Il cervello dei rifugiati adolescenti può essere influenzato da povertà e da altri tipi di trauma

di Maria Rosa De Marchi 

Qual è l’impatto di elementi di stress sullo sviluppo delle funzioni cognitive negli adolescenti? In base ai dati dell’Alto commissariato delle Nazioni Unite per i rifugiati, la crisi siriana e i conflitti prolungati in questo ambito rappresentano una vera e propria emergenza. Al 2019, nel mondo, 71 milioni di bambini e ragazzi sono sfollati e un’intera generazione di bambini e ragazzi in Siria corre il rischio che questa condizione comprometta in modo permanente il loro benessere psicologico ed emotivo.

In esame un campione di 450 ragazzi siriani e giordani

Un team guidato dalla specialista Alexandra Chen ha provato a valutare le possibili implicazioni di questa situazione sulle funzioni cognitive, coinvolgendo in uno studio pubblicato sulla rivista Child Development due campioni di ragazzi tra i 12 e i 18 anni, in particolare 240 rifugiati siriani e 210 non rifugiati, abitanti della Giordania, considerati a rischio ma che non avevano sperimentato gli effetti della guerra in prima persona.

Lo studio è stato disegnato e pensato in modo da poter valutare in particolare le funzioni esecutive, un set di abilità cognitive di alto livello necessarie per elaborare il pensiero astratto, sviluppare capacità decisionali e di effettuare pianificazioni complesse.

I criteri di valutazione dei fattori di stress sulle funzioni esecutive

L’indagine ha previsto la valutazione dell’influenza sulle funzioni esecutive di povertà, esposizione a traumi, stress post-traumatico, insicurezza. Per ogni parametro valutato, sono state usate dagli intervistatori scale di valutazione corrispondenti: per la povertà, una checklist di 12 oggetti di uso casalingo; per il trauma, la Traumatic Events Checklist (TEC), per misurare il disturbo da stress post-traumatico la Child Revised Impact of Events Scale e per l’insicurezza la Human Insecurity Scale sviluppata per misurare paura, preoccupazione e insicurezza percepita. Successivamente, è stato chiesto loro di fare il RACER IC game , strutturato in modo specifico per valutare le funzioni esecutive, su di un tablet. L’obiettivo era misurare l’abilità di ricordare cosa era appena stato visto e di filtrare informazioni irrilevanti mentre si perseguiva un obiettivo.

La correlazione tra povertà e minori capacità mnemoniche

Dai risultati è emerso che più di metà dei rifugiati siriani avevano sintomi di stress post-traumatico, erano più poveri e avevano frequentato meno anni di scuola rispetto ai loro omologhi giordani. È stata inoltre trovata correlazione tra povertà, minore scolarizzazione e minori capacità mnemoniche; le ragazze inoltre hanno ottenuto valutazioni inferiori in entrambi i campioni, indicando, secondo gli autori dello studio, differenze di genere che riflettono ruoli e opportunità sociali.

Lo studio ha, secondo i ricercatori, una serie di limitazioni, tra cui il fatto che la popolazione di studio non viveva più in una situazione di guerra da circa 3 anni, in media; inoltre, a parte misurare gli effetti sulle funzioni esecutive, lo studio non fornisce alcuna valutazione su come traumi del passato possano influenzare il modo in cui funziona la mente.