Cure buone nonostante il burnout?

di Luca Mario Nejrotti

Non è ancora chiaro se e soprattutto quanto il burnout degli operatori sanitari contribuisca a ridurre la qualità dell’assistenza ai pazienti.

Un rapporto intuitivo.

Sembra logico aspettarsi che le cure sanitarie siano somministrate in modo peggiore in contesti di burnout degli operatori (vedi): in realtà un recente studio porta a ipotizzare che la linearità di questo rapporto sia sovradimensionata (vedi).

Interpretazione dei dati.

Si è quindi voluto analizzare la relazione generale tra burnout e qualità delle cure e valutare se gli studi pubblicati forniscano stime esagerate di questo rapporto.

Nella nutrita letteratura sono state selezionate le pubblicazioni sottoposte a revisione paritaria, in qualsiasi lingua, che quantifichino il burnout dei fornitori di assistenza sanitaria in relazione alla qualità dell’assistenza ai pazienti.

Due revisori hanno selezionato in modo indipendente gli studi, estraendone le misure di associazione tra burnout e qualità delle cure e valutandone i potenziali errori, con appositi test statistici.

L’esame.

Sono state identificate in totale 11703 citazioni, tra cui 123 pubblicazioni con 142 popolazioni di studio che comprendono 241553 operatori sanitari.

I risultati sulla qualità delle cure sono stati raggruppati in 5 categorie: migliori pratiche (n = 14), comunicazione (n = 5), errori medici (n = 32), performance dei pazienti (n = 17), qualità e sicurezza (n = 74).

Si è riscontrato che le relazioni tra burnout e qualità delle cure erano altamente eterogenee (da 93,4% a 98,8%). Delle 114 combinazioni uniche di burnout-qualità, 58 hanno indicato il burnout relativo a cure di scarsa qualità, 6 hanno indicato il burnout relativo a cure di alta qualità e 50 non hanno mostrato alcun effetto significativo.

Si è però riscontrato un eccesso di dati statisticamente significativi (il 73% degli studi osservati contro il 62% prevedeva risultati statisticamente significativi). Questo indicatore di potenziale distorsione era particolarmente importante nelle misure di qualità, di migliori pratiche, e di sicurezza meno rigorose.

I risultati.

Si tratta di conclusioni da prendere con prudenza poiché si tratta del primo studio che va contro la tendenza generale della letteratura scientifica sull’argomento, e che richiedono un ulteriore approfondimento. In ogni caso, ricerche di questo tipo hanno valore nell’instillare una maggiore cautela nella valutazione della dimensione dell’effetto reale del burnout sulla qualità delle cure, che potrebbe essere inferiore a quella riportata. Una maggiore cautela che dovrebbe caratterizzare tutti gli studi futuri per ridurre il rischio di stime esagerate delle dimensioni dell’effetto.

Fonti.

https://jamanetwork.com/journals/jamainternalmedicine/article-abstract/2698144

https://annals.org/aim/article-abstract/2752698/evidence-relating-health-care-provider-burnout-quality-care-systematic-review