse sul tabacco è quasi duplicato: ora quasi un Paese su cinque può contare su questo disincentivo economico per i fumatori. A partire dal 2008 l’OMS ha introdotto sei misure chiamate MPOWER per supportare e incentivare la popolazione a smettere di fumare. Molti Paesi, ad ogni modo, non hanno ancora implementato le nuove direttive in modo adeguato. Serve ancora, quindi, una marcia in più alla lotta al tabacco.

  1. Korfei M. The underestimated danger of E-cigarettes – also in the absence of nicotine. Respir Res. 2018; 19: 159.