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Rischi per la salute e sigarette elettroniche

di Luca Mario Nejrotti

Un campanello d’allarme arriva dagli USA sui rischi per la salute delle sigarette elettroniche.

Allarme.

Le sigarette elettroniche sono dispositivi aperti, che comportano dei rischi in base alle sostanze con cui vengono adoperate. In assenza di una legislazione consolidata molti osservatori sanitari tengono sotto stretto controllo le sigarette elettroniche.

Recentemente (vedi), il Sistema Nazionale di Allerta Precoce (SNAP) sulle Nuove Sostanze Psicoattive (NSP) coordinato dal Centro Nazionale Dipendenze e Doping dell’Istituto Superiore di Sanità (ISS) ha diramato un’allerta di grado 2 sulle sigarette elettroniche, sulla base delle segnalazioni ricevute dall’Osservatorio Europeo delle droghe e delle tossicodipendenze di Lisbona (European Monitoring Centre for drugs and drug addiction, EMCDDA) relative al focolaio di malattia polmonare associata all’uso di prodotti per e-cig registrato negli USA.

Si tratta di un allarme incrociato che dimostra l’efficacia del sistema di monitoraggio a livello globale: al 1° ottobre scorso, negli USA sono stati segnalati ai Centers for Disease Control and Prevention (CDC) 1080 casi e 18 decessi in cui i pazienti hanno riferito di usare sigarette elettroniche.

Il caso.

L’e-cig sono dispositivi che permettono di inalare vapore, generalmente aromatizzato e contenente quantità variabili di nicotina, senza che avvenga combustione del tabacco come nella sigaretta tradizionale.

La maggior parte dei casi registrati negli USA ha riguardato prodotti per e-cig contenenti THC (tetraidrocannabinolo): molti hanno usato prodotti a base sia di THC che di nicotina e una quantità minore di pazienti ha consumato prodotti a base solamente di nicotina.

Inoltre, i CDC segnalano che molti casi sono collegati all’utilizzo di prodotti acquistati attraverso canali non ufficiali e da rivenditori non autorizzati. I CDC stanno collaborando con i Dipartimenti sanitari statali e con la Food and Drug Administration (FDA) per le indagini epidemiologiche del caso, ma al momento nessuna singola sostanza o prodotto di sigaretta elettronica è stato associato alla malattia (pur se la causa sospetta sembra essere un’esposizione chimica).

Sicurezza.

Come in ogni situazione confusa, la prudenza è d’obbligo. Se le sigarette tradizionali sono sicuramente dannose per la salute, in modi e quantità diverse sulla base di molte variabili, per le e-cig la letteratura scientifica non è ancora così esaustiva e sicura. L’assenza di un nesso di causalità tra i casi di malattia polmonare e una singola sostanza, marchio o metodo di utilizzo lascia i Paesi europei, tra cui l’Italia, in una situazione di allerta. Come abbiamo già detto (vedi), è fondamentale, quindi, prestare estrema attenzione alle modalità di utilizzo di questi dispositivi.

La situazione italiana.

In Italia sarebbero circa 900 mila gli utilizzatori di e-cig con più di 15 anni di età. Di questi l’80,1% si dichiara consumatore “duale”, cioè fuma sia le sigarette tradizionali che quelle elettroniche. Inoltre, il 72,3% degli utilizzatori di e-cig, usa liquidi di ricarica contenenti nicotina (in particolare: il 24,3% usa liquidi a base sia di nicotina sia di altre sostanze; il 48% liquidi con solo nicotina). Infine, il 5% dei fumatori (occasionali o abituali) di sigaretta elettronica, prima di utilizzare l’e-cig non risulta aver mai fumato sigarette tradizionali.

In pratica, le sigarette elettroniche deludono nel settore su cui hanno puntato all’inizio: l’uso della ecig ai fini della disassuefazione e cessazione.

Quando la pratica non è inserita in un percorso sanitario guidato (per esempio attraverso i Centri Antifumo afferenti al Servizio Sanitario Nazionale, alla Lega Italiana per la Lotta contro i Tumori e al privato sociale) si rischia l’insuccesso e che il fumatore diventi un consumatore duale.

Bisogna anche considerare che la dipendenza da nicotina è una dipendenza estremamente forte e veloce e che non viene in nessun modo combattuta dalle e-cig (vedi): si passa dalla dipendenza dal sistema tradizionale a quella dal dispositivo elettronico.

La raccomandazione dell’ISS è quindi fondamentale: “Per concludere, riguardo l’uso delle sigarette elettroniche in generale, e relativamente al focolaio USA, è necessario un atteggiamento di massima prudenza. Troppe sono ancora le informazioni che non si conoscono sugli effetti sulla salute, specialmente a lungo termine, di questi prodotti ed è importante che operatori sanitari e cittadini siano informati su “ciò che non sappiamo”. Infine, un aspetto da non trascurare è la necessità che le istituzioni rafforzino il valore educativo della Legge 3/2003 (“Legge Sirchia”) sul divieto di fumo nei luoghi pubblici: un dato allarmante è, infatti, che le persone che utilizzano le sigarette elettroniche tendono a usarle anche nei luoghi dove vige il divieto di fumo per le sigarette tradizionali.”

 

 Fonti.

https://www.epicentro.iss.it/fumo/e-cig-focolaio-usa

http://www.torinomedica.org/torinomedica/?p=24216

https://www.npr.org/sections/health-shots/2019/01/30/690066777/study-found-vaping-beat-traditional-smoking-cessation-options?t=1571659107076