Donne e dolore

di Luca Mario Nejrotti

Nella propria vita le donne sono più abituate degli uomini a convivere con il dolore e questo le porta a reagire diversamente agli stimoli dolorosi.

Questione di abitudine.

Una recente intervista, pubblicata da National Public Radio, ha fatto il punto sull’argomento con Roger B. Fillingim, che studia le differenze nella percezione del dolore tra i due sessi da svariati anni. L’eperienza di Fillingim mostrerebbe come le donne possano essere più abili degli uomini nel discernere il dolore e nel parlarne.

Sottoponendo a stimoli dolorosi volontari di entrambi i sessi, i ricercatori hanno concluso che le differenze siano sostanziali e concrete: in media, le donne dichiarano più dolorosi gli stessi stimoli degli uomini.

Ora, culturalmente potrebbe essere che gli uomini siano meno disposti ad ammettere di avere dolore. Potrebbe anche essere che le donne abbiano imparato a gestire il dolore e siano più abituate a parlarne.

In realtà, la realtà è probabilmente più complessa e la biologia sta lavorando da molto tempo nel valutare le differenze oggettive tra gli organismi umani femminili e maschili, e la percezione degli stimoli è tra queste (vedi).

Biologia, neurologia, antropologia, sociologia.

Le differenze genetiche e fisiologiche di base, in combinazione con fattori ambientali, provocano differenze comportamentali e cognitive tra maschi e femmine. Le differenze sessuali nel cervello, il comportamento tipizzato dal sesso e l’identità di genere e le differenze sessuali nelle capacità cognitive dovrebbero essere studiate durante l’intero arco della vita.

Sicuramente, gli ormoni svolgono un ruolo chiave nel dimorfismo sessuale, comportamentale e cognitivo, ma sembra non siano i soli responsabili.

È necessario indirizzare la ricerca sulle variazioni naturali inter e intra sessuali nel comportamento, nella cognizione e nella percezione, con un’estesa ricerca delle differenze sessuali nell’organizzazione e nella funzione del cervello.

Per i ricercatori del dolore individuare come e perché uomini e donne rispondono in modo diverso al dolore è un primo passo importante verso la ricerca di trattamenti più efficaci contro il dolore stesso. È possibile che i medicinali possano essere personalizzati in base al sesso.

L’altra faccia della medaglia.

Lo studio delle differenze d’approccio clinico ai due sessi ha anche il compito di arginare problemi come la prevalenza delle donne nelle prescrizioni di oppiacei, che, come sappiamo, può condurre alla dipendenza.

La strada verso l’abuso di oppiacei per le donne spesso inizia con una prescrizione del medico. Uno dei motivi è che le donne hanno maggiori probabilità rispetto agli uomini di cercare aiuto per il dolore, poiché lo percepirebbero più intensamente e sarebbero più a proprio agio nell’ammetterlo.

Diventa così fondamentale comprendere i diversi meccanismi percettivi per poter applicare trattamenti adeguati.

Si tratta di un’area di studio inedita e affascinante che mischia biologia e paleoantropologia, in modi a volte disinvolti, e che richiede sicuramente un approccio multidisciplinare. In particolare, se da un lato occorre comprendere senza pregiudizi le differenze biologiche tra organismi maschili e femminili in modo da poterli curare con metodi sempre più efficaci e precisi, capire i meccanismi alla base di queste diversità aiuterà a comprendere l’essere umano nel suo insieme.

Fonti.

https://www.npr.org/sections/health-shots/2019/08/26/741926952/women-may-be-more-adept-than-men-at-discerning-pain?t=1567754704412

http://www.nationalacademies.org/hmd/~/media/Files/Report%20Files/2003/Exploring-the-Biological-Contributions-to-Human-Health-Does-Sex-Matter/DoesSexMatter8pager.pdf