Ebola

Esplosione nel laboratorio russo del vaiolo: è subito panico su internet

di Luca Mario Nejrotti

L’esplosione in un centro di ricerca russo che studia, tra l’altro, il vaiolo ha mandato Internet e i social media nel panico.

L’apocalisse ai tempi dei Social media.

L’incidente nella struttura di ricerca biologica ha fatto da apertura a troppi film apocalittici per non stuzzicare l’immaginario collettivo, peccato che il vaiolo non sia una malattia particolarmente esotica o fantascientifica, ma dobbiamo accontentarci. Non è un caso che alcune agenzie abbiano comunque citato il ben più famoso ed evocativo Ebola (vedi).

Il 16 settembre, in ogni modo, si è verificata un’esplosione di gas a Vector, il Centro di ricerca statale di virologia e biotecnologie nella città scientifica di Koltsovo, a circa 20 km da Novosibirsk, la terza città più popolosa della Russia.

Il centro di ricerca è uno dei due soli al mondo in cui sia consentito conservare i virus Variola. L’altro laboratorio è una struttura dei Centers for Disease Control and Prevention (CDC) ad Atlanta.

Le agenzie.

Le agenzie sono generalmente poco emotive: secondo l’agenzia di stampa russa indipendente Interfax, l’esplosione di gas ha provocato un incendio al quinto piano di un edificio. Il conseguente incendio ha solo bruciato un’area di circa 30 metri quadrati e ferito una persona, che è stata ricoverata in ospedale.

Non si tratterebbe di laboratori, ma di un’area sanitaria e di disinfezione in fase di ristrutturazione. Il sindaco di Koltsovo, Nikolai Krasnikov, ha dichiarato a Interfax che la posizione dell’incendio non era in uso attivo e che non erano presenti materiali a rischio biologico. In ogni caso è in corso un’indagine federale per determinare se vi sia stata una violazione dei requisiti di sicurezza sul lavoro che possa aver portato all’incidente (vedi).

Il panico.

La diffusione della notizia in Occidente ha puntato tutto sull’emotività: titoli roboanti e traduzioni superficiali hanno contribuito a diffondere paure immotivate e, ovviamente, si è cominciato a parlare di armi biologiche…

Certo il vaiolo fa paura e una misteriosa esplosione in un sito di test di armi russo proprio il mese scorso ha contribuito a creare confusione.

A ciò si aggiunga la reputazione storica di Vector come istituzione governativa di ricerca di armi biologiche segrete, fondata nel 1974; e il fatto che ospita anche Ebola, influenza aviaria, antrace e molti altri microorganismi nocivi, oltre a sostanze tossiche.

Tuttavia, l’Organizzazione mondiale della sanità (OMS) ha consentito agli scienziati di Vector di custodire il vaiolo perché in realtà hanno una struttura di livello 4 di biosicurezza (che è il più alto livello). La collaborazione con l’OMS comporta anche complessi protocolli di sicurezza e ispezioni semestrali.

Quindi, sebbene possa sembrare preoccupante, è altamente improbabile che questo evento sia stato così disastroso come invece diffondono alcuni social, più attenti ai click che alla realtà dei fatti. Quello che si sa è che c’è stata un’esplosione di gas relativamente piccola e un incendio localizzato che è stato rapidamente spento. E che i virus hanno difficoltà a diffondersi durante un incendio.

Il rischio per l’informazione.

Come abbiamo più volte sottolineato, il rischio legato alla divulgazione di notizie iperboliche o del tutto false, è quello di diffondere il panico, sicuramente, ma anche di desensibilizzare lo spirito critico, purtroppo sempre più raro nella social utenza. Questa desensibilizzazione è rischiosa e potrebbe far sì che, in caso di reale Apocalisse, si resti tutti chiusi in casa a commentare sui social, invece di tentare di metterci in salvo.

Fonti.

https://www.theguardian.com/world/2019/sep/17/blast-sparks-fire-at-russian-laboratory-housing-smallpox-virus

https://www.sciencealert.com/explosion-at-russian-lab-that-houses-smallpox-sends-internet-into-panic