Infortuni sul lavoro e malattie professionali: pubblicati i nuovi dati INAIL

di Luca Mario Nejrotti

Infortuni e malattie professionali: sono ora online gli open data raccolti dall’INAIL nei primi sette mesi del 2019.

Open data.

L’INAIL mette periodicamente a disposizione open data, cioè informazioni grezze, liberamente accessibili e utilizzabili, on line (vedi).

Leggiamo sul sito che: “L’Inail nella logica dell’open data (Direttiva 2003/98/CE del 17 novembre 2003 recepita dall’ordinamento italiano con il Decreto Legislativo 24 gennaio 2006 n. 36; Codice dell’Amministrazione Digitale – Decreto Legislativo 7 marzo 2005 n. 82) rende pubblici:

  1. dataset statistici con dati elementari: sono dati relativi al singolo caso di infortunio e di malattia professionale, corredati da metadati, vocabolario e thesaurus, “modello di lettura” (definito su una struttura di tabelle);
  2. dataset statistici con dati aggregati: propongono, su temi particolari, dati statistici aggregati ma manipolabili;
  3. dataset gestionali: riportano informazioni sulle sedi dell’INAIL e sui Centri Operativi Regionali.”

È comunque importante notare che i dati in possesso dell’Istituto sono relativi solo alla popolazione degli assicurati INAIL, quindi sono esclusi i liberi professionisti, ma non vi rientrano, per esempio, nemmeno gli agenti di commercio, i giornalisti, il personale di volo, i Vigili del Fuoco, il personale delle Forze di Polizia e delle Forze armate.

Lavorare fa male?

Basta una piccola ricerca delle notizie su Google a proposito degli infortuni sul lavoro per rendersi conto di quanto sia tragicamente attuale il problema.

Anche i dati forniti dall’INAIL (vedi) denunciano una situazione insostenibile: gli infortuni dichiarati all’Inail entro lo scorso mese di luglio sono stati 378.671, solo 62 in meno rispetto alle 378.733 dei primi sette mesi del 2018 (-0,02%).

Aumentano i casi di infortuni durate il tragitto di andata e ritorno tra l’abitazione e il luogo di lavoro.

A luglio 2019 il numero degli infortuni denunciati è leggermente diminuito nel settore Industria e servizi, ma è aumentato dell’1,1% in Agricoltura e nel Conto Stato.

A voler discernere sulla base del sesso si nota che il lieve calo riguarda solo il comparto maschile, mentre quello femminile ha registrato un aumento dello 0,4%.

Aumentano anche le denunce di lavoratori extracomunitari, sono inoltre incrementati gli infortuni dei lavoratori più giovani e di quelli più anziani.

Morire di lavoro.

Purtroppo, aumentano anche le morti sul lavoro: le denunce di infortunio sul lavoro con esito mortale sono state 599, 12 in più rispetto ai primi sette mesi del 2018 (+2,0%). Qui la tendenza s’inverte: aumentano i decessi sul posto di lavoro e diminuiscono quelli durante i trasferimenti, mentre anche in questo caso è il settore Agricoltura ha registrare un aumento di 22 denunce (da 56 a 78).

Nel caso dei decessi, l’incremento riguarda esclusivamente la popolazione di lavoratori maschile e i lavoratori non Italiani.

Differenze regionali.

Gli infortuni diminuiscono in generale al Nord e al Sud, per aumentare invece al Centro e nelle Isole.

Lo stesso modello si può registrare per le malattie professionali.

Per quanto riguarda, però gli incidenti mortali, anche il Sud ha registrato un incremento nel 2019.

Ammalarsi per lavoro.
Aumenta, purtroppo, anche il comparto delle denunce di malattia professionale: 38.501, vale a dire mille in più rispetto allo stesso periodo del 2018 (+2,7%).

In questo settore si registra un incremento esclusivo per l’Industria e servizi: da 29.396 a 30.648 (+4,3%).
Le patologie del sistema osteo-muscolare e del tessuto connettivo (22.794 casi), del sistema nervoso (3.972, con una prevalenza della sindrome del tunnel carpale) e dell’orecchio (2.596) continuano a rappresentare le prime tre malattie professionali denunciate, seguite da quelle del sistema respiratorio (1.627) e dai tumori (1.440).
Oltre 250 le denunce di malattie di origine professionale legate ai disturbi psichici e comportamentali e di quelle della cute e del tessuto sottocutaneo, mentre i casi di patologie del sistema circolatorio sono 152.

Si tratta di dati da bollettino di guerra, pur non includendo gran parte dei lavoratori, vale a dire l’insieme degli atipici, degli irregolari, dei liberi professionisti.

La relazione INAIL denuncia, a fronte di timidi miglioramenti non organici, una generale arretratezza del Paese in termini di sicurezza sul lavoro.

Fonti.

https://www.inail.it/cs/internet/comunicazione/sala-stampa/comunicati-stampa/com-stampa-open-data-luglio-2019.html

https://dati.inail.it/opendata/default/Qualidati/index.html