Altro che isole da sogno! I cambiamenti climatici minacciano migliaia di terre emerse

di Luca Mario Nejrotti

Il caldo eccezionale di questi giorni sta provocando uno scioglimento record dei ghiacci del circolo polare artico, con un picco di ben 10 miliardi di tonnellate in un solo giorno in Groenlandia, si rischia di superare il record del 2012 di 290 miliardi di tonnellate complessive.

L’isola di ghiaccio.

La Groenlandia, che è un territorio semi indipendente della Danimarca, è costituita per l’82% da ghiaccio. È ovvio, quindi, che vi si percepisca in modo piuttosto chiaro l’effetto del riscaldamento globale.

Di quest’anno la perdita di ghiaccio si aggira intorno ai 240 miliardi di tonnellate; mancano ancora i dati di agosto, ma sembra possibile superare il record del 2012, poiché, come sostiene la climatologa danese Ruth Mottram: “tutto lascia pensare che avremo ancora temperature miti e cieli limpidi, che sono altrettanto importanti, se non di più, per lo scioglimento della calotta glaciale (vedi).

E allora gli atolli?

Se l’intera superficie ghiacciata della Groenlandia si sciogliesse, il livello medio del mare arriverebbe a salire di oltre 7 metri, ma già allo stato attuale, secondo un recente studio, lo scioglimento del ghiaccio nella sola Groenlandia porterà all’innalzamento globale del livello del mare tra i 5 ed i 33 centimetri entro il 2100.

Si tratta di uno scenario apocalittico che mette in serio pericolo le aree costiere, ma anche le migliaia di atolli e isole sparsi appena sopra il pelo dell’acqua dei nostri oceani (vedi).

Si pensi anche solo a quelli presenti nell’oceano Pacifico: essi affrontano minacce alla qualità della vita e alla sopravvivenza a causa della loro piccola estensione, dell’isolamento geografico e della vulnerabilità ai cambiamenti climatici e alle catastrofi naturali. Questo gruppo di paesi, spesso dimenticato dalla comunità medica mondiale e della salute pubblica internazionale, meriterebbe maggiore attenzione, ma soprattutto, poiché i progetti ci sono, maggiori risorse.

I Paesi delle isole del Pacifico hanno una popolazione diversificata di 11 milioni di persone che vivono in 22 nazioni e territori che abbracciano più di 25000 isole e isolotti in un oceano che copre un terzo della superficie terrestre. L’aspettativa di vita varia da 58 anni per un uomo in Papua Nuova Guinea a 72 anni a Tonga. Oltre alla povertà e alla crescente disuguaglianza, i Paesi devono affrontare un imponente carico di sfide tra cui anche gli impatti sanitari dei cambiamenti climatici.

Cambiamenti climatici.

La crisi climatica richiede una risposta globale urgente. La regione delle isole del Pacifico è responsabile solo dello 0,03% delle emissioni totali di gas a effetto serra, eppure è in prima linea di fronte all’aumento degli eventi meteorologici gravi, quali siccità, cicloni e l’innalzamento del livello del mare, che portano all’insicurezza alimentare e idrica e allo spostamento delle comunità.

Anche se al momento esistono poche ricerche sulle piccole isole, è fondamentale studiare questi luoghi poiché spesso fungono da sentinella di ciò che riserva il futuro.

La minaccia non viene solo dal clima

Un altro pericolo è costituito dall’impatto sulla salute delle malattie trasmissibili non compiutamente contrastate, dai problemi di salute materna e infantile e dall’imponente aumento dell’epidemia di malattie non trasmissibili (MNT).  Non bisogna scordare neanche i problemi di salute mentale e la disabilità., così come l’aumento della violenza, in particolare quella contro le donne, e gli infortuni stradali.

Nel 2017, fino all’80% dei decessi nella regione sono stati attribuiti alle MNT.

Nelle isole del Pacifico si registrano i più alti tassi di obesità e diabete a livello mondiale.

Alcune fondamentali politiche di prevenzione sono state poste in essere: contrastare in consumo di tabacco, ridurre l’abitudine a cibi e bevande non salutari di tipo industriale, migliorare l’efficienza e l’efficacia delle attività sanitarie per la prevenzione e il trattamento precoce; potenziare la programmazione e gli investimenti per la salute. La strada è ancora lunga per dare una risposta globale ai problemi di salute dei paesi insulari, minacciati dalla crisi climatica, tanto quanto dall’importazione delle MNT.

Fonti.

https://www.ilmessaggero.it/mondo/groenlandia_caldo_scioglimento_ghiacci_record-4657195.html

https://www.thelancet.com/journals/lancet/article/PIIS0140-6736(19)31722-2/fulltext