OMCeO Torino: Cerimonia delle medaglie 2019

La cerimonia annuale dell’Ordine dei Medici Chirurghi e Odontoiatri di Torino, si è svolta domenica 20 ottobre al Teatro Alfieri. La mattina per premiare i 127 medici con le medaglie al merito professionale per i 50, i 60 e i 70 anni di laurea, quando ognuno ha ricordato la propria carriera ripercorrendo l’evoluzione, i cambiamenti e i progressi fatti negli ultimi decenni in campo sanitario.

Il pomeriggio è stato dedicato al Giuramento professionale dei nuovi iscritti, 459 medici e 51 odontoiatri, con la lettura del Giuramento di Ippocrate, che ogni iscritto è tenuto a rispettare come  previsto dal Codice di Deontologico.

“Oggi, a un giovane che si laurea in Medicina, incredibilmente non è garantito il proseguimento degli studi di specializzazione, condizione indispensabile per lavorare. E per i 1.500 laureati in Italia che ogni anno vanno a specializzarsi all’estero, e spesso non ritornano, lo Stato ha speso nei 6 anni precedenti 225 milioni di euro per la formazione”. Le parole di Guido Giustetto, presidente OMCeO Torino, risuonano come un anatema a cui si aggiunge un’aperta denuncia “Si crea in questo modo un imbuto formativo che è una delle conseguenze del disinvestimento finanziario e politico da parte dello Stato sulla salute dei cittadini avvenuto negli ultimi anni”. 

Riguardo i 51 Odontoiatri, poco possiamo dire sul loro futuro lavorativo, divisi come attualmente sono tra il portare avanti lo studio odontoiatrico di famiglia (con tutti i problemi connessi al fatidico passaggio generazionale), lo svolgere la propria attività professionale come consulenti/collaboratori presso studi monoprofessionali o catene odontoiatriche, oppure operare nel SSN, che peraltro sta vivendo un momento di grande tensione a causa della questione specializzazione richiesta per lavorare nel pubblico. Se già oggi l’assistenza odontoiatrica è la “cenerentola” ,tra qualche anno, con il pensionamento di molti degli attuali professionisti che vi collaborano, la situazione potrebbe ulteriormente peggiorare per l’applicazione della norma che prevede l’obbligo di Specializzazione per medici ed odontoiatri che operano nel SSN. Oggi sono circa 200 gli odontoiatri dipendenti del SSN e meno di 2.000 i collaboratori odontoiatrici di area ambulatoriale. Va da sé che la rigida applicazione della norma rischia di mettere in crisi il già precario sistema dell’assistenza odontoiatrica nel SSN, in quanto l’obbligo di specializzazione, che è previsto per tutte le branche mediche e quindi anche per gli odontoiatri, trova limitata applicazione a causa del ridotto numero di posti e di Scuole di specializzazione a livello nazionale.

Il presidente Giustetto, a conclusione della cerimonia ha ritenuto opportuno accennare alla comunicazione medico-paziente, sostenendo che bisogna avere tempo a disposizione, soprattutto per “ascoltare” oltre che per parlare, dando così il giusto input ai giovani laureati con queste parole: “sappiamo che la nostra tendenza è quella di interrompere l’interlocutore dopo appena 11 secondi. Proviamo invece a lasciare il tempo opportuno per raccontare una storia, descrivere una condizione o una sensazione e facciamo attenzione anche alla nostra comunicazione non verbale che spesso ci porta a non guardare il paziente in viso”.

Dunque Comunicazione come “dichiarazione di una vicinanza, di un’alleanza, ed esprime la volontà di accompagnare il paziente ovunque la malattia lo possa condurre”.