Gli adolescenti per l’Istituto Superiore di Sanità

di Luca Mario Nejrotti

L’Istituto Superiore di Sanità fotografa i comportamenti degli adolescenti italiani nell’ambito del programma di monitoraggio dei ragazzi in età scolare.

Un monitoraggio dei ragazzi italiani.

L’indagine si è svolta nel 2018 da parte del Sistema di Sorveglianza HBSC Italia (Health Behaviour in School-aged Children – Comportamenti collegati alla salute dei ragazzi in età scolare), promosso dal Ministero della Salute/CCM (Centro per il Controllo e la prevenzione delle Malattie), coordinato dall’Istituto Superiore di Sanità insieme alle Università di Torino, Padova e Siena e svolto in collaborazione con il Ministero dell’Istruzione dell’Università e della Ricerca, le Regioni e le Aziende Sanitarie Locali (vedi).

La ricognizione (vedi) riguarda 58.976 ragazzi di 11, 13 e 15 anni che hanno risposto al questionario della sorveglianza. Il quadro è stato presentato durante il convegno “La salute degli adolescenti: i dati della sorveglianza Hbsc Italia 2018” (Roma, 1° ottobre 2019).

Luci e ombre.

Gli adolescenti italiani hanno un’alta percezione della propria qualità di vita; in realtà, però, le loro abitudini non sono poi così corrette. Dal 20 al 30% degli studenti tra 11 e 15 anni, infatti, non fa la prima colazione nei giorni di scuola, solo un terzo dei ragazzi consuma frutta e verdura almeno una volta al giorno e meno del 10% svolge almeno un’ora quotidiana di attività motoria, come raccomandato dall’Oms, mentre un quarto di loro supera le due ore al giorno (il massimo raccomandato) davanti a uno schermo.

L’indagine mostra inoltre che aumentano i fenomeni estremi quali il binge drinking e la preferenza, soprattutto tra le ragazze, di trascorrere tempo online con gli amici piuttosto che incontrarsi di persona.

D’altra parte, l’Italia risulta essere tra i paesi meno interessati dal fenomeno del bullismo. Gli studenti, in generale, si sentono supportati da amici e compagni di classe e hanno un buon rapporto con gli insegnanti.

Alimentazione.

Andando nel dettaglio, sulla base di quanto auto-dichiarato dagli intervistati, il 16,6% dei ragazzi tra 11 e 15 anni è in sovrappeso e il 3,2% obeso; l’eccesso ponderale diminuisce lievemente con l’età, è maggiore nei maschi e nelle Regioni del Sud. Rispetto alla precedente rilevazione effettuata nel 2014 tali valori sono tendenzialmente stabili.

Tra i comportamenti alimentari scorretti vi è l’abitudine frequente a non consumare la colazione nei giorni di scuola, con prevalenze che vanno dal 20,7% a 11 anni, al 26,4% a 13 anni e al 30,6% a 15 anni; tale percentuale è maggiore nelle ragazze in tutte le fasce d’età considerate. Questa abitudine, rispetto al 2014, ha subìto un lieve peggioramento.

Solo il 33% dei ragazzi consuma frutta e verdura almeno una volta al giorno (un valore lontano dalle raccomandazioni) con valori migliori nelle ragazze. Rispetto al 2014 aumenta il consumo, almeno una volta al giorno, di verdura, ma diminuisce quello di frutta in tutte le fasce d’età e per entrambi i generi. Pane, pasta e riso sono gli alimenti più consumati in assoluto.

Le bibite zuccherate/gassate sono consumate maggiormente dagli undicenni e dai maschi (le consumano almeno una volta al giorno: il 14,3% degli undicenni; il 13,7% dei tredicenni; il 12,6% dei quindicenni). Il trend è però in discesa, già dal 2014, per tutte le fasce d’età e senza differenza di genere.

Attività fisica e sedentarietà.

Se le raccomandazioni dell’OMS prescriverebbero almeno 60 minuti di attività motoria moderata-intensa tutti i giorni per i giovani (5-17 anni) includendo il gioco, lo sport, i trasporti, la ricreazione e l’educazione fisica praticate nel contesto delle attività familiari, di scuola e comunità, esse sono state rispettate solo dal 9,5% dei ragazzi, con una diminuzione parallela alla crescita (11 anni: 11,9%; 13 anni: 6,5%; 15 anni: 6,8%). L’attività fisica è maggiore nei maschi, ma risulta in generale in diminuzione rispetto al 2014.

Dall’altro lato, le linee guida internazionali raccomandano di non superare due ore al giorno in attività dedicate a guardare uno schermo (videogiochi/computer/internet). Dai dati 2018 si evince che circa un quarto dei ragazzi supera questo limite, con un andamento simile per entrambi i generi e valori in aumento dopo gli 11 anni. Rispetto al 2014 non si riscontra un cambiamento sostanziale.

Fumo, alcol, cannabis e gioco d’azzardo

La quota totale di non fumatori nei 30 giorni precedenti l’intervista si mantiene stabile: 89% nel 2018 rispetto al 88% del 2014.

Fumano di più le 15enni rispetto ai coetanei maschi; infatti il 32% delle ragazze rispetto al 25% dei ragazzi ha fumato almeno una volta.

Il 16% dei 15enni italiani (e il 12% delle 15enni) ha fatto uso di cannabis nel corso dei 30 giorni precedenti l’intervista.

Aumentano i fenomeni estremi legati al consumo di alcolici tra i giovani. Nel corso del 2018, il 43% dei 15enni (38% nel 2014) e il 37% delle 15enni (30% nel 2014) ha fatto ricorso al binge drinking (assunzione di 5 o più bicchieri di bevande alcoliche, in un’unica occasione).

Più di 4 studenti su 10 hanno avuto qualche esperienza di gioco d’azzardo nella vita, con i ragazzi 15enni che risultano esserne coinvolti maggiormente (62%) rispetto alle coetanee (23%). La quota di studenti a rischio di sviluppare una condotta problematica o che possono già essere definiti problematici (presentano almeno due sintomi del disturbo da gioco d’azzardo come per esempio aver rubato soldi per scommettere) è pari al 16%, con un aumento del 10% rispetto al 2014.

Il rapporto tra pari, il contesto scolastico, il bullismo e il cyberbullismo

L’indagine ha anche toccato alcuni aspetti del contesto di vita familiare e scolastico, come per esempio il rapporto con i genitori, con i compagni di classe, gli insegnanti, i coetanei, valutando anche fenomeni come il bullismo e il cyberbullismo.

Nel 2018, più del 70% dei ragazzi parla molto facilmente con i genitori; più dell’80% dichiara di avere amici con cui condividere gioie e dispiaceri e più del 70% di poter parlare con loro dei propri problemi. Infine, oltre il 60% dei ragazzi ritiene i propri compagni di classe gentili e disponibili. Un ragazzo su 2 dichiara che gli insegnanti sono interessati a loro come persone e il 62,4% dei ragazzi dichiara di avere fiducia negli insegnanti.

Il bullismo continua a vedere l’Italia tra i paesi meno interessati dal fenomeno rispetto al complesso di quelli coinvolti nella rilevazione. Gli atti di bullismo subìti a scuola nel corso degli ultimi due mesi decrescono con l’età: coloro che dichiarano di essere stati vittima di bullismo almeno una volta negli ultimi 2 mesi sono il 16,9% degli undicenni (erano il 23% nel 2014), il 13,7% dei tredicenni e l’8,9% dei quindicenni. Rispetto al 2014 tale fenomeno è quindi complessivamente in riduzione. La percentuale di coloro che dichiarano di aver subìto azioni di cyberbullismo negli ultimi due mesi diminuisce con l’età (11 anni: 10,1%; 13 anni: 8,5% e 15 anni: 7%). Si tratta di un dato interessante e andrebbe approfondito il motivo per cui degli 11 abbiano un tale accesso a internet da poter subire o perpetrare atti di bullismo online.

L’uso problematico dei social media

Questo ci porta alla diffusione e l’uso dei social media, soprattutto tra i più giovani, che evidentemente richiede un’attenzione particolare. I risultati mostrano che i giovani che fanno uso problematico dei social media sono l’11,8% delle ragazze e il 7,8% dei ragazzi. La preferenza per i contatti online rispetto agli incontri faccia a faccia è frequentemente considerato un comportamento a rischio di sviluppare un uso problematico dei social media. Sono soprattutto le ragazze a preferire le interazioni online per parlare dei propri sentimenti.

Le abitudini sessuali

Il 21,8% dei 15enni (26,2% maschi e 17,6% femmine) dichiara di aver avuto rapporti sessuali completi. Il tipo di contraccettivo prevalentemente utilizzato è il preservativo (70,9% dei maschi e il 66,3% delle femmine), seguito dal coito interrotto (37% maschi vs 54,5% femmine), dalla pillola (11,1% maschi vs 11,5% femmine) e poco meno del 6,5% riferisce l’uso di metodi naturali.

 

Trattandosi di auto-dichiarazioni i dati vanno presi, nel loro complesso, con il beneficio del dubbio, ma vi si trovano importanti informazioni sulla salute e gli stili di vita degli adolescenti di 11, 13 e 15 anni. Le età preadolescenziale e adolescenziale rappresentano una fase cruciale per lo sviluppo dell’individuo: la comprensione dei determinanti dei comportamenti a rischio, frequenti in questa fascia d’età, può contribuire alla definizione di politiche e interventi in grado di promuovere l’elaborazione di valori positivi e che facilitino l’adozione di stili di vita salutari.

 

Fonti.

https://www.iss.it/?p=4394

https://www.epicentro.iss.it/hbsc/hbsc-italia-2018