Quali sono le voci più influenti nell’indirizzare l’opinione pubblica sulla politica sanitaria?

di Luca Mario Nejrotti

Un recente studio su BMJ valuta quali possano essere le voci più influenti per l’opinione pubblica in tema di politica sanitaria.

 L’altra faccia della democrazia.

Se si accetta la democrazia come miglior sistema di governo, bisogna fare i conti con la facilità con cui l’opinione delle masse può essere manipolata per interessi che non necessariamente hanno a che fare con il bene comune.

Diventa quindi fondamentale promuovere la consapevolezza di come questi sistemi di manipolazione funzionino e possano essere contrastati o, meglio ancora, vinti.

Nel Regno Unito l’industria ha indebitamente influenzato la regolamentazione della pubblicità televisiva (vedi).

Un’indagine pubblicata su BMJ Open (vedi) mostra come l’industria abbia influenzato le norme per la pubblicità televisiva di alimenti non sani ai bambini, allo scopo di indebolire la legislazione in questo settore. Il sistema anglosassone prevede un garante per le trasmissioni televisive che ha il compito di proteggere gli interessi commerciali, fondamentali nella culla del liberismo; i ricercatori, però, fanno notare come questo non dovrebbe condurre a un problema di salute pubblica.

 

Problemi d’influenza.

I ricercatori hanno analizzato un aspetto del processo decisionale: la consultazione pubblica sulle proposte politiche da parte di un ente nazionale di regolamentazione, con l’obiettivo di comprendere come lo sviluppo delle politiche di salute pubblica sia influenzato dai diversi stakeholder.

Le conclusioni dei ricercatori si basano sulla revisione del processo che nel 2009 portò alla regolamentazione delle pubblicità dei cibi per bambini. La consultazione che precedette la pubblicazione del regolamento ricevette 1136 risposte, 139 delle quali provenienti da inserzionisti, emittenti, produttori alimentari, rivenditori e rappresentanti del settore, politici e medici o operatori sanitari.

Queste 139 risposte dei principali gruppi di stakeholder sono state analizzate per determinare in che modo hanno influenzato le proposte iniziali del garante in merito alle restrizioni pubblicitarie. Le priorità del regolatore sono state messe in discussione durante il processo di consultazione dalle parti interessate della sanità pubblica. Le restrizioni applicate alla fine sono state meno rigide in molti modi rispetto a quelle inizialmente proposte. Questi cambiamenti sembravano essere influenzati maggiormente dalle parti interessate commerciali, piuttosto che da quelle legate alla salute pubblica.

Questione di equilibrio.

L’elaborazione delle politiche di sanità pubblica sembra essere considerata come un equilibrio tra interessi commerciali e bene comune. Si possono usare tattiche come la messa in dubbio e la rimodulazione di prove scientifiche. In questo esempio, analizzando lo sviluppo della politica che regola la pubblicità dei prodotti televisivi per i bambini, le considerazioni commerciali sembrano aver portato a un’attenuazione delle proposte normative iniziali, con pacchetti che non includono le misure che i difensori della salute pubblica ritengono più efficaci. Ciò sembra aver compromesso la efficacia degli aspetti di salute pubblica nei regolamenti applicati alla fine.

Per esempio, le proposte originali si applicavano a tutti gli alimenti, solo ai canali per bambini, considerandoli tali dai 4 ai 9 anni. La maggior parte delle 139 risposte ha affermato che le restrizioni avrebbero dovuto applicarsi agli alimenti ricchi di grassi, zucchero e sale, piuttosto che essere generalizzati. Medici, operatori e attivisti della sanità pubblica sostennero che la definizione legale e medica di un bambino nel Regno Unito riguarda chiunque abbia meno di 16 anni e che gli adolescenti erano ugualmente sensibili alle tattiche di marketing, per quanto più esperti dei media. Inoltre, gli intervistati sostennero che le restrizioni non dovessero essere applicate solo ai canali per bambini. Questo perché i bambini guarderebbero anche la TV per adulti. Venne quindi raccomandato un divieto assoluto su tutta la pubblicità degli alimenti non sani prima dell’orario spartiacque delle 21:00.

Le emittenti e gli inserzionisti temettero che ciò avrebbe influito in modo sproporzionato sulle entrate pubblicitarie, con benefici marginali per la salute pubblica.

I medici e gli attivisti della sanità pubblica affermarono che le restrizioni avrebbero dovuto essere imposte il più presto possibile. Tuttavia, i canali dei bambini richiesero un periodo di transizione per ridurre le perdite economiche. Il Garante concordò.  I ricercatori pensano che pur essendo state fatte concessioni per quanto riguarda la salute pubblica “alla fine, gli argomenti del settore commerciale sembravano essere maggiormente influenti”.

L’impatto commerciale della regolamentazione della pubblicità aveva il massimo peso, anche quando lo scopo del regolamento era proteggere la salute dei bambini.

In definitiva i risultati della ricerca su BMJ sono applicabili a tutti i campi in cui il bene comune si scontra con le esigenze del neoliberismo: quando gli organi controllori sono influenzati da parametri economici non vi si può più fare affidamento.

Photo by mana5280 on Unsplash

Fonti.

https://bmjopen.bmj.com/content/bmjopen/suppl/2019/09/23/bmjopen-2018-028221.DC1/Press_Release.pdf

https://bmjopen.bmj.com/content/9/8/e028221