Fluoruro nell’acqua e danni all’intelligenza

di Luca Mario Nejrotti

In molti paesi si aggiungono piccole percentuali di fluoro nell’acqua potabile per favorire la salute dentale, non senza allarmismi e studi su possibili effetti avversi sull’intelligenza.

Una vecchia storia.

In tutto il Mondo si usa additivare le reti idriche destinate a uso pubblico con basse concentrazioni di fluoruro per rendere l’acqua più sicura e potabile. Si tratta della forma ionizzata del fluoro che, secondo diversi studi, permette da un lato la mineralizzazione dei tessuti e dall’altra la riduzione dell’incidenza di carie dentarie (vedi).

Periodicamente, però, ipotesi complottiste, ma anche tesi scientifiche sorgono a instillare il dubbio che tali concentrazioni di fluoruro abbiano un effetto negativo sullo sviluppo del quoziente intellettuale nei bambini.

Ultime dal Canada.

La fluorurazione dell’acqua viene fornita a circa il 66% dei residenti negli Stati Uniti, al 38% dei residenti canadesi e al 3% dei residenti europei. Nelle comunità fluorurate, il fluoro proveniente dall’acqua e le bevande prodotte con acqua di rubinetto costituisce dal 60% all’80% dell’apporto giornaliero di fluoro negli adolescenti e negli adulti.

Partendo da questi dati, è stato pubblicato uno studio da parte di una squadra di ricercatori canadesi, afferenti a diverse istituzioni universitarie (vedi) volto a cercare di capire se l’esposizione al fluoruro materno durante la gravidanza sia associato a variazioni del QI dei nascituri. Il fluoruro, infatti, attraversa la placenta e sembra in qualche modo accumularsi nelle aree del cervello destinate all’apprendimento e alla memoria.

I risultati in questo studio prospettico di coorte sembrano denotare che l’esposizione al fluoruro durante la gravidanza sia associata a punteggi di QI più bassi nei bambini di età compresa tra 3 e 4 anni, dal ché la necessità di ridurre l’assunzione di fluoro durante la gravidanza.

 

Forti critiche.

Lo studio ha però suscitato forti critiche nel mondo accademico, sia sulla modalità di raccolta dei dati, sia sulle loro successive gestione e interpretazione (vedi)

A questo proposito si è rimproverato ai ricercatori canadesi di non avere monitorato efficacemente l’effettiva assunzione di fluoruro nelle madri, e di avere inserito un paio di bambini con forte deficit cognitivo, che potrebbero aver influenzato le medie.

Anche le valutazioni interpretative sollevano dubbi: per esempio risulta molto sospetta la forte differenza di risultati tra maschi e femmine e nell’QI applicato o verbale.

Allo stato attuale della ricerca, quindi, nella migliore delle ipotesi si tratta di un’interessante teoria che necessita di ulteriori studi. Non si può tuttavia generalizzare da questi risultati o formulare raccomandazioni pubbliche.

La migliore conclusione attuale è che potrebbe esserci neurotossicità da fluoro a livelli nocivi di esposizione, molte volte ciò che è considerato sicuro, poi può avere aspetti pericolosi, ma attualmente nemmeno gli studi scientifici forniscono alcuna prova solida su cui concludere che l’acqua fluorizzata abbia una qualche conseguenza patologica sul sistema nervoso ai livelli d’uso normali.

 

Fonti.

https://scienze.fanpage.it/l-acqua-col-fluoro-riduce-davvero-l-intelligenza/

https://jamanetwork.com/journals/jamapediatrics/fullarticle/2748634

https://sciencebasedmedicine.org/maternal-fluoride-and-iq/