Il rapporto tra terapia ormonale in menopausa e il rischio di cancro al seno in una meta-analisi pubblicata su Lancet

Il rapporto tra terapia ormonale in menopausa e il rischio di cancro al seno in una meta-analisi pubblicata su Lancet

di Maria Rosa De Marchi

Le evidenze scientifiche al momento disponibili, che analizzano l’associazione tra rischio di cancro al seno e diversi tipi di terapia ormonale in menopausa, non sono conclusive e forniscono informazioni parziali sugli effetti a lungo termine.

È questa la premessa con cui si apre il lavoro recentemente pubblicato su Lancet, a firma dei ricercatori del gruppo di lavoro internazionale “Hormonal Factors in Breast Cancer“. L’obiettivo dello studio è quello di raccogliere le evidenze epidemiologiche, sia pubblicate che non, sull’argomento ed esaminare con metodo scientifico gli studi clinici rilevanti.

Il disegno della meta-analisi e i criteri di selezione degli studi

La meta-analisi ha previsto la raccolta di dati provenienti da 58 studi clinici selezionati dal 1992 al 2018, che hanno incluso nelle valutazioni statistiche un totale di 424.972 donne in menopausa senza cancro al seno, utilizzate come controllo, e 143.887 donne in menopausa con cancro al seno invasivo.

Le pazienti incluse nella meta-analisi sono state classificate in base all’età all’inizio della terapia ormonale, alla durata della terapia, periodo di tempo dall’ultima somministrazione e tipo di terapia utilizzata.

Inoltre, i ricercatori hanno esaminato separatamente i dati provenienti da donne in terapia con soli estrogeni e da donne in terapia con estrogeni-progesterone, dal momento che è stato osservato che una volta iniziata la somministrazione di una o l’altra terapia poche pazienti effettuavano lo switch.

I risultati

La meta-analisi ha mostrato che il rischio di sviluppare cancro al seno era maggiore nelle utilizzatrici della terapia ormonale rispetto a coloro che non avevano mai utilizzato la terapia. Rispetto al tipo di terapia ormonale, i risultati hanno indicato che il rischio di sviluppare cancro al seno era maggiore con l’utilizzo della terapia ormonale estrogeni-progesterone rispetto alla terapia con soli estrogeni. Il rischio era maggiore per i 10 anni successivi all’interruzione della terapia ormonale e maggiore in relazione alla durata del trattamento.

Inoltre, è stato osservato negli studi prospettici (24 dei 58 totali utilizzati per la meta-analisi) che la terapia ormonale con soli estrogeni ha aumentato il rischio di cancro ER+.

I risultati della meta-analisi sono stati anche pubblicati in un articolo dal British Medical Journal, puntualizzando che i dati sono stati sottoposti al vaglio del National Institute for Health and Care Excellence (NICE) per stabilire se in base a questi sia necessario modificare le linee guida.

È possibile leggere la versione integrale dell’articolo cliccando su questo link.

La terapia ormonale in menopausa: l’evoluzione dell’impiego

Nei paesi occidentali, l’impiego della terapia ormonale in menopausa è iniziato negli anni ’70 per poi aumentare notevolmente fino agli anni ’90. La terapia ha avuto un brusco arresto all’inizio degli anni 2000 per poi stabilizzarsi negli anni successivi.

Circa 12 milioni di donne seguono attualmente una terapia ormonale in menopausa; di solito, la terapia viene iniziata con la comparsa della menopausa e può continuare per diversi anni. Circa il 3% delle donne tra i 50 e i 60 anni riceve la diagnosi di cancro al seno: nell’età considerata, questo è uno dei principali problemi clinici dei paesi occidentali.