demenza

Sette buone pratiche che fanno bene al cuore e alla mente

di Luca Mario Nejrotti

Una nuova ricerca suggerisce che i passaggi “Life’s Simple”, per mantenere la salute del cuore, possono anche essere uno strumento utile per prevenire il rischio di demenza e le sue condizioni neurologiche.

La vita è semplice.

Una vecchia pubblicità di the ne decantava i benefici per il cuore e per la mente con il tormentone “è buono qui… è buono qui”. Una recente ricerca sembrerebbe dimostrare che lo stesso paradigma valga per i 7 passaggi di “Life’s simple” (vedi).

Sette passi.

I ricercatori, che lavorano presso l’INSERM, un istituto di ricerca pubblico affiliato all’Università di Parigi in Francia, hanno esaminato il legame tra l’adesione alle linee guida dell’American Heart Association (AHA) per una salute cardiovascolare ottimale – che chiamano “Life’s Simple 7” – e il rischio di sviluppare la demenza più avanti nella vita (vedi).

I passi sono semplici e agire su questi parametri attraverso cambiamenti nello stile di vita può migliorare la salute cardiovascolare di una persona.

Consiglia l’AHA di:

  1. gestire la pressione sanguigna
  2. controllare il colesterolo
  3. abbassare la glicemia
  4. rimanere fisicamente attivi
  5. seguire una dieta salutare
  6. perdere peso
  7. smettere di fumare (o non iniziare).

La prima valutazione scientifica.

Come notano gli autori nel loro articolo, studi precedenti hanno già indicato “Life’s Simple 7” come potenziali linee guida per preservare la salute del cervello in età avanzata. Tuttavia, finora mancavano valutazioni scientifiche solide. Sono stati quindi esaminati i dati di 7.899 partecipanti, uomini e donne britannici di 50 anni. Tutti gli individui avevano preso parte allo Studio Whitehall II – un’analisi dei fattori socio-comportamentali sulla salute a lungo termine.

All’inizio dello studio, i partecipanti erano in perfetta salute cardiovascolare e non avevano demenza. Lo studio Whitehall II è iniziato tra il 1985-1988 e il team di ricerca ha seguito i casi di demenza fino al 2017.

Durante un periodo di follow-up medio di 25 anni, 347 dei 7.899 partecipanti hanno sviluppato demenza a una media di 75 anni d’età, e i ricercatori hanno misurato l’aderenza ai sette parametri usando un punteggio di tre punti per ciascuno di essi.

Con le dovute correzioni, la ricerca ha rivelato che un elevato punteggio di aderenza ai sette parametri cardiovascolari era correlato con un minor rischio di demenza in seguito.

Nello specifico, nel gruppo con scarso punteggio cardiovascolare, la demenza si è verificata con un tasso di 3,2 casi per 1.000 persone all’anno. Nel gruppo con un punteggio cardiovascolare intermedio, la percentuale era di 1,8 per 1.000, mentre solo 1,3 casi di demenza si verificavano per 1.000 persone per anno tra coloro che avevano ottenuto il punteggio più alto.

Conclusioni.

È importante sottolineare che una maggiore aderenza a “Life’s Simple 7” a 50 anni era anche correlata a un volume cerebrale più elevato e un volume maggiore di materia grigia all’età media di 70 anni, come riflettono le risonanze magnetiche.

Tuttavia, lo studio mostra correlazioni e non può stabilire la causalità. I partecipanti hanno personalmente riferito la propria aderenza ai parametri cardiovascolari, cosa che rende la valutazione in parte soggettiva.

Tuttavia, i risultati suggeriscono che “Life’s Simple 7”, può influenzare il rischio di demenza in modo sinergico e, poiché i fattori di rischio cardiovascolare sono modificabili, essi sono a maggior ragione obiettivi di prevenzione strategicamente importanti, anche per una migliore salute cognitiva.

Fonti.

https://www.medicalnewstoday.com/articles/325986.php

https://www.heart.org/en/healthy-living/healthy-lifestyle/my-life-check–lifes-simple-7