Ebola

Due nuovi farmaci per fronteggiare l’Ebola in Congo

di Luca Mario Nejrotti

Prosegue strenuamente la lotta all’Ebola nella Repubblica popolare del Congo e sono stati annunciati progressi che offriranno ai pazienti maggiori possibilità di sopravvivenza.

Due su quattro.

Gli operatori sanitari hanno dichiarato che due dei quattro farmaci testati sono più efficaci nel trattamento dell’ebola. Ora si proseguirà la sperimentazione e questi sono gli unici farmaci con cui verranno trattati i futuri pazienti.

La sperimentazione coinvolge diverse istituzioni: l’OMS ha lanciato la sperimentazione nel novembre 2018, nell’ambito della risposta alle emergenze sanitarie nella Repubblica Democratica del Congo, in collaborazione con un’ampia alleanza di partner, tra cui il National Institute for Biomedical Research (INRB) della Repubblica Democratica del Congo, il Ministero della Salute, il National Institute of Allergy and Infectious Diseases (NIAID) negli USA, l’Alliance for International Medical Action (ALIMA), Médecins Sans Frontières (MSF), l’International Medical Corps (IMC), e molti altri.

Impegno costante.

Oltre a ricercare i migliori trattamenti per l’Ebola, anche gli altri sforzi da parte dei membri del team e dei partner sul campo sono fondamentali per influenzare i tassi di sopravvivenza: la vaccinazione e il continuo monitoraggio dei nuovi casi sono altri passi importanti della risposta all’epidemia.

L’OMS si impegna a continuare a lavorare a stretto contatto con i ministeri della sanità della RDC e dei Paesi vicini e con altri partner internazionali per garantire che la risposta alle epidemie rimanga solida e ben coordinata (vedi).

 

Dalla sperimentazione all’applicazione.

Lo studio Pamoja Tulinde Maisha (PALM [insieme salva vite umane]) è uno studio randomizzato e controllato di quattro agenti sperimentali (ZMapp, remdesivir, mAb114 e REGN-EB3) per il trattamento di pazienti con malattia da virus Ebola. Lo studio è iniziato il 20 novembre 2018 nella Repubblica Democratica del Congo (RDC) nell’ambito della risposta di emergenza sanitaria (vedi).

La sperimentazione è monitorata da un comitato indipendente di monitoraggio dei dati e della sicurezza, che si riunisce periodicamente per rivedere i dati provvisori di sicurezza ed efficacia e formulare raccomandazioni al gruppo di studio e agli sponsor. A seguito della revisione del 9 agosto 2019, il comitato ha raccomandato di interrompere lo studio a quattro e di randomizzare tutti i futuri pazienti a ricevere solo REGN-EB3 o mAb114 in quella che viene considerata una fase di estensione dello studio. Questa raccomandazione si basa sul fatto che i risultati preliminari di 499 partecipanti allo studio hanno indicato che quegli individui che ricevevano REGN-EB3 o mAb114 avevano una maggiore possibilità di sopravvivenza rispetto ai partecipanti degli altri due bracci.

Uno dei farmaci, REGN-EB3, è un cocktail di tre anticorpi monoclonali contro l’Ebola prodotto dalla Regeneron Pharmaceuticals di Tarrytown, New York. Il secondo, mAB114, è derivato da un singolo anticorpo recuperato dal sangue di una persona sopravvissuta all’Ebola nella Repubblica Democratica del Congo nel 1995 ed è stato sviluppato dall’Istituto nazionale americano per le allergie e le malattie infettive (NIAID).

La malattia non può più dirsi incurabile (vedi): le persone che ricevono la terapia subito dopo l’infezione hanno un tasso di sopravvivenza del 90% (vedi). Simili percentuali serviranno anche a convincere la popolazione reticente ad adottare la cura.

 

Fonti.

https://www.who.int/news-room/detail/12-08-2019-update-on-ebola-drug-trial-two-strong-performers-identified

https://www.niaid.nih.gov/news-events/independent-monitoring-board-recommends-early-termination-ebola-therapeutics-trial-drc

https://www.theguardian.com/world/2019/aug/12/ebola-now-curable-after-trials-of-drugs-in-drc-say-scientists

https://www.nature.com/articles/d41586-019-02442-6