Report GIMBE: 12 miliardi di spesa socio-sanitaria sulle famiglie

Lo scorso 9 ottobre, durante il Congresso nazionale della FIMMG (Federazione Italiana Medici di Medicina Generale), la Fondazione GIMBE ha presentato un report che analizza la spesa sociale di interesse sanitario. Il report fa riferimento ai dati raccolti nel 2017 e indica che in quell’anno tale spesa ha sfiorato i 42 miliardi di euro.

Il report

La presentazione ha avuto luogo durante il 76° Congresso Nazionale FIMMG-METIS, nella sessione “Tendenze demografiche e nuove povertà”. Il report  parte dalla considerazione che le attuali modalità di finanziamento, organizzazione, erogazione e monitoraggio dell’assistenza socio-sanitaria siano inadeguate e che per la gestione di invecchiamento, cronicità e multimorbidità sia indispensabile gettare presto le basi per un nuovo servizio socio-sanitario nazionale.

Come ha sottolineato Cartabellotta nel suo intervento al Congresso FIMMG, la spesa sociale di interesse sanitario è in gran parte riconducibile all’ambito della long-term care (LTC), cioè le prestazioni sanitarie erogate a persone non autosufficienti che necessitano di assistenza continuativa, che sia per senescenza, malattia cronica o limitazione mentale. In Italia sono incluse tra queste prestazioni l’assistenza territoriale ad anziani e disabili ma anche l’assistenza psichiatrica, quella per alcolisti e tossicodipendenti, l’assistenza ospedaliera per lungodegenti, e una quota dell’assistenza integrativa, protesica e farmaceutica. Secondo i conti ISTAT questa spesa nel 2017 ammontava a 15.511 milioni di euro così ripartiti: € 11.757 milioni (75,8%) di spesa pubblica (principalmente erogata dall’INPS), € 3.618 milioni (23,3%) a carico delle famiglie e € 136 milioni (0,9%) di spesa intermediata, cioè quella coperta da enti no profit o compagnie di assicurazione in vece dei pazienti.

Figura 1. Il finanziamento pubblico dell’assistenza socio-sanitaria. Fonte: 14° Rapporto Sanità. C.R.E.A. Sanità. Roma, 14 dicembre 2018, rif. Report GIMBE ottobre 2019

Le difficoltà nella raccolta dei dati

“Se formalmente” ha dichiarato il presidente della Fondazione GIMBE “i livelli essenziali di assistenza dovrebbero essere integralmente coperti dalla spesa pubblica, tutte le forme di assistenza socio-sanitaria (domiciliare, territoriale, residenziale e semiresidenziale) vengono finanziate prevalentemente dalla spesa sociale di interesse sanitario. In altre parole, i servizi assistenziali destinati alla LTC escono dal perimetro della spesa sanitaria, sfuggendo a tutte le analisi che non considerano la spesa sociale di interesse sanitario”. Inoltre, ha sottolineato Cartabellotta, “la spesa sociale per la LTC è quasi interamente rappresentata da erogazioni in denaro senza vincolo di destinazione, né sottoposte ad alcuna verifica. Di conseguenza, sfuggendo a qualsiasi meccanismo di governance pubblica, è impossibile stimare il ritorno in termini di salute di questi investimenti pubblici. D’altro canto, senza considerare il sommerso, l’impatto complessivo della LTC sulle famiglie supera i € 12,2 miliardi di euro”.

Stilare il report ha presentato alcune difficoltà, sia per la presenza di un sommerso impossibile da quantificare con precisione che per la mancanza di dati recenti in alcuni degli ambiti indagati dal report: ad esempio, non è stato possibile reperire dati sui fondi regionali per la non autosufficienza poiché mancano ricognizioni recenti effettuate da enti pubblici e privati, ma anche perché tali fondi regionali non sono strutturali e quindi non vengono erogati con continuità. Variabili sono anche,  si legge nel report, alcuni livelli di accuratezza, il rischio di sovrapposizione di importi provenienti da fonti differenti e alcuni valori basati su stime.

Le conclusioni

Ciò che invece emerge con chiarezza dal report è, come sottolineava Cartabellotta, che la maggior parte della spesa sociale per la LTC è rappresentata da erogazioni in denaro senza vincolo di destinazione, né sottoposte a verifica oggettiva, che sfuggono a qualsiasi meccanismo di governance pubblica.  (mi sembra che tu lo abbia già scritto sopra)Di conseguenza, contrariamente alla spesa sanitaria, come si legge nelle conclusioni dell’indagine, per la spesa sociale risulta impossibile stimare il ritorno in termini di salute delle risorse investite.

Dal report emerge quindi chiaramente la necessità di ripensare e riorganizzare l’assistenza sociale nell’erogazione dell’assistenza sanitaria, per migliorare gli esiti di salute sui pazienti e adeguare il Sistema Sanitario Nazionale all’evoluzione delle necessità della popolazione, in cui le prestazioni sanitarie di long-term care sono e saranno in aumento costante.