Donne e chirurgia

di Luca Mario Nejrotti

La chirurgia è considerata, negli Stati Uniti ma non solo, un ambito ancora prettamente maschile e poco aperto alle donne; una recente ricerca mostra lo stato dell’arte definendo le principali barriere e proponendo alcune soluzioni.

Non è una chirurgia per donne.

La chirurgia accademica è stata a lungo considerata tra gli ambienti di carriera più difficili per le donne, e vi è una crescente urgenza di affrontare l’equità sessuale e creare ambienti più inclusivi. L’articolo (vedi), attraverso interviste approfondite con 26 chirurghi donne per quasi 2 decenni di esperienza in un singolo dipartimento accademico, descrive le complesse questioni che devono essere comprese e affrontate, nell’ambito della cultura organizzativa, delle politiche istituzionali e delle interazioni relazionali.

Le donne rappresentano solo il 19% dei professori di ruolo, il 12% delle cattedre di dipartimento e l’11% dei presidi delle scuole di medicina negli Stati Uniti. Un’analisi di tutti i membri della facoltà di medicina dell’Università del Michigan dal 2005 al 2015 ha rivelato che le donne avevano significativamente meno probabilità avanzare a professore associato.

In un sondaggio condotto su donne di tutti i dipartimenti della istituzione statunitense, le intervistate hanno riferito una minore soddisfazione professionale rispetto agli uomini, meno probabilità di ricoprire cariche di ruolo o incarichi a pieno titolo ed era più probabile che scegliessero una posizione non di ruolo a causa di preoccupazioni per quanto riguarda l’equilibrio tra vita professionale e vita privata.

Le ineguaglianze persistenti rimangono un problema considerevole e inibiscono il progresso professionale delle chirurghe. Identificare i fattori che promulgano le discriminazioni sessuali può fornire un quadro per la crescita istituzionale e il progresso personale delle donne.

Il Dipartimento di Chirurgia della Facoltà di Medicina del Michigan sta attivamente implementando strategie per respingere le discriminazioni sessuali degli anni passati e per favorire l’avanzamento professionale delle chirurghe.

Lo studio.

L’obiettivo della ricerca era quello di identificare gli ostacoli e i facilitatori al successo a livello individuale e organizzativo per sviluppare interventi basati sull’evidenza, progettati per colmare il divario sessuale in chirurgia.

Lo studio ha incluso 26 partecipanti donne in quel momento o in precedenza già membri della facoltà di chirurgia dell’Università del Michigan, tra il 2000 e il 2017.

Sono state condotte interviste telefoniche semistrutturate, di circa un’ora, registrate e trascritte per l’analisi.

Le 26 partecipanti a questo studio erano di età compresa tra 32 e 64 anni, con un’esperienza di facoltà variabile da 3 a 22 anni. I ricercatori hanno identificato tre temi principali: i partecipanti hanno riferito che la cultura organizzativa e le politiche istituzionali influenzano le opportunità di avanzamento; le interazioni relazionali con la leadership, i tutor, i colleghi e il personale influenzano la promozione professionale sia in positivo sia in negativo; e che le caratteristiche individuali mediano la percezione del successo professionale e personale.

Questione di sistema.

Uno degli aspetti importanti della ricerca riguarda la comprensione del fatto che la promozione della parità di genere nella chirurgia accademica passa attraverso l’eliminazione dei pregiudizi e l’evoluzione dell’intero sistema di cura e di tutti i professionisti coinvolti (vedi): infermieri, assistenti medici, personale di ricerca, altri clinici e personale di supporto.

Anche le politiche di supporto individuale che esistono all’interno delle strutture statunitensi per i singoli professionisti devono imparare a tenere conto di parametri come l’appartenenza a un genere o a una razza discriminati nel proporre strategie di sostegno ai singoli.

Studi qualitativi come quelli dell’Università del Michigan sono estremamente utili per pianificare soluzioni efficaci contro la discriminazione.

Fonti.

https://jamanetwork.com/journals/jamanetworkopen/fullarticle/2749264

https://jamanetwork.com/journals/jamanetworkopen/fullarticle/2749261