influenza

Un super anticorpo contro l’influenza

di Luca Mario Nejrotti

Un nuovo studio su anticorpi umani ampiamente protettivi apre nuove prospettive di prevenzione contro il virus dell’influenza.

I limiti attuali.

L’estrema diversificazione interna al ceppo influenzale tutti gli anni rende intensi gli sforzi per identificare le nuove varianti e per sintetizzare il relativo vaccino. Vi è quindi un urgente bisogno di un vaccino antinfluenzale ampiamente protettivo in grado di neutralizzare questo virus in costante variazione.

Un nuovo approccio.

Un’equipe di ricercatori di diverse università statunitensi, condotta da Scripps Research in collaborazione con la School of Medicine dell’Università di Washington a St. Louis e la Icahn School of Medicine del Mount Sinai a New York (vedi), ha deciso di intraprendere un approccio inedito, indagando su una glicoproteina del rivestimento virale alternativa, meno variabile: la neuraminidasi (N), essenziale per la replicazione del virus dell’influenza nel corpo. Se il principale bersaglio finora è stata l’emoagglutinina (H), che permette al virus di penetrare le cellule, la neuraminidasi svolge invece un ruolo fondamentale nel permettergli di uscire (vedi).

Gli autori hanno estratto tre anticorpi monoclonali (MAb) da un donatore umano naturalmente infetto dal sottotipo di virus H3N2 ricoverato al Barnes-Jewish Hospital di St. Louis nell’inverno del 2017.

Nei topi, i MAb erano ampiamente protettivi nei confronti del gruppo 1 e 2 del virus dell’influenza A (origine umana, aviaria e suina) e di alcuni virus dell’influenza B. Questi MAb erano anche terapeuticamente efficaci fino a 72 ore dopo l’infezione. L’ampia gamma di reattività probabilmente si riferisce alla storia di infezione del donatore, i cui plasmablasti hanno generato anticorpi con elementi     che si legano nel sito attivo dell’enzima neuraminidasi.

Il segreto nella semplicità.

Visti gli effetti, è stato necessario comprendere il meccanismo d’inibizione della neuraminidasi e il motivo per il quale era efficace con un così ampio spettro.

I ricercatori si sono resi conto del fatto che gli anticorpi erano dotati di una specie di anello che scorreva all’interno del sito attivo della neuraminidasi come un bastone tra gli ingranaggi. I loop hanno impedito alla neuraminidasi di rilasciare nuove particelle di virus dalla superficie delle cellule, interrompendo così il ciclo di produzione virale nelle cellule ospiti senza interagire con le regioni ipervariabili circostanti, ottenendo così un’ampiezza di azione molto maggiore contro la neuraminidasi di diversi virus influenzali.

In pratica, questi anticorpi neutralizzano il virus, mediano le funzioni effettrici, sono ampiamente protettivi in vivo e inibiscono l’attività della neuraminidasi.

Prevenzione e terapia.

L’eccezionale ampiezza di compatibilità con diverse neuraminidasi del virus dell’influenza A e B e la sua efficacia anche a 72 ore dal contagio mostrano la possibilità di creazione di un trattamento valido sia per la prevenzione sia per la cura (vedi).

Finora, risultati simili erano ottenuti con l’oseltamivir carbossilato (vedi), che opera nella stessa maniera ma presenta casi di resistenza e non può essere utilizzato utilmente oltre le 36 ore dal contagio.

“Tutti i topi sono sopravvissuti, anche se hanno ricevuto l’anticorpo 72 ore dopo l’infezione”, afferma uno dei ricercatori. “Si sono sicuramente ammalati e hanno perso peso, ma li abbiamo comunque salvati. È stato notevole. Ci ha fatto pensare che si possa essere in grado di usare questo anticorpo in uno scenario di terapia intensiva quando c’è qualcuno malato di influenza ed è troppo tardi per usare il Tamiflu [oseltamivir fosfato N.d.R.].”

Si tratterebbe di un’ottima notizia per la gestione di casi epidemici o di emergenza in realtà territoriali con difficoltà di comunicazione, quando l’accesso alle strutture sanitarie è rallentato dalle condizioni ambientali.

La caratterizzazione strutturale e funzionale di questi anticorpi informerà lo sviluppo di vaccini universali a base di neuraminidasi contro tutti virus dell’influenza, compresi quelli dell’influenza aviaria umana, suina e altri altamente letali.

 

Fonti.

https://science.sciencemag.org/content/366/6464/499

https://www.pianetachimica.it/mol_mese/mol_mese_2009/05_Influenza/Influenza_1.htm

https://www.sciencedaily.com/releases/2019/10/191025094024.htm

http://www.informazionisuifarmaci.it/oseltamivir