Un’impostazione mentale di crescita personale aiuta il successo degli studenti

di Luca Mario Nejrotti

Un esperimento nazionale negli Stati Uniti rivela che una mentalità di crescita personale migliora i risultati degli studenti.

Migliorare i risultati.

Le nostre capacità intellettive non sono predestinate, fissate nelle nostre circonvoluzioni cerebrali in modo indelebile e immodificabile. L’esercizio, lo studio, la lettura, gli stimoli ambientali sono la chiave per migliorare le nostre prestazioni intellettuali. Può sembrare ovvio, ma negli USA si sono resi conto, per la prima volta a fronte di un campione generale significativo, che dirlo ai ragazzi in età adolescenziale può migliorare il loro rendimento scolastico (vedi).

Basta poco.

Leggiamo nel prologo dell’articolo: “una priorità globale per le scienze comportamentali è lo sviluppo di interventi convenienti e scalabili che potrebbero migliorare i risultati accademici degli adolescenti a livello di popolazione, ma finora tali interventi non erano stati valutati in un campione generalizzabile della popolazione.”

Con un breve intervento online (meno di un’ora) volto a favorire lo sviluppo di una mentalità per la crescita insegnando che le capacità intellettuali possono essere sviluppate – si è registrato un miglioramento nei voti tra gli studenti con risultati inferiori e un aumento dell’iscrizione complessiva ai corsi di matematica avanzata in un campione rappresentativo nazionale di studenti in istruzione secondaria negli Stati Uniti.

Il contesto.

Circa il 20% degli studenti negli Stati Uniti non termina la scuola in tempo. Questi studenti sono ad alto rischio di povertà, cattiva salute e mortalità precoce nell’attuale economia globale.

In effetti, una commissione Lancet ha concluso che il miglioramento dei risultati dell’istruzione secondaria per gli adolescenti “dimostra di essere il miglior investimento singolo per la salute e il benessere”.

Il passaggio alla scuola secondaria rappresenta un importante periodo di vulnerabilità nei percorsi educativi degli adolescenti. Negli USA, i voti degli studenti tendono a diminuire tra i 14 e i 15 anni e spesso non si riprendono più.

Un modo per migliorare il successo accademico attraverso il passaggio alla scuola secondaria è determinato da interventi sociopsicologici, che cambino il modo in cui gli adolescenti percepiscono se stessi e i propri compiti scolastici e che quindi li incoraggino a trarre vantaggio dalle opportunità di apprendimento a scuola.

Lo studio.

L’intervento specifico valutato nella recente ricerca – promuovere una mentalità aperta alla crescita intellettuale – affronta le credenze degli adolescenti sulla natura dell’intelligenza, portando gli studenti a  considerare le capacità intellettuali non come fisse, ma capaci di crescere in risposta a sforzi dedicati, nuove strategie e anche aiuto specifico, nel caso sia necessario.

Ciò può essere particolarmente importante in una società come quella statunitense che trasmette una concezione statica dell’intelligenza, implicando che sentirsi inadeguati e dover impegnarsi per riuscire significhi che non si ha talento naturale e che è improbabile che si abbia successo.

I risultati sono incoraggianti: lo studio ha mostrato che un trattamento a basso costo, erogato in meno di un’ora, ha ottenuto un effetto sostanziale sui voti degli studenti che avevano il rendimento più basso. Un piccolo incoraggiamento che apre le porte a nuovi interventi volti a scuotere le convinzioni errate o negative negli studenti per portarli ad avere una mentalità più aperta e positiva.

Fonti.

https://www.nature.com/articles/s41586-019-1466-y