La luce blu accelera l'invecchiamento: lo rivela uno studio su Drosophila

La luce blu accelera l’invecchiamento: lo rivela uno studio su Drosophila

di Maria Rosa De Marchi 

La tecnologia delle luci LED, impiegata nell’illuminazione artificiale dagli ambienti agli schermi televisivi, dai computer ai telefoni sembra essere motivo di crescente preoccupazione nella comunità scientifica. Data la sua recente adozione nella vita quotidiana, non si conoscono a fondo gli effetti e le conseguenze sul lungo periodo: nuove evidenze sembrano indicare che le luci LED possono compromettere la qualità del sonno e la regolarità dei ritmi circadiani1,2.

La luce blu accelera l’invecchiamento nella Drosophila Melanogaster

I LED hanno un picco di emissione a 460 nm ma la luce all’occhio umano appare bianca a causa della sovrapposizione di un’altra banda che emette nel rosso. Un lavoro da poco pubblicato su Aging and Mechanisms of Disease a opera di un team della Oregon State University ha investigato questi temi, in particolare gli effetti della luce sulla Drosophila melanogaster, il moscerino della frutta comunemente utilizzato come modello animale. Nell’esperimento messo a punto dagli studiosi, cicli di 12 ore di illuminazione con luce LED e 12 ore di buio sono stati in grado in influenzare negativamente la longevità dei moscerini. Il risultato è stato comparato con due situazioni di controllo, in cui i moscerini venivano sottoposti a condizioni di buio completo o erano esposti a luce bianca in cui era stata bloccata la lunghezza d’onda del blu.

Luce blu e comparsa di danni legati all’invecchiamento

L’esposizione dei moscerini adulti alla luce blu ha accelerato la comparsa di pattern fenotipici collegati all’invecchiamento, in particolare ha causato danni alle cellule della retina, ha scatenato meccanismi neurodegenerativi e danneggiato la motilità. Questi ultimi, inoltre, non dipendevano dall’esposizione della retina alla luce blu, dal momento in cui si sono manifestati anche in moscerini senza occhi, geneticamente modificati. L’esposizione alla luce blu induce l’espressione di un set di geni collegati allo stress soprattutto nei moscerini adulti, ma non in quelli giovani indicando che l’esposizione cumulativa alla luce blu agisce contribuendo all’invecchiamento.

Se il modello dovesse risultare applicabile anche all’uomo

Con l’uso prevalente delle luci LED nell’illuminazione e nei dispositivi tecnologici, l’uomo è soggetto a un aumento considerevole di esposizione alla luce blu, di cui non si conoscono ancora completamente gli effetti e le conseguenze” commenta la coautrice Jaga Giebultowicz. “Le evidenze emerse indicano che la luce blu è un fattore di rischio per il sonno e i ritmi circadiani”.

Le tecnologie future potrebbero rivelarsi cruciali se i risultati di questa ricerca sul modello animale si riveleranno applicabili anche alla biologia umana. La durata della vita è aumentata sensibilmente nell’ultimo secolo e la scienza è alla continua ricerca di modi per vivere in modo più sano: per questo motivo si dovrebbe eventualmente considerare l’adozione di uno spettro di lunghezze d’onda diverso per i dispositivi” continua Eileen Chow, coautrice dello studio.

1. Chang, A. M., Aeschbach, D., Duffy, J. F. & Czeisler, C. A. Evening use of light-emitting eReaders negatively affects sleep, circadian timing, and next-morning alertness. Proc. Natl Acad. Sci. USA 112, 1232–1237 (2015).

2. Green, A., Cohen-Zion, M., Haim, A. & Dagan, Y. Evening light exposure to computer screens disrupts human sleep, biological rhythms, and attention abilities. Chronobiol. Int. 34, 855–865 (2017).