Progressi nello studio dell’uso delle staminali nelle terapie oncologiche

di Luca Mario Nejrotti

I primi studi su modelli cellulari di topo sono incoraggianti: una nuova terapia staminale, con un rilascio singolo potrebbe combattere molte forme di cancro.

Primi stadi della ricerca.

Utilizzando modelli cellulari di topo, i ricercatori dell’Università della California di Los Angeles hanno sviluppato una terapia sperimentale che aumenta la quantità di un tipo di cellule immunitarie che sembra in grado di combattere diverse forme di cancro (vedi).

Si tratta delle cellule T Natural killer (iNKT) e sono una potente cellula immunitaria in grado di combattere molti “intrusi” diversi, tra cui le cellule tumorali, che riescono a riconoscere “naturalmente”, da cui il nome. Lo sviluppo della terapia per il cancro con linfociti T killer ingegnerizzati da cellule staminali sta dando importanti risultati sui modelli basati sui roditori, ma se questi dati fossero confermati per l’uomo ci troveremmo di fronte a una svolta epocale nelle terapie oncologiche.

Potenziare le difese.

Il corpo umano contiene relativamente poche di queste cellule, e ciò limita quanto possono contribuire a sopprimere la crescita tumorale. Tuttavia, la loro potenza le rende candidate ideali per un’immunoterapia antitumorale innovativa (vedi).

Si è infatti osservato che le persone dotate naturalmente di un maggior numero di cellule T killer, in caso di cancro hanno anche un’aspettativa di vita più lunga.

Attraverso i loro recenti esperimenti, i ricercatori hanno voluto creare una forma di terapia che stimolasse il corpo a produrre più cellule iNKT su base permanente.

Uno degli aspetti più significativi prospettati dalla ricerca è il fatto che potrebbe bastare un solo trattamento per introdurre un numero sufficiente di T killer, bastevole per eradicare diversi tipi di cancro dall’organismo.

Cellule ingegnerizzate.

Il processo studiato dai ricercatori californiani prevede di ingegnerizzare geneticamente una tipologia di cellule staminali – le cellule staminali ematopoietiche dal midollo osseo – per far sì che sviluppino cellule iNKT. In seguito, hanno trasferito sia il midollo sia i tumori umani nelle cavie da laboratorio. Tra le patologie trattate vi era il mieloma multiplo e il melanoma, quindi tumori del sangue e solidi.

Il midollo ingegnerizzato è stato in grado di produrre cellule iNKT e ha continuato a produrle alla bisogna. Le cellule killer si sono rivelate estremamente efficaci nel bloccare la crescita dei tumori.

Il trapianto di cellule staminali nel midollo osseo è una procedura già adoperata e sembra poter essere tenuta sotto controllo la produzione delle nuove cellule senza effetti collaterali.

Sebbene questo trattamento sia, finora, solo a livello di ricerca preclinica, e non è chiaro se questo stesso processo sarebbe altrettanto efficace nell’uomo, gli investigatori dell’UCLA ritengono che la premessa sia molto promettente.

 

Fonti.

https://www.medicalnewstoday.com/articles/326461.php

https://www.sciencedirect.com/science/article/abs/pii/S193459091930339X?via=ihub