L’OMS chiede una drastica riduzione dell’inquinamento da plastica

di Luca Mario Nejrotti

Anche se gli ultimi studi minimizzano i danni provocati dalle microplastiche alla salute umana, l’OMS chiede ulteriori ricerche e una drastica riduzione dell’inquinamento da plastica.

Approfondimento d’indagine.

Abbiamo già affrontato lo spinoso tema dell’inquinamento da microplastiche, in mare e sulla terraferma (vedi), sottolineando come al momento gli effetti sull’organismo non siano stati efficacemente studiati. Un primo punto sullo stato della ricerca è stato pubblicato di recente (vedi): secondo questa analisi, che sintetizza le ultime conoscenze sulle microplastiche nell’acqua potabile, è improbabile che le particelle superiori a 150 micrometri vengano assorbite nel corpo umano e si ipotizza che l’assorbimento di particelle più piccole sia limitato. L’assorbimento e la distribuzione di particelle microplastiche molto piccole, comprese nell’intervallo di dimensioni dei nanometri, possono tuttavia essere più elevate, sebbene i dati siano estremamente limitati. (vedi).

Ricerca limitata.

“Abbiamo urgente bisogno di saperne di più sull’impatto sulla salute delle microplastiche perché sono ovunque, anche nella nostra acqua potabile”, afferma la dott.ssa Maria Neira, direttore del Department of Public Health, Environment and Social Determinants of Health, presso l’OMS. “In base alle informazioni limitate che abbiamo, le microplastiche nell’acqua potabile non sembrano rappresentare un rischio per la salute ai livelli attuali. Ma dobbiamo saperne di più. Dobbiamo anche fermare l’aumento dell’inquinamento da plastica in tutto il mondo”.

Il messaggio chiave di questo rapporto iniziale è davvero quanto poco si conosca delle conseguenze dell’inquinamento da plastica.

Alcuni studi per esempio suggeriscono che l’acqua in bottiglia contenga più microplastiche rispetto all’acqua del rubinetto, ma non ne è chiaro il motivo. Potrebbe essere dovuto a fonti contaminate, ma potrebbero anche essere i polimeri di plastica utilizzati per produrre le bottiglie e i tappi di bottiglia.

Maggiore impegno.

L’Organizzazione mondiale della sanità oggi chiede un’ulteriore valutazione delle microplastiche nell’ambiente e dei loro potenziali impatti sulla salute umana, a seguito della diffusione di un’analisi delle ricerche attuali relative alle microplastiche nell’acqua potabile. L’Organizzazione chiede inoltre una riduzione dell’inquinamento da plastica a beneficio dell’ambiente e dell’uomo.

Sono necessarie ulteriori ricerche per ottenere una valutazione più accurata degli effetti dell’esposizione alle microplastiche e dei loro potenziali impatti sulla salute. Questi includono lo sviluppo di metodi standard per misurare particelle di microplastica in acqua; ulteriori studi sulle fonti e sulla presenza di microplastiche in acqua dolce e sull’efficacia dei diversi processi di trattamento.

L’OMS raccomanda ai fornitori e ai regolatori di acqua potabile di dare la priorità alla rimozione di agenti patogeni e sostanze chimiche microbiche che sono noti rischi per la salute, come quelli che causano mortali malattie diarroiche. Ciò ha un doppio vantaggio: i sistemi di trattamento delle acque reflue e delle acque potabili che trattano il contenuto fecale e i prodotti chimici sono efficaci anche nella rimozione delle microplastiche.

Il trattamento delle acque reflue può rimuovere oltre il 90% delle microplastiche, con il massimo risultato derivante dal trattamento terziario come la filtrazione. Il trattamento convenzionale dell’acqua potabile può rimuovere particelle più piccole di un micrometro. Una parte significativa della popolazione mondiale attualmente non beneficia di un adeguato trattamento delle acque bianche e delle acque reflue. Affrontando il problema dell’esposizione umana all’acqua contaminata con le feci, le comunità possono affrontare contemporaneamente le preoccupazioni relative alle microplastiche.

Fonti.

https://www.bbc.com/news/health-49430038

https://www.who.int/news-room/detail/22-08-2019-who-calls-for-more-research-into-microplastics-and-a-crackdown-on-plastic-pollution