Obiettivi di sviluppo sostenibile: siamo molto lontani dall’eliminare la povertà entro il 2030

di Luca Mario Nejrotti

La Fondazione Gates afferma che il mondo non è sulla buona strada per raggiungere l’Obiettivo di sviluppo sostenibile di porre fine alla povertà entro il 2030.

Obiettivi di sviluppo sostenibile (SDGs).

Nel settembre 2015, più di 150 leader internazionali si sono incontrati alle Nazioni Unite per contribuire allo sviluppo globale, promuovere il benessere umano e proteggere l’ambiente, approvando l’Agenda 2030 per uno sviluppo sostenibile (vedi e vedi), i cui elementi essenziali sono i 17 obiettivi di sviluppo sostenibile (OSS/SDGs, Sustainable Development Goals) corredati di ben 169 sotto-obiettivi, i quali mirano a porre fine alla povertà, a lottare contro le diseguaglianze e puntano a uno sviluppo sociale ed economico sostenibili.

Inoltre, comprendono aspetti quali l’affrontare i cambiamenti climatici e costruire società pacifiche con istituzioni autorevoli e stabili entro l’anno 2030.

L’agenda.

Il problema con le agende è che spesso ci si risolve all’ultimo a fare le cose e, secondo la Gates Foundation, sembra che si dia il caso anche con gli Obiettivi di Sviluppo Sostenibile (vedi).

In particolare, per quanto riguarda la povertà: in quattro anni, è chiaro che il mondo non è affatto sulla buona strada e milioni di i bambini devono e dovranno ancora affrontare una vita di disuguaglianza a causa di fattori come luogo di nascita, genere, razza, nei paesi sia a basso sia ad alto reddito. La diseguaglianza non è un problema circoscritto.

Questa è la conclusione di un nuovo rapporto della Gates Foundation – la sua ultima scorecard annuale dei progressi verso gli SDGs.

I decisori e gli analisti, comunque, ostentano ottimismo: negli ultimi 30 anni i miglioramenti ci sono stati, anche di livello straordinario, e si tratta solo di cambiare passo.

Rallentamenti.

Il problema è che i progressi sono in gran parte rallentati: secondo gli analisti ci sono gruppi più refrattari al cambiamento. Però, in tutto il mondo, la percentuale che hanno solo $ 1,90 al giorno o meno con cui vivere – è scesa dal 36% nel 1990 all’8% nel 2018.

Secondo le proiezioni attuali, entro il 2030, il 7% delle persone rimarrà in questa condizione, invece dello 0% proposto. Resta da capire che fine faranno quelle persone che vivono con 2 dollari al giorno…

Anche per la mortalità neonatale si assiste a un rallentamento: se tra il 1990 e il 2018 è stata tagliata quasi della metà, da 238 morti a 139 morti ogni 100.000 nati vivi. Tuttavia, entro il 2030, si prevede che la mortalità materna scenderà a 126 morti per 100.000 – molto lontano dall’obiettivo SDG di 70 morti per 100.000.

S’intende che il problema è più accentuato nelle zone più povere del pianeta: il rapporto Gates rileva che un bambino nato in Ciad ha quasi 55 volte più probabilità di morire prima dei 5 anni rispetto a uno nato in Finlandia.

Analisi di dettaglio.

Per la prima volta, però, le analisi arrivano a includere dati a livello intrastatale: nel distretto con le migliori prestazioni della Nigeria, la persona media ha più di 12 anni di istruzione , rispetto ai cinque anni di istruzione nel distretto con le peggiori prestazioni. Allo stesso modo, in un distretto dell’India, il tasso di mortalità tra i bambini di età inferiore ai 5 anni è solo dell’1% rispetto a oltre l’8% in un altro.

Tuttavia, nei paesi a basso e medio reddito, quasi due terzi dei bambini vivono in distretti che non raggiungeranno l’obiettivo SDG per la mortalità infantile entro il 2030 e un terzo dei bambini vive in distretti che non raggiungeranno l’obiettivo entro 2050.

Suggerimenti operativi.

Se la prima versione dell’agenda è stata dettata da un certo ottimismo che confidava in investimenti privati mirati nei paesi a basso reddito a sostegno del conseguimento degli Obiettivi condivisi, ora si pensa di concentrarsi su alcuni punti base, che faciliteranno il conseguimento degli altri. Per esempio, la mancanza di accesso all’assistenza sanitaria di base, gli atteggiamenti discriminatori nei confronti di ragazze e donne che bloccano la loro capacità di ottenere un’istruzione e un lavoro, i cambiamenti climatici che si stanno dimostrando dirompenti per gli agricoltori nei paesi poveri.

A volte potrà essere necessario rinunciare all’innovazione, per garantire un accesso più universale ai diritti.

Fonti.

https://www.npr.org/sections/goatsandsoda/2019/09/17/761548939/gates-foundation-says-world-not-on-track-to-meet-goal-of-ending-poverty-by-2030?t=1569567492417

https://www.unric.org/it/agenda-2030

https://www.unric.org/it/images/Agenda_2030_ITA.pdf