Depressione post-parto: prevenzione

di Luca Mario Nejrotti

Prevenire la depressione post-parto potrebbe portare a un aumento generale dei livelli di salute mentale.

Giocare d’anticipo.

Affrontare i disturbi mentali prima che insorgano nelle donne in gravidanza e nelle neomamme è un approccio che potrebbe essere ampliato online e aiuterebbe la salute generale (vedi).

Se può apparire intuitivo il fatto che un intervento preventivo possa essere più efficace dei trattamenti ex-post, finora mancavano da un lato gli studi scientifici di conferma dall’altro gli strumenti tecnologici per rendere disponibili in modo universale i protocolli preventivi, basati sulla terapia comportamentale interpersonale e cognitiva.

Due recenti relazioni promuovono questo approccio: la Task Force dei servizi preventivi degli Stati Uniti, ha esortato i medici a “fornire o indirizzare le persone in gravidanza e post partum che sono ad aumentato rischio di depressione perinatale agli interventi di consulenza”(vedi); la National Academies of Sciences, Engineering and Medicine (NASEM) degli Stati Uniti ha poi pubblicato un rapporto che invita vari soggetti interessati, dagli educatori ai responsabili politici, a prevenire i disturbi della salute mentale e a promuovere un sano sviluppo mentale, emotivo e comportamentale nelle persone al di sotto dei 25 anni d’età.

La salute mentale, dalla madre al bambino.

Concentrando gli sforzi iniziali sulla prevenzione della depressione nelle donne in gravidanza o nelle donne che hanno recentemente partorito (depressione perinatale), fornendo loro gli strumenti di base per la gestione dell’umore, si potrebbe ottenere un impatto su più generazioni, perché un migliore benessere mentale materno è ovviamente collegato allo sviluppo più sano dei bambini.

Una “rete” di protezione.

Secondo Ricardo F. Muñoz, professore di psicologia clinica e direttore fondatore dell’Institute for International Internet Interventions for Health, la migliore strategia per rendere universalmente accessibili questi strumenti di supporto per le neomamme sarebbe creare “massicci interventi online aperti (simili ai grandi corsi online aperti che vengono offerti gratuitamente su Internet). Ciò consentirebbe a chiunque di ottenere informazioni e strumenti che li aiutino a evitare la depressione, nei tempi e nei luoghi a loro più convenienti.”

Depressione epidemica.

Negli Stati Uniti, circa il 15% degli uomini e circa il 26% delle donne sperimentano un episodio depressivo maggiore una volta nella vita. Ai pazienti viene diagnosticata questa patologia in concomitanza di cinque dei nove sintomi tipici per almeno due settimane. Tra questi devono esserci sensazione di depressione o incapacità di provare interesse o piacere, nonché problemi di sonno, alterazioni dell’appetito, affaticamento o pensieri suicidi.

Anche se i trattamenti esistono, una strategia completa e integrata dovrebbe prevedere protocolli preventivi.

Lavorare su di sé e sul rapporto con gli altri.

I due approcci che sono stati studiati di più sono la terapia cognitivo comportamentale e quella interpersonale. La prima consiste nell’insegnare alle persone come usare la relazione naturale tra pensieri, comportamenti e umore per aumentare quei pensieri e comportamenti che portano a stati d’umore sani e per ridurre o modificare quelli che suscitano tristezza, impotenza e disperazione. Il secondo approccio, la terapia interpersonale, aiuta le persone a comunicare meglio con gli altri e quindi a ottenere un maggiore sostegno da amici e familiari.

Le mamme.

Per Muñoz concentrarsi sulle donne in condizione perinatale massimizzerebbe i risultati: il monitoraggio clinico è stretto, la finestra del rischio è chiara (durante la gravidanza e per un anno dopo il parto). Inoltre, la formazione potrebbe far parte delle lezioni prenatali o delle visite domiciliari che molte donne incinte già ricevono, riducendo costi e stigmatizzazione che le persone affette da depressione ancora subiscono e temono. Infine, gli interventi potrebbero andare a beneficio di più generazioni. La depressione di una madre è associata a peggiori condizioni fisiche e cognitive dei bambini, mentre un maggiore benessere mentale potrebbe portare a una conseguente salute migliore anche per i bambini stessi.

Fonti.

https://www.nature.com/articles/d41586-019-03226-8

https://jamanetwork.com/journals/jama/fullarticle/2724195